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Festa del Pescatore a Cetara 2027 - Il bagno del santo il 19 giugno e la corsa finale sullo scalone

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 7 al 9 agosto 2026
Dove via Amalasunta, Cetara

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.

La Festa del Pescatore si tiene a Cetara, borgo marinaro della Costiera Amalfitana in provincia di Salerno, il 29 giugno, giorno di San Pietro. Il 19 giugno i ragazzini si tuffano in mare per il «bagno» del santo, e la sera del 29 la processione porta la statua su un trono a forma di barca fino alla spiaggia, dove viene accostata tre volte alla riva per la benedizione del mare. Allo scoccare della mezzanotte si accendono circa 2.800 fuochi d'artificio sulla baia.

Il panno e il bagno del santo

I preparativi cominciano dieci giorni prima. La mattina del 19 giugno, alla fine del corso principale del paese, di fronte al mare, viene alzato «il panno», uno stendardo che raffigura il santo patrono. Subito dopo si celebra un rito apotropaico: il «bagno» del santo.

La statua viene portata dalla parrocchiale fino alla spiaggia del paese, e lì, dopo le preghiere del parroco e dei fedeli convenuti per la benedizione del mare e delle barche, i ragazzini si tuffano in mare e schizzano d'acqua il loro santo — «in una sorta di ringraziamento e di condivisione confidenziale» —, per augurare una pesca copiosa ai marinai e un'estate ricca di soddisfazioni per il lavoro. È il segnale che la stagione andrà bene.

La devozione, del resto, attraversa tutto l'anno: già il 22 febbraio la statua lignea viene prelevata dalla nicchia, adornata e riposta al lato dell'altare maggiore.

La processione della sera

La vigilia, il 28 giugno, si apre con la preghiera per i caduti in mare e la deposizione della corona d'alloro al Largo Marina; in serata arrivano il rito del lucernario, la messa vigiliare nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la processione eucaristica per le vie del paese e il concerto bandistico in Piazza San Francesco.

Ma il momento più suggestivo è la sera del 29, quando la processione parte dalla chiesa di San Pietro Apostolo. Ad aprire il corteo sono le donne, spesso scalze, che portano grossi ceri devozionali: sono il pegno per impetrare l'aiuto del santo a favore di un familiare ammalato, o il segno di ringraziamento per una grazia ricevuta. Seguono i bambini vestiti da marinai, che portano in processione i modellini di cianciole imbandierate con il «gran pavese».

Immediatamente dopo viene lo stendardo con pennacchio e fiocchi laterali, donato alla chiesa dai marinai che, negli anni fra il 1920 e il 1935, andavano a pescare in Algeria e vi restavano per molti mesi lontano dal paese natio. È poi il turno dei bambini che hanno ricevuto da poco la Prima Comunione, dei chierichetti e del parroco con il piviale rosso, spesso accompagnato dall'Arcivescovo di Amalfi. La statua è affiancata, come da tradizione, dai Carabinieri in alta uniforme e soprattutto da un gruppo di marinai, spesso cetaresi in servizio inviati dal comando della Marina Militare a ossequiare il santo pescatore.

Il passo che imita le onde

La statua lignea è adagiata su un trono a forma di barca, adornato all'interno e all'esterno con ortensie soprattutto azzurre, quasi a mimare l'effetto delle onde del mare. Viene portata a spalla con il tipico passo cadenzato che le paranze, ben addestrate nel corso degli anni, riescono a tenere, ondeggiando. Subito dietro il santo, sei portatori sostengono un pallio con pennacchi; poi viene la banda, che nella discesa e nella risalita in chiesa suona la classica marcia tratta dal «Mosè» di Gioacchino Rossini. Chiudono le autorità civili e militari e il popolo dei fedeli.

Il corteo attraversa le vie addobbate di luminarie e sale verso la parte alta dell'abitato, fino al rione Casale, presso la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dove c'è una breve sosta per far riposare i portatori. La seconda parte del percorso è tutta in discesa, fino alla Marina.

La benedizione del mare e la corsa

Sulla spiaggia avviene la benedizione del mare: la statua viene accostata per tre volte alla riva, quasi a sfiorare l'acqua, lambendo la battigia. È un gesto semplice che riassume tutta l'identità marinara del borgo: si chiede al santo protezione per chi va per mare e pesca abbondante per l'anno che verrà.

Poi arriva il momento più atteso della serata, la corsa finale: i portatori affrontano di slancio la risalita dello scalone della chiesa di San Pietro Apostolo, raggiungendo di corsa il sagrato fra applausi e commozione. Allo scoccare della mezzanotte si accende lo spettacolo pirotecnico sullo specchio d'acqua della baia: i fuochi — circa 2.800, orientati verso il mare — vengono sparati dal molo di sopraflutto del porto peschereccio e illuminano l'anfiteatro naturale di case che scende fino all'acqua. Per l'occasione la SS 163 Amalfitana viene chiusa al traffico, e le strade restano alla gente.

L'Ottava, e il santo che va per mare

La devozione non si esaurisce il 29 giugno. Dopo otto giorni la statua viene riportata in processione fino al porto, dove viene imbarcata su un peschereccio e portata, via mare, al largo dei confinanti paesi di Erchie e Vietri sul Mare: il corteo marittimo è seguito da uno stuolo di imbarcazioni da pesca e da diporto, ed è accolto festosamente dalle comunità dei due paesi limitrofi. Al ritorno viene celebrata una messa all'aperto in spiaggia, e poi la statua, sempre in processione, fa ritorno in chiesa. Negli ultimi anni all'Ottava si è aggiunto anche un concerto sinfonico in Piazza San Francesco, a ingresso libero.

A tavola, in questa occasione, è consuetudine preparare il piatto tipico del paese: la «Scapecia», composta da alici e menta. Chi arriva a Cetara per San Pietro, scrivono le guide della Costiera, non assiste a una rievocazione costruita per i turisti, ma a una festa vera, che il paese organizza per sé stesso.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa del Pescatore a Cetara richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Vietri sul Mare-Amalfi, a 6,1 chilometri da Cetara, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Vietri sul Mare ha davanti un percorso di 5,4 chilometri, cinque minuti di guida.

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