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Le feste della Valle d'Aosta

Le feste tradizionali della Valle d'Aosta sono più di 40, e quasi tutte nascono dove la montagna decide i tempi: le veillà che riaccendono i villaggi d'inverno, le maschere di legno delle Landzette con le fruste, i carnevali di Bard e Arnad. Qui le trovi una per una, con la storia e il paese in cui si celebrano.

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I presepi di Natale in Valle d'Aosta

In Valle d'Aosta i due presepi che abbiamo raccolto non sono presepi viventi: non ci sono figuranti, ci sono statue e motori. A Pontey un falegname ha costruito da solo un villaggio che si muove, con centodieci motori; al Forte di Bard si vede un villaggio provenzale dell'Ottocento con oltre duecentocinquanta statue in cera. Uno si visita tutto l'anno, l'altro solo fra dicembre e gennaio.

Pontey: 110 motori, 210 movimenti, 250 personaggi

Il Presepe d'Antan di Serafino Servodidio si visita a Pontey tutto l'anno: è una mostra permanente, allestita da otto anni nella sala polivalente della Microcomunità, in località Lassolaz, e si entra su prenotazione, con ingresso libero. Quello che c'è dentro è un villaggio meccanizzato: 110 motori, 210 movimenti e 250 personaggi, e ogni anno si arricchisce di nuovi scorci.

Non sono scene ferme: sono filiere intere, ricostruite dall'inizio alla fine. La fienagione, la filiera del pane e quella del formaggio — il grano che diventa farina, il camino del forno a legno che fuma — con le miniature degli edifici storici attorno. Il risultato è che la Natività si fonde con la rievocazione della società contadina degli anni Cinquanta, un mondo scandito dai ritmi dell'agricoltura e dell'allevamento.

L'ha fatto una persona sola: Serafino Servodidio, falegname con la passione per l'ingegneria meccanica. È nato a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, ultimo di dieci figli, e dall'età di dodici anni vive in Valle d'Aosta, dove ha fatto il falegname. Ha ottantatré anni, ed è il volontario che la mostra l'ha ideata, la cura e la realizza.

Bard: le statue di cera del convento di Arles

Al Forte di Bard, fra dicembre e gennaio, si allestisce il Villaggio Presepe e Santoun Provenzali: ottanta metri quadrati che riproducono un tipico villaggio provenzale del XIX secolo, con oltre duecentocinquanta statue realizzate a mano. La loro particolarità sta nel materiale: sono le figure che un tempo componevano il presepe del Convento delle Carmelitane di Arles, e sono in cera invece che in argilla.

Non è una scena sola, è un paese intero. Accanto a Maria, Giuseppe, il Bambino e i Re Magi ci sono il pastore, il contadino, il fornaio, il pescatore, l'artigiano, l'uomo anziano: i mestieri tipici della Provenza, cioè il racconto di un territorio e non solo di una notte. E ci sono anche due tradizioni popolari messe in scena: il pellegrinaggio dei gitani a Saintes-Maries-de-la-Mer e il Mercato di Provenza. In passato la stessa installazione è stata ospitata nella Cattedrale di Notre Dame a Parigi.

Quando conviene andare

Bard si vede solo nel periodo delle feste, fra dicembre e gennaio, e conviene abbinarlo alla visita del forte. Pontey invece non ha stagione: è aperto tutto l'anno, l'ingresso è libero, ma bisogna prenotare — non è un posto in cui si capita per caso.

Domande frequenti

Ci sono mercatini di Natale in Valle d'Aosta?

Nel nostro catalogo non ne abbiamo ancora: il Natale valdostano che abbiamo raccolto è fatto di due presepi, quello meccanizzato di Pontey e il villaggio provenzale del Forte di Bard.

Il presepe di Pontey si può vedere anche fuori dal periodo natalizio?

Sì: è una mostra permanente, visitabile tutto l'anno nella sala polivalente della Microcomunità di Pontey, con ingresso libero e su prenotazione.

Perché le statue di Bard sono particolari?

Perché sono in cera e non in argilla come vuole la tradizione dei santoun provenzali, e perché vengono dal presepe del Convento delle Carmelitane di Arles. Sono oltre duecentocinquanta, su ottanta metri quadrati.