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Antica Fiera del Soco a Grisignano di Zocco 2026 - La stretta di mano che valeva come carta bollata

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
dal Venerdì al Giovedì che precedono e seguono il primo Lunedì dopo l'8 Settembre
Dove Via Garibaldi, Grisignano di Zocco

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: venice-hotel.it, letta il 21/09/2026.

L'Antica Fiera del Soco si tiene a Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza, per sette giorni attorno al primo lunedì dopo l'8 settembre. Per secoli è stata il mercato del bestiame, e soprattutto dei cavalli, sul confine fra il padovano e il vicentino: le compravendite si concludevano con una stretta di mano che valeva come carta bollata. Oggi occupa il centro del paese con dieci chilometri di esposizione e 650 stand, fra bancarelle, stand gastronomici, mostre artigianali e Luna Park.

Un contratto senza carta

Per condurre le trattative a Grisignano, allevatori e mediatori — i «sensari» — percorrevano decine di chilometri a piedi o in bicicletta all'alba, cominciavano le valutazioni, e le compravendite si concludevano con una stretta di mano che valeva come carta bollata.

Fino agli anni Sessanta del Novecento la Fiera di Grisignano è stata essenzialmente un evento rurale: il momento centrale per la compravendita del bestiame, soprattutto dei cavalli, e la data era fissa nel calendario contadino — il primo lunedì dopo l'8 settembre.

La Madonna sopra un ceppo di legno

Il nome della fiera viene da un'apparizione. Secondo la tradizione, dopo l'apparizione della Madonna sopra un «zocco de legno», nel 1267 partì l'annuale ricordo di Fede che diede inizio all'antica Fiera del Zocco. Il luogo è preciso: la campagna tra Grisignano e Arlesega, al confine fra le province di Padova e Vicenza, dove — dice il racconto — la Madonna apparve a due contadinelli.

Anche il posto in cui la fiera nacque ha un nome domestico: il «Prà del Zocco», cioè il piazzale dell'Osteria del Zocco. Il gastaldo — «che ora definiremmo il gestore del ristorante» — era il beneficiario delle tasse a carico delle bancarelle di varia mercanzia che venivano montate nei paraggi in occasione della ricorrenza «del primo luni dopo l'oto settembre». Fu proprio lui a sancire il riconoscimento legale della Fiera del Zocco, regolata con apposite disposizioni.

Le carte: 1555, 1666, 1798

Quello che non è in discussione è la documentazione. Il più antico documento in cui la fiera è nominata, datato 1555, dice: «La Fiera del Soco in villa di Grisignano, territorio parte padovan e parte vicentin …».

Secondo i documenti veneziani, dal 1666 la Fiera del Zocco godette della completa esenzione da dazi.

La fiera attraversò anche i cambi di governo. Il 9 settembre 1797 Ottavia Negri Velo (1766-1814) scrive nel suo diario: «Domani la Comunità di Camisano ossia Municipalità assiste alla Fiera del Zocco col centrale Enrico Bissari». E l'anno dopo, il 21 giugno 1798, la Deputazione rappresentante il Consiglio Generale di Padova, «D'ordine della Regia Commissione Camerale di Venezia», decretò che la Fiera «sia aperta secondo il consueto con tutti li Diritti, e Privilegi», «solita farsi ne' tre giorni fissati dal Decreto II. Agosto 1685», e «nella medesima forma, come fù in progressione eseguito, e come trovavasi all'Epoca 1796».

Trippe, folpetti e il cartoccio che si chiamava sagra

Della fiera contadina resta il ricordo di che cosa si mangiava: tanti banchetti e capannoni dove mangiare succulente grigliate, salsicce, braciole, ma anche trippe e folpetti.

Per i bambini c'era un rito a parte: non vedevano l'ora di passare dai banchi dei dolciumi per prendere le patate americane e il cartoccio delle spumigliette e dei croccantini dolci che chiamavano sagra — il nome della festa dato al sacchetto di dolci. E per gli adulti c'erano le damigiane di vino, a cui si beveva a volontà.

Da mercato del bestiame a sette giorni di paese

Il cambiamento è recente. All'alba del miracolo economico la Fiera del Zocco era ancora fortemente legata al mondo agricolo e alla compravendita del bestiame, ma a partire dagli anni Sessanta e Settanta questa funzione centrale ha iniziato a ridursi. L'annuale ritrovo si è trasformato gradualmente: al mercato tradizionale si sono affiancate nuove attività commerciali ed espositive, e sono stati introdotti spettacoli, iniziative ricreative e spazi dedicati all'artigianato e al tempo libero.

Oggi la fiera dura sette giorni: dal venerdì al giovedì che precedono e seguono il primo lunedì dopo l'8 settembre. I visitatori sono oltre 700.000, l'esposizione è lunga 10 chilometri e conta 650 stand, e l'ingresso è gratuito.

Si svolge in diverse aree del centro storico, tra cui Piazza del Popolo, Largo Cavallotti, Viale della Vittoria e Viale Trento e Trieste, dove si trovano un'infinità di bancarelle del mercato, gli stand gastronomici, le mostre artigianali e commerciali e il Luna Park. Accanto ci sono le aree nuove — il SocoVillage, i concerti e gli spettacoli, l'area bimbi — e la parte che guarda indietro: «I Ruspanti», la rievocazione degli antichi mestieri.

Il filo religioso, però, non si è perso: nel luogo dell'apparizione, sul confine, si tengono ancora la processione tra i confini provinciali e la Messa.

La più antica del Veneto

È la più antica manifestazione fieristica del Veneto, e sta fra le fiere più antiche d'Italia.

Sulla fiera sono stati scritti due libri: «Il territorio di Grisignano e la fiera di Santa Maria del Zocco» di Alberto Golin, del 2001, e «La fiera del soco di una volta» di Antonio Di Lorenzo e Matteo Marcolin, del 2011.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Grisignano di Zocco per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Grisignano di Zocco, a 4,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Grisignano, e il tragitto è di 2,6 chilometri per 3 minuti di guida.

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