Home » Sagre ed Enogastronomia
Festa della Ciliegia a Gragnano 2027 - L'arte di insaccare le ciliegie, disposte a piramide
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: comune.gragnano.na.it, letta il 20/09/2026.
La Festa della Ciliegia si tiene il primo fine settimana di giugno nel Borgo di Castello, a Gragnano, in provincia di Napoli, e ruota attorno a un gesto: «unica e inconfondibile è pure la tradizione di "insaccare" le ciliegie, cioè di disporle a piramide per mantenerle più a lungo». Prima ancora, «invariata è l'arte di staccare i peduncoli di ciascuna ciliegia, a mano e con accortezza, prima di sistemare i frutti». Alla Festa della Ciliegia quel gesto diventa uno degli appuntamenti fissi: la domenica è dedicata alla dimostrazione dell'impilatura delle ciliegie, che «ha attirato curiosi e famiglie, riportando al centro gesti antichi che parlano di fatica, precisione e memoria contadina».
Le giornate sono due, e il Borgo di Castello è una «perla medievale affacciata sulla Valle dei Mulini, con i suoi vicoli in pietra, i portali antichi e gli scorci panoramici». Nel periodo della sagra tutti i vicoli e i cortili dell'antico borgo medievale vengono illuminati per rendere più caratteristica la festa, e nella piazza del Borgo si apre il punto di degustazione.
Ciliegie qui dal 1600
Il frutto non è arrivato ieri. «Siamo nelle aree agricole di Gragnano e Pimonte, in provincia di Napoli, sulle colline a ridosso dei Monti Lattari, dove già all'inizio del 1600 alcuni documenti storici attestano la coltivazione di ciliegie» — e la ciliegia Somma dei Monti Lattari cresce in quell'area collinare «dove un microclima perfetto garantisce la sua coltivazione da oltre quattro secoli».
La geografia divide il paese in due mestieri: «se l'area bassa di Gragnano è tradizionalmente vocata alla produzione di pasta, la zona collinare a ridosso delle montagne è da sempre apprezzata per le produzioni ortofrutticole e per le ciliegie, che in particolare nel borgo medioevale di Castello, l'areale storico di coltivazione, trovano la perfetta esposizione, mite ma ventilata». Il microclima dei Monti Lattari e la natura vulcanica del terreno conferiscono ai frutti proprietà organolettiche uniche: polpa soda, colore rosso intenso, un equilibrio fra dolcezza e acidità.
La ciliegia del borgo di Castello è distinta in tre varietà, a seconda del periodo di coltivazione e del colore della buccia e della polpa: Monte Somma, Delizia e Piemontese. La Somma, «buonissima fresca ma facilmente deperibile», è tradizionalmente trasformata in confetture. La raccolta va dalla terza decade di maggio fino ai primi di luglio, e avviene rigorosamente a mano per non danneggiare il frutto; i contadini locali tramandano da generazioni le tecniche di potatura e raccolta. Gli alberi storici «sono caratterizzati da fusti alti, per la cui raccolta un tempo si usavano lunghe scale di legno».
Il prodotto ha ottenuto il riconoscimento Slow Food, che «rappresenta un ulteriore passo verso la tutela e la valorizzazione di questo prodotto, incoraggiando la filiera corta, la biodiversità e la sostenibilità». Alla festa la filiera è cortissima davvero: gli stand offrono la possibilità di acquistare direttamente dai produttori le ciliegie appena raccolte.
Un menù intero, dal primo al dolce
Durante la festa le ciliegie vengono proposte in diverse varianti: fresche, «il modo migliore per apprezzarne la croccantezza»; in confettura, preparata artigianalmente dalle aziende agricole locali, ottima per le colazioni o per accompagnare formaggi stagionati; sotto spirito, «una tradizione contadina per conservare i frutti e consumarli durante l'inverno»; e nei dolci tipici, fra crostate, semifreddi e torte. Nella piazza del borgo si trova anche un menù tipico tutto alle ciliegie, dal primo al dolce: la ciliegia, «con il suo sapore dolce e succoso, occupa un posto d'onore nei piatti tipici della zona, dai dessert artigianali ai piatti salati che la vedono protagonista». La festa presenta anche un'ampia selezione di piatti della gastronomia locale, che includono ricette tradizionali rivisitate con le ciliegie, e per due giorni il borgo si trasforma in un laboratorio diffuso di arte, creatività e gusto.
