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Le tradizioni di Pasquetta in Liguria: riti, piatti e usanze del posto
A Genova il lunedì dopo Pasqua non si chiama Pasquetta: si chiama Lunedì de l'Àngiou. In genovese la parola «Pasquêta» indica infatti l'Epifania, quella del 6 gennaio, e usarla per il giorno dopo Pasqua è considerato un diminutivo fuori posto.
Quel giorno si sale sui prati, con la Pasqualina fatta il sabato.
Come si chiama davvero
In Liguria il lunedì dopo Pasqua è il Lunedì dell'Angelo, e a Genova Lunedì de l'Àngiou.
Il motivo è semplice: in dialetto Pasquêta indica l'Epifania, celebrata il 6 gennaio. Chiamare così il giorno dopo Pasqua, in città, suona come un diminutivo fuori posto.
Sui prati, non al ristorante
Il Lunedì dell'Angelo genovese era una giornata di condivisione fra famiglie e amici, e si passava sui prati: sulle alture della città, dal monte Fasce alle ville di Quarto.
Andare al ristorante o in trattoria, invece, era considerata un'abitudine da foresti, cioè da forestieri: il pranzo si portava da casa.
La Pasqualina del sabato
Il piatto del cestino è la torta Pasqualina, che si prepara il Sabato Santo e si conserva proprio per la gita del lunedì. È fra le ricette più antiche della cucina regionale.
Ha trentatré sfoglie, una per ciascun anno di Cristo, ed è farcita con le bietole, le uova — che si scoprono al taglio della prima fetta — e la prescinsêua.
Poiché non tutte le famiglie avevano il forno in cucina, la torta si portava a cuocere dal fornaio: per riconoscerla, ognuna vi incideva le proprie iniziali. È diffusa soprattutto nel Levante; nel Ponente si preferisce la torta verde.
C'è poi la Torta di Pasquetta, un rustico di pasta sfoglia con spinaci, uova sode e ricotta.
Che altro va nel cestino
Nel cestino finiscono i cavagnetti, che nello Spezzino si portavano in chiesa per la benedizione prima di darli ai bambini: prima che arrivasse la colomba erano il principale dolce pasquale della regione. Con loro ci sono i quaresimali.
Restano le uova bollite, immancabili a centro tavola, e le uova ripiene della fortuna, con la fogliolina d'ulivo benedetto della Domenica delle Palme: hanno la forma di una piccola imbarcazione con la vela, e la vela accoglie il vento della buona fortuna. Il guscio, per tradizione, si dipinge di rosso, colore della vita e dell'amore.
I piatti di recupero
Il lunedì è anche il giorno in cui si finisce quel che è avanzato. I liguri hanno un nome per questa cucina: i piatti di recupero.
Sono la cima alla genovese, molto popolare a Pasqua, e i tomaxelle, serviti con il purè di patate. C'è anche la lasagna bianca senza uova, cotta aggiungendo qualche goccia d'olio nell'acqua, condita con il sugo di funghi, il tocco o il pesto.
Il magro diventato festa
La tradizione del magro ha lasciato alla Liguria piatti di mare ricchi, che tornano anche nel pranzo all'aperto: il Cappon Magro, piatto simbolo della cucina delle feste, il baccalà e lo stoccafisso con le patate o lessati, le acciughe ripiene e, nello Spezzino, i muscoli ripieni.
Dalla domenica arrivano l'agnello al forno con patate, rosmarino, alloro, olio extravergine e vino bianco — oppure con i carciofi —, le lattughe ripiene, che a Genova si servivano in brodo come piatto elegante, i frescioi e, nel Ponente, le tagliatelle, i ravioli, il coniglio alla ligure e il capretto. Si chiude con le bugie bagnate nell'acqua di fiori d'arancio amaro.
Le sagre del lunedì
A Megli, frazione di Recco, il Lunedì dell'Angelo è il giorno della Sagra delle Focaccette: una cinquantina di volontari della parrocchia ne prepara e confeziona sul posto oltre tremila in una sola giornata, con circa 400 chili di farina.
A Moneglia, lo stesso giorno, si tiene la Mostra dell'olio d'oliva. A Santa Margherita Ligure, la domenica, c'è il mercato della maggiorana, che in Liguria si chiama erba persa.
Domande frequenti
Perché a Genova non si dice Pasquetta
Perché in genovese Pasquêta indica l'Epifania, il 6 gennaio. Il giorno dopo Pasqua si chiama Lunedì de l'Àngiou.
Perché la torta Pasqualina si prepara il Sabato Santo
Perché è il piatto della gita del Lunedì dell'Angelo: si fa il sabato e si conserva per il pranzo all'aperto.
Perché la Pasqualina ha trentatré sfoglie
Perché ognuna sta per un anno della vita di Cristo. Dentro ci sono bietole, prescinsêua e le uova, che si scoprono al taglio della prima fetta.
Che cos'è la Sagra delle Focaccette di Megli
È la sagra del Lunedì dell'Angelo nella frazione di Recco: una cinquantina di volontari prepara oltre tremila focaccette, con circa 400 chili di farina.