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Pasquetta · Scampagnate

Perché la gita si fa il lunedì e non la domenica

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La gita di Pasquetta si fa di lunedì per una ragione di calendario: la domenica è il giorno del Signore, fissato come riposo obbligatorio nel IV secolo, e la scampagnata ha bisogno di un giorno che sia libero senza essere solenne. Il lunedì lo era già.

In mezza Europa, del resto, lo chiamavano «san Lunedì».

Dove andare a Pasquetta: le mete tradizionali

Verona — a Quinzano la scampagnata si fa all'Eremo di San Rocchetto, con una messa all'aperto fra gli olivi e poi una passeggiata sulle colline intorno.

Friuli Venezia Giulia — a Venzone la scampagnata anticipa di un giorno, con ritrovo sul Piano di Santa Caterina fra giochi popolari, chioschi e musica. A Cormons si sale sul Monte Quarin, dove ci sono chioschi enogastronomici, spettacoli per bambini e musica. A Palmanova si passeggia sui bastioni della città fortezza, con picnic, attività per bambini, sport e iniziative culturali.

Campania — le mete classiche sono il Parco Nazionale del Vesuvio, con le escursioni guidate nella Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio — che richiedono prenotazione — e la Reggia di Caserta, che apre appositamente, ma dove nei giardini il picnic non è consentito. Chi vuole il pranzo all'aperto va alla Cipresseta di Fontegreca, in provincia di Caserta. Fra le aperture straordinarie c'è anche il Museo Ferroviario di Pietrarsa.

Sicilia — la gita fuori porta è una tradizione irrinunciabile: serve a ritrovarsi, mangiare all'aperto e godersi il territorio. A Cefalù il lunedì dopo Pasqua andavano tutti in campagna, e la giornata aveva un nome proprio: «satari i vadduna», cioè «saltare i torrenti».

Salento — la scampagnata si chiama «lu riu». A Copertino ci si ritrova alla Grottella, presso il Santuario della Madonna; a Lecce vicino alla chiesetta della Madonna di Loreto. Il rito prevede il pranzo portato da casa, consumato sui prati o vicino al mare, e si ripete anche il martedì o il giovedì dopo Pasqua.

In generale, i luoghi sono sempre gli stessi quattro: parchi, spiagge, vigneti e prati lungo la strada. Chi non vuole organizzare niente prenota un agriturismo.

Perché di lunedì

Il Lunedì dell'Angelo ricorda l'incontro dell'angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù. L'episodio è della domenica mattina, ma la tradizione l'ha spostato al giorno successivo: una spiegazione sta nella formula evangelica «il giorno dopo la Pasqua», che però si riferisce alla Pasqua ebraica.

La seconda spiegazione riguarda la scampagnata in sé: si ricordano i discepoli diretti a Emmaus, località a pochi chilometri da Gerusalemme. È il ricordo di un viaggio, e lo si rende con una passeggiata o una gita all'aperto.

C'è poi la ragione di calendario. La domenica è il giorno del Signore — il nome viene dal latino cristiano dies Dominicus, mentre prima del cristianesimo era il giorno del Sole, come dicono ancora l'inglese Sunday e il tedesco Sonntag. Costantino fissò il dies Solis come giorno di riposo il 7 marzo 321, e l'Editto di Tessalonica del 27 febbraio 380 lo rese riposo obbligatorio.

Il lunedì, invece, aveva una tradizione tutta sua: la «Saint Lundi», la tradizione del lunedì volontariamente non lavorato, attestata in gran parte d'Europa — paesi scandinavi e germanici compresi — fin dal Medioevo. Entrava in concorrenza con il riposo domenicale, e scomparve nel XIX secolo.

Che cosa si porta

Il pranzo di Pasquetta è quasi sempre fatto con quello che avanza dal giorno prima, e con i piatti che si mangiano freddi: frittata al forno e uova sode, salumi, casatiello, pizza di Pasqua, colomba e agnello.

A Cefalù la gita prevedeva cibo abbondante e cotto sul posto: carciofi, sarde, salsiccia e castrato alla brace, con le uova sode; dopo il pranzo si ballava con la fisarmonica.

L'attrezzatura è sempre la stessa: coperte, tavoli pieghevoli e i giochi — il pallone e le bocce. Le attività tipiche della giornata sono grigliate, calcio improvvisato e passeggiate.

Da quando si usa

La gita fuori porta di Pasquetta si è diffusa in Italia soprattutto dagli anni Cinquanta, insieme al boom economico e alla motorizzazione.

Oggi Pasquetta — «piccola Pasqua» — è festa nazionale in tutta Italia, ed è considerata la giornata del picnic per eccellenza: molte città organizzano eventi all'aperto, concerti, sagre ed escursioni guidate.

L'abitudine attraversa i confini: in Polonia le gite del lunedì di Pasqua erano grandi picnic che coinvolgevano l'intera città, e si svolgevano nel boschetto di Emmaus.

Domande frequenti

Perché la gita si fa il lunedì e non la domenica?

Perché la domenica è il giorno del Signore, reso riposo obbligatorio dall'Editto di Tessalonica del 380, mentre il lunedì aveva già una tradizione di giorno libero, la «Saint Lundi» europea. La gita ricorda inoltre il cammino dei discepoli verso Emmaus.

Dove si va a Pasquetta?

In parchi, spiagge, vigneti e prati. Fra le mete tradizionali: l'Eremo di San Rocchetto a Verona, il Monte Quarin a Cormons, i bastioni di Palmanova, il Parco del Vesuvio in Campania e la Grottella di Copertino nel Salento.

Che cosa si mangia?

Gli avanzi del pranzo di Pasqua e i piatti che si mangiano freddi: frittata al forno, uova sode, salumi, casatiello, pizza di Pasqua, colomba e agnello. In Sicilia si cuoce sul posto, alla brace.

Da quando esiste la gita di Pasquetta?

Si è diffusa soprattutto dagli anni Cinquanta, con il boom economico, anche se il legame fra il lunedì di Pasqua e la gita all'aperto è molto più antico.

Si può fare il picnic ovunque?

No: alcune mete lo vietano espressamente, come i giardini della Reggia di Caserta, e diverse escursioni guidate richiedono la prenotazione.

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