Attorno al frutto arrivano le altre due glorie del paese. Il Panuozzo: «nato dall'impasto della pizza, viene cotto nel forno a legna, tagliato a metà e farcito con ingredienti della tradizione campana (come pancetta e mozzarella, o salsiccia e friarielli), per poi subire una seconda rapida cottura che rende la crosta croccante e l'interno filante». La Pasta di Gragnano IGP, conosciuta in tutto il mondo, essiccata lentamente e trafilata al bronzo, che trova spesso spazio nelle degustazioni serali. E il vino: l'abbinamento d'elezione è il Gragnano DOC, un rosso frizzante che Mario Soldati definì «un piccolo grande vino».
La chiesa del XII secolo e i tour nelle aziende
Al centro del borgo sorge l'antica Chiesa dell'Assunta, ex chiesa arcipretale, documentata fin dal XII secolo: conserva al suo interno tracce della sua lunga storia, con elementi architettonici che raccontano l'evoluzione religiosa e sociale della comunità, e nei giorni della sagra è spesso aperta al pubblico per visite guidate organizzate dai volontari.
È anche il punto da cui si parte: sin dalla mattina, sabato e domenica, si fanno tour alla scoperta della Valle dei Mulini, del Borgo di Castello e di Aurano, con ritrovo in piazza Cipresso, davanti alla chiesa di Santa Maria Assunta. Le visite si svolgono nelle varie aziende presenti sul territorio, condotte dalle diverse famiglie della zona di Castello.
Nel borgo, intanto, si suona e si espone. Le tammorre di Vincenzo Romano, «il cantore pellegrino», e di Laura Paolillo «hanno fatto vibrare le pietre del borgo, riportando Gragnano a un Sud ancestrale, fatto di ritmi antichi e partecipazione collettiva»; lungo i vicoli si allestiscono mostre d'arte contemporanea e figurativa, e in entrambe le serate ci sono laboratori per bambini e persone con disabilità, spettacoli di danza, concerti e gruppi musicali. Un capitolo a parte è la raccolta di opere a pastello dedicate alla ciliegia realizzate dal compianto Luigi Gentile: quelle opere, che allora accompagnarono un percorso espositivo tra i vicoli del borgo attraverso pannelli artistici, tornano oggi nella loro forma originale grazie alla collaborazione dell'Archivio Luigi Gentile, in una composizione ispirata alla ciliegia e alla Chiesa di Santa Maria dell'Assunta.
A organizzare è la Pro Loco di Gragnano insieme alle associazioni del territorio, con il sostegno della Città di Gragnano e della Città Metropolitana di Napoli; partecipano l'Associazione Panuozzo di Gragnano, l'Associazione Noveartè, I Custodi del Borgo, il Centro Giovani Santa Caterina, l'Associazione Commercianti di Gragnano e l'Associazione «La Ciliegia del Borgo di Castello». Oltre alla ciliegia, la sagra vuole salvaguardare il Borgo Castello e le sue antiche tradizioni, dando modo ai partecipanti di conoscere l'antico borgo medievale e la sua chiesa.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa della Ciliegia a Gragnano richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Stabia Scavi, a 4,1 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Gragnano - Pimonte - Agerola - Lettere, e il tragitto è di 2,4 chilometri per 3 minuti di guida.
Altre feste in zona
A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.
- San Sebastiano a Gragnano — gennaio
- Presepe Vivente a Gragnano — dicembre
- Festa a Vico a Vico Equense — giugno