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Le tradizioni di Pasqua nel Lazio: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nel Lazio la domenica di Pasqua comincia a tavola: la colazione è salata, con la corallina tagliata a fette spesse quasi un dito, la pizza di Pasqua, le uova sode benedette e la coratella con i carciofi. In Sabina non si salta per nessun motivo.

A Orte, il Venerdì Santo, la città spegne tutte le luci.

La colazione di Pasqua

La colazione di Pasqua è il momento più atteso della festa, nel Lazio come nel resto del Centro Italia: segna la fine della Quaresima, ed è quasi sempre salata.

Il salume è la corallina romana, prodotto agroalimentare tradizionale che prende il nome dal budello chiamato corallo: ha un impasto ricco, con il 20-25% di lardello, e si taglia a fette spesse quasi un dito. Accanto ci sono le uova sode, i formaggi, la coratella con i carciofi, le frittate e le torte salate al formaggio, poi il cioccolato e le uova di cioccolata.

In Sabina la colazione è irrinunciabile — e spesso si unisce direttamente al pranzo. Lì si fanno benedire le uova sode, che poi si mangiano a colazione, e la regina della tavola è la pizza di Pasqua.

La pizza di Pasqua

La pizza di Pasqua, detta anche pizza cresciuta, si fa con farina, uova e pecorino o parmigiano, e accompagna la corallina.

A Civitavecchia si prepara soltanto nei giorni immediatamente precedenti la festa e si mangia fino a una settimana dopo, con le uova sode, il salame e la coratella con i carciofi; si usa anche al posto del pane, o come dono.

La processione del Cristo Morto a Orte

A Orte, nel Viterbese, il Venerdì Santo esce la processione del Cristo Morto, attestata dal Duecento e rimasta nella stessa forma. Le Confraternite Riunite seguono il feretro di Gesù lungo tutta la città: nel 2015 quella di Santa Croce ha compiuto 850 anni.

I confratelli vanno con l'abito bianco e il cappuccio. I cirenei portano la croce scalzi, trascinando pesanti catene ai piedi, per espiare i peccati.

Durante il passaggio del corteo la città spegne tutte le luci: resta soltanto il lume delle torce dei fedeli. A Orte Scalo si tiene una seconda processione, introdotta da padre Geremia Subiaco, frate francescano originario di Vallecorsa.

La salita del Mercoledì Santo

Sempre a Orte, il Mercoledì Santo, la comunità sale sul Colle di San Bernardino per la Via Crucis.

Si percorre la salita con le fiaccole, ciascuno con il proprio flambeau in mano, fermandosi alle quattordici stazioni. Il rito finisce al Santuario della Santissima Trinità fuori le Mura, con la benedizione.

Le tre processioni di Leonessa

A Leonessa, nel Reatino, le processioni sono tre, una per ciascuno dei tre giorni.

Tutto si chiude con l'antica benedizione delle uova e con la colazione di Pasqua.

La Passione di Sezze e Maenza

A Sezze e a Maenza, in provincia di Latina, oltre cinquecento figuranti mettono in scena la Passione di Cristo.

La sfilata va dalla Domenica delle Palme al Venerdì Santo e si sviluppa piazza per piazza, con una cura particolare per i costumi e per gli effetti sonori.

La domenica di Tarquinia

A Tarquinia il rito più sentito non è del venerdì ma della domenica di Pasqua.

Una statua di legno del Cristo attraversa le vie della città, preceduta da nove croci, ognuna con la sua corona d'alloro: l'alloro sta per la resurrezione.

Il canto del Sabato Santo a Casalattico e Vicalvi

A Casalattico il Sabato Santo ha un rito suo, la Maitnata: un gruppo di uomini visita ogni casa cantando fatti e vicende accaduti in paese, fra ironia, vino e condivisione.

A Vicalvi lo stesso canto si chiamava «maietnata» e si faceva per le vie del borgo, accompagnato dalla fisarmonica e da piccoli doni. Lì le campane «legate» venivano sostituite da tric-trac e raganelle.

Il pranzo

Il piatto della festa è l'abbacchio, sulle tavole della regione da secoli, e si cucina in tre modi:

Con lui arrivano la coratella, i carciofi e gli asparagi, e le torte salate. In Ciociaria si aggiungono il Tortolo e il Tortano; ad Anagni si preferisce la torta pasqualina.

I dolci

Il dolce di Pasqua della provincia di Rieti è la Palombella: una ciambella con la granella di zucchero e un uovo sodo dentro.

Per i bambini restano le uova bollite decorate con i coloranti naturali, oltre alle uova di cioccolata.

Domande frequenti

Che cos'è la colazione di Pasqua laziale

È il pasto salato della domenica mattina che segna la fine della Quaresima: corallina, pizza di Pasqua, uova sode benedette, coratella con i carciofi, frittate e torte salate.

Che cos'è la corallina romana

È il salame della Pasqua laziale, prodotto agroalimentare tradizionale: prende il nome dal budello detto corallo, ha il 20-25% di lardello e si taglia a fette spesse quasi un dito.

Chi sono i cirenei di Orte

Sono i confratelli che il Venerdì Santo portano la croce scalzi, trascinando pesanti catene ai piedi, per espiare i peccati. Mentre passano, la città spegne tutte le luci.

Che cos'è la Palombella reatina

È il dolce pasquale della provincia di Rieti: una ciambella con la granella di zucchero e un uovo sodo.

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