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Le tradizioni di Pasqua in Piemonte: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Piemonte la Quaresima è tempo di questua: nel Monferrato, nelle Langhe e nel Roero i giovani girano di cascina in cascina dopo il tramonto e cantano il Cantè j'euv, «cantare le uova». Con quelle uova, a Pasquetta, si fa una grande frittata.

A Vercelli il Venerdì Santo escono le Macchine.

Il Cantè j'euv

Il Cantè j'euv è l'antica questua contadina del tempo di Quaresima: i cantori percorrono le cascine e i centri storici con un canto benaugurale rivolto alle famiglie, e ricevono in dono le uova, segno di rinascita e fertilità.

Il gruppo era guidato da un falso fraticello, che faceva da elemosiniere, e si raccoglievano anche cibo, vino e denaro. Tutto finiva nel pranzo di Pasquetta, e le uova in una grande frittata da dividere insieme.

Il rito resta vivo in Monferrato, Langhe e Roero — a Vigliano, Monteu Roero, Castagnito, Alessandria — ed era stato riportato in vita a metà degli anni Sessanta.

La Passia e i Manigoldi

A Castagnole Monferrato, il Giovedì Santo dalle nove di sera, si canta la Passia: i giovani girano casa per casa con la croce, chiedendo cibo, e il paese si accende di una fiaccolata notturna.

Nella stessa chiesa compaiono i Manigoldi, i carnefici di Cristo: sono sagome poste accanto alla croce deposta.

Le Macchine di Vercelli

A Vercelli i riti cominciano la sera del Venerdì Santo con la Processione delle Macchine: sculture lignee della Via Crucis, custodite nelle chiese delle confraternite cittadine e portate a spalla dalla Basilica di Sant'Andrea per tutto il centro storico. Anche a Caresana il venerdì escono le Macchine.

La domenica di Pasqua, alle sei del mattino, nel Duomo di Sant'Eusebio avviene lo Svelamento del Cristo: il crocifisso ottoniano, coperto il Giovedì Santo con una lamina d'argento, viene scoperto.

Romagnano Sesia

A Romagnano Sesia la Passione si mette in scena in tre giorni, a partire dal Giovedì Santo, in luoghi del paese che ricordano Gerusalemme.

La Via Crucis vivente è documentata dal 1729 e ha le quattordici stazioni.

L'Interro e il Cristo morto

Il rito del Cristo morto in Piemonte risale almeno alla metà del Trecento. In Canavese è documentato a Ivrea, Candia, Caluso, Mazzè, Foglizzo e Verolengo, e a Ivrea la processione si chiama l'Interro.

Il Giovedì Santo i fedeli chiedevano perdono con la formula dialettale a ciamà al perdun. Il corteo era annunciato dalle raganelle e arrivava fino alla piazza del Balùn.

A Venaus, in Valsusa, il Giovedì Santo attraversa il paese il Cristo rosso. A Torino tutta la città partecipa alla Via Crucis del venerdì, a Bra esce la processione dei Battuti Bianchi e ad Antignano si tiene ogni anno una Via Crucis vivente.

La suonata delle conchiglie

Fra il Giovedì e il Sabato Santo le campane tacciono, e nelle Langhe, nel Monferrato e nel Roero il loro posto lo prende la suonata delle conchiglie: si soffia dentro le conchiglie marine.

I giochi e i pani

A Rivoli, a Pasqua e Pasquetta, si pratica il Cocciar le uova, la sfida delle uova sode battute l'una contro l'altra. A Oleggio si corre la Corsa della torta, dedicata agli scapoli.

Fra Sanfrè e Bandito di Bra si prepara il Fuaset, il panino dolce del tempo di Pasqua. A Belvedere Langhe, due settimane dopo Pasqua, si celebra la Festa dei Micùn, i grandi pani benedetti legati ai Battuti Bianchi.

La vigilia

La vigilia era una purificazione prima della festa: si davano fondo alle provviste e si preparavano cibi più nutrienti, sacrificando i piccoli animali da cortile o l'agnello.

Quel cibo non aveva un significato rituale: era legato alla penitenza, che nelle famiglie più osservanti poteva arrivare al digiuno totale per un giorno.

La tavola

I piatti della tradizione pasquale piemontese non sono molti, e sono quelli delle grandi occasioni:

Nel sud del Piemonte è di questo tempo la frittata rognosa, fatta con il salame fresco poco stagionato: piaceva anche a corte, ed era fra i piatti preferiti di Vittorio Emanuele II.

I dolci

Il dolce di casa è il bonet, con le ciambelle di Pasqua e i biscotti Tirà della provincia di Vercelli.

Delle Langhe è il salame del Papa: cacao, biscotti secchi sbriciolati, nocciole Piemonte IGP e rhum. Si mangiava in Quaresima e a Pasqua, e la leggenda vuole che in quei giorni i dolci fossero proibiti. Torino, infine, è la città natale dell'uovo di cioccolato.

Domande frequenti

Che cos'è il Cantè j'euv

È la questua di Quaresima piemontese, «cantare le uova»: i giovani girano di cascina in cascina con un canto benaugurale e ricevono uova, cibo e vino per il pranzo di Pasquetta.

Che cosa sono le Macchine di Vercelli

Sono le sculture lignee della Via Crucis, custodite dalle confraternite e portate a spalla in processione il Venerdì Santo, dalla Basilica di Sant'Andrea per il centro storico.

Che cos'è lo Svelamento del Cristo

È il rito delle sei del mattino di Pasqua nel Duomo di Sant'Eusebio a Vercelli: si scopre il crocifisso ottoniano, coperto il Giovedì Santo con una lamina d'argento.

Che cos'è il salame del Papa

È il dolce quaresimale e pasquale delle Langhe: cacao, biscotti secchi sbriciolati, nocciole Piemonte IGP e rhum.

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