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Festa del Carciofo Bianco ad Auletta 2027 - Il carciofo senza spine che si mangia crudo e il Premio Forchetta Verde
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: campaniashopping.it, letta il 20/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.
Il Bianco Tanagro – Festival del Carciofo Bianco si tiene ad Auletta, in provincia di Salerno, in Campania, per sette giorni distribuiti su due fine settimana fra aprile e maggio. Il centro storico del borgo diventa un percorso da fare a piedi fra le taberne gastronomiche, dove i cuochi contadini servono decine di piatti a base di carciofo bianco della Valle del Tanagro, accanto ai mercatini dell'artigianato, alle dimostrazioni ai fornelli, alla musica popolare e agli artisti di strada. La organizza la Pro Loco di Auletta, l'ingresso è gratuito ed è riconosciuta come Sagra di Qualità. Il carciofo che celebra è privo di spine e, «grazie ad una bassa concentrazione di cinarina», ha «una tendenza dolce ed una particolare tenerezza» che lo rendono adatto a essere «consumato anche crudo, dopo una velocissima marinatura».
Un carciofo con poca cinarina
«È un carciofo privo di spine, con grandi infiorescenze, rotonde e globose, di colore molto chiaro tendente all'argento e forate al centro». Altrove il colore è descritto come «un verdolino chiaro, quasi bianco», e fra le sue qualità si citano «la dolcezza e la straordinaria delicatezza delle brattee interne» e «la resistenza alle basse temperature».
In cucina si mangia «ripieno, pastellato e fritto, servito con la carne di maiale, maritato con pasta o riso». E se lo si vuole crudo, l'abbinamento consigliato è l'olio della zona, «l'eccellente DOP "Colline Salernitane"».
Quaranta ettari a conduzione familiare
La zona di produzione non è solo Auletta: il paese «assieme a Caggiano, Pertosa, Salvitelle rappresenta la sua storica area di produzione». Si tratta di «una coltivazione di confine» che «oggi conta all'incirca una quarantina di ettari».
Anche il modo di lavorare è rimasto quello: «coltivato in campi di dimensioni abbastanza ridotte, per lo più a conduzione familiare, con una raccolta ed una lavorazione completamente manuale». La stagione è breve — «la sua produzione inizia verso la metà di aprile e prosegue fino alla metà di maggio» — e comprende «la raccolta degli esemplari più piccoli, che vengono conservati sott'olio».
«È un prodotto che non nasce per essere industriale ma per restare legato alla sua terra. Proprio per questo, per anni, è rimasto quasi un segreto locale: un ingrediente conosciuto nelle case, nelle cucine familiari, nelle tavole di chi viveva la valle». La festa nasce da lì: «da una scelta precisa, non lasciare che quel prodotto resti invisibile».
Le taberne del centro storico
Le taberne gastronomiche sono «le postazioni di degustazione diffuse nel centro storico, con posti a sedere anche al coperto», aprono «a pranzo e a cena» e propongono «decine di piatti a base di carciofo bianco preparati dalle aziende agricole e dai volontari del paese».
Il percorso va «dagli antipasti alle paste fresche, dai risotti alle pizze rustiche, fino ai carciofi imbottiti e ai dolci», e nelle ultime edizioni sono comparse anche proposte inedite come «la frittata di pasta al carciofo, il gelato e persino il babà al carciofo».
«Sono i cittadini stessi a cucinare, accogliere e raccontare il proprio prodotto», e nelle taberne sono chiamati cuochi contadini.
Forchetta Verde, Carciofo d'Oro, Aulettesi nel Mondo
Il Premio Forchetta Verde «premia il miglior piatto della rassegna attraverso il voto popolare dei visitatori» affiancato dal «giudizio degli ambasciatori del carciofo bianco», che formano una giuria di esperti «nominati nel corso degli anni». A gareggiare sono i cuochi contadini, «ognuno con il proprio piatto».
Il Carciofo d'Oro è invece «consegnato a un personaggio dello spettacolo o della cultura che presiede l'inaugurazione ufficiale».
Accanto a questi è nato il premio Aulettesi nel Mondo, «dedicato a chi, partito dal paese, si è distinto all'estero».
Il Bianco Festival e i mercatini
Attorno al cibo il programma è diviso per aree, ciascuna col suo nome. Gusto Italia è «il mercatino dei prodotti tipici e dell'artigianato, con espositori provenienti da diverse regioni italiane» del Centro-Sud. Il Bianco Festival è «la sezione dedicata agli artisti di strada, ai gruppi di musica popolare e agli spettacoli itineranti». Il Complesso monumentale del Gesù ospita «dimostrazioni ai fornelli, convegni, presentazioni e cerimonie di premiazione».
Per i più piccoli ci sono «attività per bambini, giochi di una volta, laboratori creativi e visite guidate alle chiese del borgo», e un concorso grafico — «Il Carciofo Bianco a Colori» — riservato «alle scolaresche di Auletta, Caggiano, Pertosa e Salvitelle». Per gli adulti, convegni «tecnici e scientifici sulla rete dei carciofi campani e sulla dieta mediterranea, con la partecipazione di ricercatori e produttori».
La festa dura «sette giorni distribuiti su due fine settimana», ha ingresso gratuito, e il centro storico «si visita esclusivamente a piedi». È preceduta dalla Bio Settimana Gastronomica, «con menù dedicati al carciofo bianco nei ristoranti aderenti del territorio».
Stoviglie biodegradabili e sacchetti per l'asporto
Negli ultimi anni la Pro Loco ha puntato con decisione su una gestione più sostenibile della manifestazione: «stoviglie biodegradabili in tutte le postazioni, box in cartone in formato famiglia per l'asporto e la riduzione degli sprechi alimentari, filiera corta e valorizzazione diretta dei produttori della valle». I sacchetti per l'asporto servono a «portare via il cibo non consumato», contribuendo «alla lotta contro lo spreco alimentare».
Con «oltre dieci edizioni alle spalle», il festival «è diventato uno degli eventi enogastronomici più riconoscibili della provincia di Salerno, capace di richiamare migliaia di visitatori in un comune di poco più di duemila abitanti», ed è riconosciuto come Sagra di Qualità.
Come arrivare alla festa
La Festa del Carciofo Bianco ad Auletta si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Auletta, a 4,6 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Petina, e il tragitto è di 5,9 chilometri per 9 minuti di guida.
Nello stesso periodo, poco lontano
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