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Da quando la Chiesa celebra la Quaresima: i concili, i documenti e le tappe con cui il tempo quaresimale ha preso la forma di oggi
La Chiesa celebra la Quaresima in forma documentata dal IV secolo. La prima menzione certa è il canone V del concilio di Nicea del 325, che la nomina con il termine greco tessarakonta. Verso la fine dello stesso secolo la Quaresima aveva già la struttura attuale dei quaranta giorni.
Nicea però non istituì la Quaresima: si limitò ad attestarne l'esistenza come pratica già conosciuta.
Nicea 325: la prima volta che la Quaresima è scritta
Il canone V del concilio di Nicea stabiliva che i sinodi locali si riunissero due volte l'anno, e fissava il primo prima della Quaresima. È un dettaglio di calendario, ma è anche il documento più antico che nomini quel periodo: per la prima volta nella storia scritta compare una preparazione alla Pasqua della durata di quaranta giorni.
Il canone la chiama con il nome greco che significa quaranta — in latino quadragesima — e ne parla come di un tempo di preparazione al battesimo o di esercizio spirituale, non come di una novità da introdurre. In Oriente questa è la più antica menzione conosciuta della Quarantena.
Prima di Nicea non si trovano tracce di una Quaresima
Nei primi secoli non esiste ancora la Quaresima come la si intende oggi: l'osservanza risulta varia da chiesa a chiesa.
Alla fine del II secolo Ireneo di Lione, in una lettera al papa, ricordava che le divergenze sul digiuno che precedeva la Pasqua non erano nate ai suoi giorni: le Chiese non si accordavano né sul giorno della celebrazione né sul digiuno. Una prassi penitenziale preparatoria alla Pasqua aveva però cominciato ad affermarsi già dalla metà del II secolo, e i primi osservanti la concentravano soprattutto sul digiuno, applicandolo anzitutto ai nuovi convertiti come preparazione al battesimo. Il precedente biblico del digiuno viene richiamato in Esodo 12,8 e in Deuteronomio 16,3.
Le durate erano diverse ovunque:
- a Roma e ad Alessandria in origine si digiunava la sola Settimana Santa; a Roma si aggiunsero poi due settimane e infine altre tre;
- i cristiani di Roma osservarono a un certo punto un digiuno di tre settimane, riferito da Socrate Scolastico intorno al 439; il deposito dei martiri mostra nel calendario un intervallo vuoto dal 7 marzo al 19 maggio, compatibile con una Quaresima di tre settimane e un tempo pasquale di cinquanta giorni;
- ad Alessandria si osservava una Quaresima di sei settimane;
- nelle Chiese orientali l'esclusione del sabato dal digiuno portò a una Quaresima di otto settimane.
L'istituzione apostolica: una tradizione, non un documento
L'osservanza della Quaresima non è documentata prima del 325, e l'uso del digiuno quaresimale rigoroso è attestato con certezza solo a partire dal IV secolo.
Una tradizione antica e autorevole sosteneva invece che la Quaresima fosse stata istituita all'inizio stesso del cristianesimo, dagli apostoli, e che i Vangeli l'avessero ratificata con il digiuno di Cristo nel deserto: lo affermavano Girolamo, Leone Magno, Cirillo di Alessandria e Isidoro di Siviglia. La stessa tradizione ammette però che all'inizio non esistesse alcun modo uniforme di osservarla.
Il IV secolo: la Quaresima prende la forma dei quaranta giorni
Nel IV secolo il digiuno pasquale si estende fino a diventare una preparazione di quaranta giorni, la Quadragesima. Solo dopo Nicea il digiuno quaresimale risulta fissato a quaranta giorni, a imitazione dei quaranta che Gesù trascorse nel deserto.
Nel 331 il vescovo Serapione di Tmuis attestava la Quaresima come pratica universale, in Oriente e in Occidente; in Egitto la sua diffusione è collegata all'influenza di Atanasio. Fra la prima metà del III secolo e la fine del IV si forma intanto il sistema penitenziale dell'antica Chiesa d'Occidente, e verso la fine del IV la Quaresima ha già la struttura dei quaranta giorni.
Le regole del digiuno, concilio dopo concilio
Il contenuto del digiuno viene precisato per secoli. Il concilio di Laodicea, al canone 50, raccomandava la xerofagia per tutta la Quaresima; il concilio Trullano del 692, al canone 56, rinnovava il divieto di uova e latticini, che nelle Chiese orientali sono rimasti proibiti. In epoca antica il digiuno comprendeva anche l'astinenza dal vino, e un concilio di Rouen dell'XI secolo vietava ai fedeli di mangiare prima dei Vespri.
Il Sacramentario Gelasiano, dell'VIII secolo, contiene il formulario del Mercoledì delle Ceneri, giorno in cui ai penitenti veniva dato l'abito di cilicio.
Quando la Quaresima fermava le guerre
Nel IX secolo la Chiesa latina impose ovunque la sospensione della guerra per tutta la durata della Quaresima. Su quella sospensione delle armi il concilio di Clermont del 1095 prese a base l'estensione della Tregua di Dio decisa da Urbano II: il decreto vietava le operazioni belliche dal Mercoledì delle Ceneri al lunedì dopo l'ottava di Pentecoste, e fu rinnovato l'anno seguente nel concilio di Rouen.
La definizione di oggi
Il Concilio Vaticano II ha fissato la Quaresima dal Mercoledì delle Ceneri alla Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo, esclusa, e le ha restituito il suo orientamento pasquale-battesimale: quello che il canone V di Nicea le riconosceva già nel 325.
Domande frequenti
Da quando esiste la Quaresima?
La Quaresima è documentata dal IV secolo. La prima menzione certa è il canone V del concilio di Nicea del 325, e alla fine di quel secolo aveva già la forma dei quaranta giorni.
Chi ha istituito la Quaresima?
Nessun documento attribuisce l'istituzione a un concilio o a un papa: Nicea nel 325 la nomina come pratica già esistente. Una tradizione antica ne attribuiva l'origine agli apostoli.
La Quaresima è sempre durata quaranta giorni?
No. A Roma e ad Alessandria si digiunava in origine la sola Settimana Santa, a Roma si arrivò a tre settimane, ad Alessandria a sei, e nelle Chiese orientali a otto.
Quando comincia e quando finisce la Quaresima oggi?
Dal Concilio Vaticano II la Quaresima va dal Mercoledì delle Ceneri alla Messa nella Cena del Signore del Giovedì Santo, esclusa.