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Fornio in Festa a Fidenza 2027 - Le lacrime di San Lorenzo e i tortelli delle rezdore
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
A Fornio, frazione di Fidenza in provincia di Parma, la sagra del patrono ha due luoghi: la cucina e il cielo. In cucina lavorano le «rezdore» e i «rezdori», le donne e gli uomini di casa, che preparano il meglio dei piatti locali mentre la musica intrattiene gli ospiti; e a fine cena si alza lo sguardo, perché il 10 agosto è la notte delle stelle cadenti.
Perché le stelle cadono il 10 agosto
La festa patronale di Fornio è San Lorenzo martire, il 10 agosto, e la tradizione popolare che l'accompagna è nota in tutta Italia, ma qui viene raccontata per esteso. Nelle notti vicine al 10 agosto, «da tempi immemori», gli occhi si rivolgono speranzosi al cielo per cogliere al volo una stella cadente: quella notte è dedicata al martirio di San Lorenzo, che dal III secolo è sepolto nell'omonima basilica a Roma, e le stelle cadenti sono le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì.
In quella notte, dice la tradizione, si possono avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore del santo, e a ogni stella cadente si pronuncia la filastrocca «Stella, mia bella stella, desidero che…», aspettando poi l'evento desiderato durante l'anno. La stessa data ha lasciato un segno anche nella letteratura italiana: Giovanni Pascoli vi dedicò un canto, X agosto, in cui rievocò la morte del padre, ucciso in un'imboscata proprio quel giorno.
Che cosa si mangia
Il menù della sagra è un elenco di cucina emiliana fatta in casa: tortelli d'erbetta, pisarei e fasò, anatre arrosto, spalla cotta, torta fritta, prosciutto di Parma, grigliata e altro ancora, tutto preparato con passione dai volontari dell'associazione. A organizzare la sagra è il Circolo Folkloristico Sportivo Fornio, e sono serate «all'insegna del divertimento, dove leggenda e tradizione si fondono».
Il punto non è solo gastronomico: a cucinare sono le rezdore e i rezdori, cioè le figure di casa che nella cultura emiliana reggono la cucina e la famiglia. È lo stesso principio per cui la festa resta in piedi: la fanno i volontari, non un fornitore.
Una chiesa nominata nel 1196
Il patrono ha alle spalle una chiesa antica, e la sua storia è documentata con precisione. La chiesa di Fornio è citata per la prima volta nella bolla di Celestino III del 4 maggio 1196, come sottoposta alla prepositura di Borgo. Nel Capitulum seu Rotulos Decimarum della diocesi di Parma dell'anno 1230 compare come Cappella Furnulis e pagava le decime in ragione di 30 soldi, segno — annotano le fonti — della scarsa entità della sua dote; nella Ratio decimarum del 1299 figura addirittura esente dal pagamento.
Poi la situazione migliorò: nell'estimo redatto nel 1354, durante l'episcopato di Ugolino Rossi, risulta che pagava le decime insieme all'annesso clericato. Nell'elenco delle 48 pievi della diocesi di Parma e delle altre 30 chiese battesimali, redatto verso la metà del XIV secolo, la chiesa di Fornio figura sprovvista di fonte battesimale, per la quale dipendeva forse da Tabiano.
Documenti del Quattrocento raccontano il resto: un atto del 4 agosto 1432 riguarda il conferimento della parrocchia, e da un documento del 19 novembre 1480 si apprende che la chiesa era di patronato dei parrocchiani e assai beneficiata. Le memorie storiche custodite nell'archivio parrocchiale precisano che possedeva circa i due terzi del suo territorio giurisdizionale, mentre la mensa vescovile era proprietaria in loco di terreni per 280 biolche, delle quali 200 a bosco.
Una serata che finisce guardando in su
Fornio «è il luogo ideale per trascorrere una serata in compagnia e, a fine cena, alzare lo sguardo al cielo in cerca delle stelle cadenti di San Lorenzo». Prima i tortelli, poi il buio sopra la frazione.
Come arrivare alla festa
La festa a Fidenza si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Fidenza, a 4,9 chilometri da Fornio, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Fidenza ovest ha davanti un percorso di 2,8 chilometri, cinque minuti di guida.
Eventi nei dintorni
In provincia di Parma si festeggia anche cosi'.
- San Donnino a Fidenza — ottobre
- Tortellata di San Giovanni a Fidenza — giugno
- Sagra del Culatello a Polesine Zibello — maggio