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Le tradizioni di Pasqua in Sicilia: riti, piatti e usanze del posto
In Sicilia la Settimana Santa si celebra in ottantatré località, e ogni paese ha il suo rito: i diciotto gruppi dei Misteri di Trapani, le duecento fasce di lino di Pietraperzia, il Ballo dei diavoli di Prizzi. La domenica, Madre e Figlio si incontrano in piazza.
A Palermo il velo cade nella notte del sabato.
La Quaresima
I quaranta giorni fra il Mercoledì delle Ceneri e la Pasqua sono tempo di fioretti, le piccole rinunce, e di astinenza dalla carne.
Nei venerdì si tengono le scinnute, le «discese»: uno o più gruppi sacri vengono portati al centro della chiesa. Nella Basilica di San Domenico, a Palermo, il presbiterio resta coperto da un pesante velo figurato che nasconde la figura di Gesù.
La calata r'a tila
Quel velo si toglie nella notte del Sabato Santo, al Gloria della Veglia pasquale: il presbiterio si svela all'improvviso, ed è la calata r'a tila, la «discesa della tela», segno della vittoria di Cristo sulla morte.
I lavureddi
Il Giovedì Santo le chiese restano aperte notte e giorno per la visita ai sepolcri, allestiti in ricordo dell'Ultima Cena e addobbati con gli ex voto in oro, argento e corallo.
Sugli altari si mettono i vasetti con i germogli di grano cresciuti quaranta giorni al buio: sono i lavureddi. Quel giorno si mangia il pane di cena, dolce e soffice, coperto di sesamo.
Le processioni
- a Trapani la Processione dei Misteri parte il Venerdì Santo e va avanti fino al sabato: diciotto gruppi statuari della Passione, con Gesù nell'urna e l'Addolorata, portati con la tipica annacata, il passo dondolante;
- a Caltanissetta — dove la settimana è A Simana Santa — sfilano la Real Maestranza, le Varicedde e le Vare: sedici gruppi di sculture a grandezza naturale, il mercoledì e il giovedì.;
- a Messina il mercoledì comincia la Festa dei Giudei, di origine medievale: pastori e contadini si vestono da giudei per ricordare i soldati che uccisero Cristo. Il venerdì escono le Barette;
- a Palermo il Martedì Santo esce il quadro della Madre Pietà dei Massari, che il mercoledì incontra la Madre Pietà del Popolo;
- a Pietraperzia si porta Lu Signuri di li Fasci, con duecento fasce di lino;
- a Castroreale esce il Cristo Lungo, crocifisso del Seicento montato su un palo alto circa tredici metri;
- a Nicosia si mette in scena La Casazza, a San Fratello escono i Giudei, a Scicli la Domenica delle Palme esce Santa Maria la Nova.
A Prizzi c'è il Ballo dei diavoli, sacra recita di origine medievale, e a San Biagio Platani si costruiscono gli Archi di Pasqua, detti Archi di Pane: grandi archi di pane, frutta e cereali. A Caltavuturo, Cammarata, Naso, Caltabellotta e Forza d'Agrò nelle processioni si portano le fronde d'alloro, altrove i ramoscelli d'ulivo e le foglie di palma intrecciate.
Gli incontri della domenica
La mattina di Pasqua, in quasi tutta l'isola, le statue del Cristo Risorto e della Madonna si vanno incontro, fra le trombe e il trotto dei cavalli:
- a Modica è la Madonna Vasa Vasa, il bacio di mezzogiorno;
- a Enna è 'A Paci, a Petralia Sottana U 'Ncuontru;
- a Caltagirone è A Junta, e l'incontro è mediato da San Pietro;
- a Scicli è U Gioia, con la corsa del Cristo Risorto, le musiche e i mortaretti;
- a Sinagra tutto finisce con 'A Cursa 'i Santu Liu verso la Chiesa Madre;
- a San Cataldo vanno in scena la Diavolata e l'Angelicata prima di 'A risuscita;
- a Messina si festeggiano gli Spampanati.
Piana degli Albanesi e Terrasini
A Piana degli Albanesi la Pasqua si celebra con il rito greco-bizantino, in greco e albanese e in costume: il Giovedì Santo il lavaggio dei piedi ha un sacerdote nel ruolo di San Pietro, e la domenica sfilano le donne con gli abiti arbëreshë.
A Terrasini si tiene la Festa di li schietti — schetto, in siciliano, è lo scapolo: ciascuno solleva un albero di arancio amaro di circa cinquanta chili e lo fa roteare con una sola mano.
La tavola
Il pranzo comincia con le olive cunzate, schiacciate e condite con sedano, carota, aglio e peperoncino, e a Messina con fave fresche, salame e pecorino pepato.
Poi arrivano la pasta 'ncasciata, al forno con sugo di carne, formaggio e melanzane, il Taganu d'Aragona, pasta al tegame con carne e formaggi, e lo Sciuscieddu, minestra con polpette, uova e ricotta. Il secondo è l'agnello al sugo con le patate o il capretto al forno. Il Venerdì Santo, ad Augusta, si mangia la pasta al nero di seppia, che richiama il lutto.
I dolci
Il dolce di forno è la cuddura cu l'ova, ciambella con le uova sode e il sesamo, chiamata anche aceddu cu l'ova.
Ci sono poi la cassata, i muccunetti, i nzuddi e la pignolata, i Quaresimali con mandorle e frutta secca, la schiacciata messinese, le pecorelle di pasta di mandorle e l'Agnello Pasquale di marzapane ricoperto di pasta di zucchero — a Favara si fa di pasta reale e pistacchio, modellato a mano. Si chiude con la colomba, anche al pistacchio o agli agrumi.
Domande frequenti
Che cos'è la calata r'a tila
È la caduta del velo che a Palermo copre il presbiterio durante la Quaresima: si toglie nella notte del Sabato Santo, al Gloria della Veglia pasquale.
Che cosa sono i lavureddi
Sono i vasetti di germogli di grano cresciuti quaranta giorni al buio, che il Giovedì Santo si mettono sugli altari e sui sepolcri.
Quanti sono i gruppi dei Misteri di Trapani
Diciotto: sfilano dal Venerdì Santo fino al sabato, con Gesù nell'urna e l'Addolorata, portati con la tipica annacata.
Che cos'è la Madonna Vasa Vasa
È l'incontro della domenica di Pasqua a Modica: a mezzogiorno la Madonna bacia il Figlio risorto.