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Sagra della Favò a Ozein di Aymavilles 2027 - La veillà di fine luglio tra mestieri antichi e Favò
Fonte: sagreautentiche.it, letta il 21/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.
La Sagra della Favò si tiene a fine luglio, per due giorni, a Ozein, frazione di Aymavilles, in Valle d'Aosta. La favò è una zuppa densa di pasta, Fontina DOP, pane nero abbrustolito nel burro, salsiccia, pancetta e fave, cucinata a fuoco lento e servita bollente nelle ciotole di legno; nel 2020 la ricetta ha ottenuto il riconoscimento dell'Accademia Italiana della Cucina. Accanto alla tavola c'è la veillà, la rievocazione degli antichi mestieri con falegnami, casari, scultori e tessitrici al lavoro fra le vie del borgo. L'organizza la Pro Loco di Aymavilles.
Una zuppa che vale un pasto intero
La favò si spiega con la lista della spesa: pasta, Fontina DOP, pane nero abbrustolito nel burro, salsiccia, pancetta e fave. Insieme fanno una zuppa densa, cucinata a fuoco lento e servita bollente nelle ciotole di legno. È un piatto ricco che da solo comprende pasta, carne, formaggio, verdura e pane.
Nei grandi pentoloni finiscono anche la toma stagionata e le fave. Il principio è sempre lo stesso: cucina povera di montagna, ingredienti semplici che raccontano secoli di vita alpina e il rapporto fra agricoltura, allevamento e cucina d'alta quota.
Perché si mangia proprio a fine luglio
Le fave venivano seminate in primavera e raccolte nel mese di luglio, proprio nel periodo della mietitura del grano ad alta quota. Al termine delle lunghe giornate trascorse nei campi, i contadini preparavano una zuppa sostanziosa e nutriente, capace di restituire energia e conforto.
La sagra si tiene ogni anno a fine luglio, dura due giorni, ed è celebrata da più di trent'anni. Nel 2020, su iniziativa dell'amministrazione comunale, la ricetta ha ottenuto il riconoscimento dell'Accademia Italiana della Cucina.
La veillà: quando la sera era un lavoro in compagnia
Il termine veillà indicava un tempo le lunghe serate trascorse nelle stalle durante i mesi più freddi, quando famiglie e vicini si ritrovavano per chiacchierare, filare la lana, raccontare storie e condividere il lavoro quotidiano.
Oggi quella tradizione rivive come una grande rievocazione degli antichi mestieri. Passeggiando tra le vie del borgo si possono osservare falegnami, casari, scultori e tessitrici all'opera: sono i mestieri caratteristici di un mondo rurale, «fatti rivivere dalla gente del paese». Accanto ci sono l'artigianato e i prodotti tipici, e per i più piccoli vengono riproposti i giochi d'altri tempi.
Due giorni a Ozein
Ozein è una frazione di Aymavilles e si trova a sette chilometri dal capoluogo, un piccolo villaggio a pochi chilometri da Aosta: la sagra si svolge lì, non nel centro del comune. Si comincia con la cena nel padiglione e i balli; la domenica pranzo e cena sono sempre a base di favò, e la serata è allietata da musica e balli. Alla zuppa si accompagna il jambon alla brace, con contorno e dessert, e una selezione di eccellenze valdostane: salumi d'alpeggio, tome stagionate, dolci al miele e vini DOC. C'è anche una gara: la mini cronoscalata di Leudze.
Dietro le due giornate c'è un lavoro che comincia molto prima. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Aymavilles e sostenuta dal Comune, e vive grazie all'impegno della comunità locale, dell'Associazione La Tornalla d'Ozein e dei numerosi volontari che ogni anno contribuiscono a metterla in piedi. La favò di Aymavilles esce anche dal paese: è consuetudine portarla alla Foire de Saint Ours.
Che cosa tiene insieme il piatto e la festa
Alla tavola comune si ritrovano residenti, visitatori e famiglie che tornano in Valle per le vacanze estive. La favò, a Ozein, racconta una storia fatta di lavoro nei campi, solidarietà tra famiglie e capacità di tramandare saperi attraverso le generazioni.
La veillà conserva la memoria di una società montana che ha costruito la propria identità sulla collaborazione e sul senso di appartenenza: le sere nelle stalle erano quello, e la rievocazione dei mestieri lo è ancora.
Come arrivare alla festa
La Sagra della Favò ad Aymavilles si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Arvier, a 16 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Aosta Est - Gran San Bernardo, e il tragitto è di 20 chilometri per 23 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
In provincia di Valle d'Aosta si festeggia anche cosi'.
- Jambon Day a Saint-Rhémy-en-Bosses — luglio
- Sagra della fontina ad Oyace — luglio
- Sagra della Seupa à la Vapelenentse a Valpelline — luglio