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Fiera della Cipolla Bionda a Fontaneto d'Agogna 2026 - I semi salvati negli orti degli anziani
Fonte: sagr.it, letta il 21/09/2026.
La Fiera della Cipolla Bionda si tiene a Fontaneto d'Agogna, in provincia di Novara, nel mese di settembre, per due giorni, nel centro del paese. La cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto è presidio Slow Food dal 2013, e in fiera si mangia in pastella, in zuppa e negli agnolotti, accanto al mercato contadino dei produttori dell'Alto Piemonte.
Una cipolla che stava per sparire
Con il boom economico i campi furono progressivamente abbandonati, e chi restava nell'agricoltura sceglieva colture meno onerose in termini di lavoro e più redditizie. Da quel momento «la coltura della cipolla è stata portata avanti solamente negli orti privati, soprattutto da anziani che negli anni hanno fortunatamente custodito i semi».
Poi, negli anni 2000, nella generale riscoperta delle tradizioni contadine e dei prodotti ormai ritenuti perduti, alcuni giovani contadini hanno recuperato la semente presso quegli anziani che ancora la producevano.
La Pro Loco di Fontaneto d'Agogna ha contattato Slow Food, e dal 2013 la cipolla bionda è presidio Slow Food — il primo presidio della provincia di Novara. C'era anche una varietà rossa, ma si è deciso di puntare tutto sulla bionda per le sue caratteristiche organolettiche.
La stazione costruita per spedirle
Sulla storia più antica non esistono, o non sono ancora state trovate, fonti scritte certe e attendibili. Quello che si sa viene dalle testimonianze di persone ormai anziane.
Quelle testimonianze raccontano però una cosa precisa. Diversi contadini si recavano presso la stazione del treno per spedire cassette e sacchi di iuta di cipolle ai mercati di Torino e Milano, che a quanto pare apprezzavano queste particolari cipolle.
E aggiungono un dettaglio che nessuno ha potuto accertare: si dice addirittura che la stazione di Cureggio fosse stata costruita anche per favorire questo tipo di commercio.
Il paesaggio dei due comuni spiega perché: tradizionalmente le zone collinari erano destinate alla viticoltura, mentre le zone pianeggianti erano dedicate soprattutto a patate e cipolle, oltre al foraggio per gli animali.
Larga otto centimetri, e dolce per mesi
Riconoscerla è semplice: colore biondo dorato, larga fino a 8 centimetri, peso compreso fra i 150 e i 400 grammi, con un caratteristico appiattimento orizzontale. La caratteristica fondamentale è però l'estrema dolcezza, che si mantiene anche per lunghi mesi dopo la raccolta. Una volta raccolta e asciugata, si conserva fino alla primavera successiva.
Il disciplinare è severo. La coltivazione è autorizzata solamente nel territorio dei due comuni, e il titolare del marchio — la Pro Loco di Fontaneto — ha stabilito di mantenere una quantità prodotta non eccessiva per ottenere la massima qualità possibile. I produttori sono piccoli contadini o coltivatori diretti che affiancano la cipolla ad altre attività agricole.
Il calendario del lavoro è fitto: la semina avviene in vivaio, una precoce attorno a Natale e una più tardiva a febbraio; a maggio il trapianto in campo; la raccolta comincia ad agosto ed è fatta esclusivamente a mano, come impone il disciplinare. L'irrigazione durante il periodo vegetativo è esclusa, salvo in fase di impianto o per soccorso nelle estati siccitose; la difesa fitosanitaria è lasciata a discrezione del coltivatore, e alcuni produttori hanno scelto di evitare ogni tipo di trattamento, pur seguendo i dettami della lotta integrata secondo i regolamenti della regione Piemonte.
Paniscia, rustida e frittata rognosa
In cucina questa cipolla ha una funzione precisa dentro un repertorio contadino: la paniscia novarese, la frittata rognosa — frittata con cipolla e salam dla doja —, la rustida, che è una zuppa preparata con le frattaglie della macellazione del maiale, la cassola, i brasati e la zuppa di cipolle. Ed è naturalmente ottima come base per i soffritti.
In fiera il registro si allarga: si mangiano la cipolla in pastella, la zuppa di cipolle, gli agnolotti e le altre specialità, abbinate alle birre artigianali e ai vini delle Colline Novaresi.
Due giorni e un mercato contadino
La fiera si tiene ogni anno nel terzo fine settimana di settembre, nel centro del paese di Fontaneto d'Agogna, ed è una due giorni. Si apre nel tardo pomeriggio del sabato con il tradizionale taglio della bruja.
Al mercato contadino i produttori — provenienti principalmente dall'Alto Piemonte ma anche dalle altre province piemontesi — non solo vendono i loro prodotti, ma soprattutto li raccontano, illustrano la propria passione, spiegano come e perché questo tipo di prodotti sia speciale e unico.
Attorno alla fiera c'è poi una rete di ristoranti selezionati della zona che mettono in carta il presidio Slow Food novarese, e la manifestazione porta anche il riconoscimento di «Sagra di qualità UNPLI».
A organizzarla sono la Pro Loco di Fontaneto, l'Associazione Produttori Cipolla Bionda e la Condotta Slow Food Colline Novaresi, in collaborazione con i Comuni di Fontaneto d'Agogna e di Cureggio, l'ATL Novara, la Confraternita Amici del Vino e l'AIB Fontaneto. Quanto al significato, lo dicono gli organizzatori stessi: la cipolla, qui, è simbolo di stare insieme, comunità, gioia e amicizia.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Fiera della Cipolla Bionda, a Fontaneto d'Agogna, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cressa-Fontaneto a un passo dal centro, 1,5 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Borgomanero, e da lì restano 2,6 chilometri e 3 minuti.
Feste vicine, in altri paesi
Vicino a questo paese, altre feste da scoprire.
- Cronache d'Altri Tempi a Galliate — settembre
- Palio degli Asini a Borgomanero — settembre
- Novara Gospel Festival — ottobre