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La vecchia appesa in Quaresima: cos'è la Quarantana e perché conta le settimane
Nella settimana delle Ceneri, in molti paesi del Sud, compare una vecchia di pezza appesa a un filo fra due balconi. È la Quarantana, la vedova di Carnevale, e porta sette penne conficcate in un'arancia: se ne toglie una a ogni domenica, e all'ultima si brucia.
È un calendario, prima che un fantoccio.
Che cos'è
La Quarantana è un fantoccio di stoffa o di paglia, o una bambola di pezza, che raffigura una vecchia vestita di nero. È simile alla Befana per bruttezza e abbigliamento.
Il nome viene dai quaranta giorni del periodo quaresimale: Quaresima deriva dal latino quadragesima dies.
Nella tradizione popolare è la vedova di Carnevale: sta insieme per la Quaresima magra e luttuosa e per il lutto del Carnevale appena morto. In Puglia si chiama anche Caremma.
Quando compare e quando sparisce
Il calendario è preciso e si aggancia ai due estremi della Quaresima.
Il fantoccio del Carnevale viene bruciato al termine del suo funerale, il martedì grasso. Il giorno dopo, alle Sacre Ceneri, la Quarantana viene appesa a un filo teso fra due palazzi o due balconi, e da lì vigila sulla popolazione per tutti i quaranta giorni.
Sparisce alla fine: il Sabato Santo o il giorno di Pasqua viene bruciata.
Come si contano le settimane
È il meccanismo che rende la Quarantana un orologio del tempo liturgico.
Al fantoccio si appende un'arancia — o, in una variante, una patata infilata su un bastoncino — nella quale sono conficcate sette penne di gallina. In alcune versioni sono tutte bianche, in altre sei nere e una bianca.
Ogni domenica di Quaresima se ne toglie una. Quando ne resta una sola si è nella Settimana Santa; il giorno di Pasqua si sfila l'ultima e cominciano i festeggiamenti.
Che cosa porta addosso
Ogni oggetto ha un significato, e insieme raccontano la stagione.
- Il fuso — il tempo che avanza.
- L'arancia — l'inverno che è passato.
- La collana di sette taralli — la povertà della tavola quaresimale.
- I sette spicchi d'aglio — servono a scacciare il male e le tentazioni.
- L'abito nero — il lutto per il Carnevale.
Le sette settimane, una per alimento
In alcune zone della Puglia le Quarantane appese erano fino a sette, una per settimana.
Ogni settimana corrispondeva a un alimento o a una festa povera, in un elenco che scandiva le privazioni: olio, vino, dolci, formaggi, uova, carne e pesce.
Il filo dei nodi
Accanto al fantoccio esisteva una pratica domestica, fatta in casa e giorno per giorno.
Si recitava un Padre Nostro o un'Ave Maria ogni giorno, con un conto crescente: una preghiera il primo giorno, due il secondo, e così via. Per ogni preghiera si faceva un nodo in un filo di cotone.
Il Sabato Santo, o il giorno di Pasqua, il filo completato si bruciava: se la combustione riusciva bene, le preghiere erano ritenute accolte in cielo.
Il rogo finale
La fine della Quarantana è la parte più teatrale, e cambia da paese a paese.
A Martina Franca il culmine arriva la sera del Sabato Santo: la Quarantana sospesa sopra la piazza viene improvvisamente data alle fiamme, e lo scoppio è descritto come una liberazione comunitaria. In altre tradizioni il fantoccio viene fatto esplodere il giorno di Pasqua, come segno di resurrezione.
Il senso è dichiarato: purificazione, vittoria della vita sulla morte e della primavera sull'inverno, fine dei quaranta giorni di privazione. Dal fuoco i contadini traevano anche auspici sull'annata: il rogo stava per la vittoria dell'abbondanza sulla povertà.
Dove si vede
La tradizione è viva in diversi centri del Sud. A Bisceglie la pupa ha le sembianze di un'anziana vestita di nero; a Molfetta viene appesa il mercoledì delle Ceneri fra due palazzi; a Santa Croce di Magliano è ricordata fra le usanze più singolari della comunità. Nei villaggi pugliesi i pupi pendono da una finestra all'altra.
Domande frequenti
Che cos'è la Quarantana?
Un fantoccio che raffigura una vecchia vestita di nero, appesa fra due balconi dal mercoledì delle Ceneri: sta per la Quaresima ed è detta la vedova di Carnevale.
A che servono le penne?
A contare: sono sette, conficcate in un'arancia, e se ne toglie una ogni domenica di Quaresima. Quando resta l'ultima si è nella Settimana Santa.
Come finisce?
Bruciata, il Sabato Santo o il giorno di Pasqua: il rogo sta per la purificazione e per la vittoria della primavera sull'inverno.