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Festa del Culatello a Zibello 2027 - I culatelli che i Pallavicino mandavano agli Sforza e il canovaccio intriso di vino

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 29 maggio al 2 giugno 2026
Dove Polesine Zibello, Polesine Zibello

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: consorziodituteladelculatellodizibello.com, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

La Festa del Culatello si tiene a Zibello, nel comune di Polesine Zibello, in provincia di Parma, in Emilia-Romagna, a fine primavera, per quattro giornate. La Piazza Quattrocentesca del borgo si trasforma in una grande tavolata a cielo aperto dove si degusta il Culatello di Zibello Dop, con stand gastronomici e piatti tipici parmigiani, la dimostrazione della lavorazione del salume, un mercato contadino nel Chiostro dei Padri Domenicani, concerti, spettacoli serali e mercatini. È nata nel 1985 «per celebrare l'arrivo della bella stagione» ed è organizzata da un comitato di associazioni coordinato dalla Pro Loco.

Un salume che deve tutto al clima

Il culatello si ottiene «dal fiocco, la parte più pregiata della coscia del suino adulto», e va «stagionato almeno dieci mesi». «Il clima della zona ha lunghi inverni freddi, umidi e nebbiosi, ed estati torride e afose, un clima inadatto alla stagionatura del prosciutto», che infatti «viene prodotto nella zona pedecollinare della provincia». Quell'alternanza climatica «è l'elemento cruciale che favorisce la lenta maturazione del culatello», il periodo in cui «si sviluppano gli inconfondibili profumi e sapori».

Il disciplinare prevede che il prodotto «venga prodotto esclusivamente in otto località della provincia di Parma: Zibello, Busseto, Polesine, Soragna, Roccabianca, San Secondo, Sissa e Colorno».

Un prodotto rimasto nella sua zona d'origine

Per lungo tempo il culatello «e la sua pratica di lavorazione sono rimasti circoscritti nella loro zona d'origine», ed «è stato un prodotto pregiato e prelibato che solo pochi potevano concedersi».

«La limitata diffusione ha consentito il rispetto della tradizione nella lavorazione, garantendo la tipicità del prodotto, inalterata da secoli». Ancora oggi è «un'eccellenza prodotta in modo artigianale, frutto di una lavorazione manuale e certosina».

«Le prime notizie del Re dei Salumi si cominciano ad avere attorno al 1300», quando «i Pallavicino, che all'epoca regnavano nella Bassa, ogni anno ne inviavano alcuni esemplari agli Sforza di Milano».

Si racconta che «nel 1332, in occasione del matrimonio tra Andrea dei Conti Rossi e Giovanna dei Conti Sanvitale, il prelibato salume venne servito al banchetto nuziale».

Il rito prima del coltello

«Preparare il culatello per l'affettamento è un vero e proprio rito».

Prima «si toglie completamente lo spago». Poi «si lava, avendo cura di inumidire completamente l'involucro, costituito dalla vescica, per poterlo togliere agevolmente». Quindi «si rifila la parte superficiale grassa ingiallita, mantenendo il grasso bianco e ripulendo la parte magra da eventuali muffe e parti scure».

Infine «lo si avvolge in un canovaccio intriso di vino bianco secco, deponendolo con la parte magra verso il basso in una bacinella per almeno una giornata». Solo dopo si taglia, «a fette molto sottili», ed «è perfetto da degustare così com'è, in tutta la sua semplicità».

Quattro giorni in piazza, dal 1985

La festa è «nata nel 1985 per celebrare l'arrivo della bella stagione», e da allora «ha saputo trasformarsi in un evento di rilevanza nazionale». Dura «quattro giornate», e il suo centro è «l'affascinante Piazza Quattrocentesca di Zibello», che «si trasforma in una grande tavolata a cielo aperto».

Gli stand aprono anche a pranzo nei giorni successivi al primo, e il menù comprende «naturalmente il Culatello di Zibello Dop», insieme a «piatti tipici parmigiani», «aperitivi e cene in piazza». C'è poi la «dimostrazione della lavorazione del Culatello di Zibello», curata dalla Strada del Culatello e dal Consorzio di tutela, che allestisce anche un proprio stand «all'interno del Chiostro dei Padri Domenicani».

Nello stesso chiostro — «il suggestivo Chiostro dell'ex Convento dei Frati Domenicani» — si tiene il mercato contadino: fra i banchi dei produttori locali si celebra «l'anima agricola della Bassa Parmense», con «uno spaccato autentico delle filiere che compongono il tessuto rurale».

Vespe, biciclette e una tovaglietta

Attorno al salume il programma prevede che «non mancheranno giochi per bambini, il tradizionale raduno per gli appassionati della Vespa e gli immancabili giri in bici che caratterizzano da sempre questa festa, il tutto accompagnato da musica dal vivo». A completare, «concerti, spettacoli serali, mercatini e attività per famiglie».

Il Consorzio di Tutela ha fornito «il Culatello di Zibello DOP e le tovagliette del “Buon Appetito”».

Dietro c'è una scelta dichiarata: «unire una festa popolare a un prodotto DOP significa renderlo accessibile, coinvolgere nuovi pubblici e valorizzarne il legame con la terra d'origine». La festa è organizzata «da un comitato di associazioni coordinato dalla Pro Loco», col patrocinio del Comune di Polesine Zibello e la collaborazione del Consorzio di tutela, della Strada del Culatello, del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di Ascom Confcommercio Parma.

E in autunno si ricomincia

«Due sono i momenti dell'anno dedicati a celebrare il Culatello di Zibello Dop: in autunno il November Porc, la celebre manifestazione diffusa, mentre a fine primavera a Zibello torna la Festa del Culatello.»

Come arrivare alla festa

La Festa del Culatello a Zibello si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Busseto, a 10 chilometri da Zibello, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Fidenza - Salsomaggiore restano 19 chilometri, che in 33 minuti portano a destinazione.

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