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Sagra del Miele a Châtillon 2026 - Il miele dei ghiacci e gli alveari che seguono le fioriture d'alta montagna
Fonte: sagr.it, letta il 19/09/2026.
La Sagra del Miele e dei suoi derivati si tiene l'ultima domenica di ottobre a Châtillon, in Valle d'Aosta, e dura tre giornate. Nella via centrale del borgo gli apicoltori valdostani espongono e vendono i loro mieli — Millefiori di alta montagna, Millefiori di montagna, Rododendro, Tiglio, Tarassaco e Castagno — e durante la festa si premia il Concorso Mieli della Valle d'Aosta, con degustazione guidata dei mieli vincitori. L'organizza il Comune di Châtillon con l'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Risorse naturali, l'Associazione Consorzio Apistico della Valle d'Aosta e la Pro-loco.
La désarpa delle api
C'è un momento preciso in cui questa festa ha senso, ed è la fine della stagione. È ottobre, le fioriture in montagna sono ormai un ricordo dei mesi passati e gli apicoltori hanno riportato a valle, quasi come una désarpa delle api, gli alveari che, durante l'estate, si sono riempiti di nettare e polline di varie specie. La désarpa, in Valle d'Aosta, è la discesa delle mandrie dagli alpeggi: qui la parola si applica alle arnie.
Perché anche le api, da queste parti, salgono. L'apicoltura regionale è prevalentemente nomade: gli alveari vengono spostati seguendo le fioriture di alta montagna, fino a oltre 2.000 metri, con un raccolto variegato e ricco di aromi. Il risultato dipende dal territorio, che è molto vario per la diversità dei fiori e per le sue condizioni climatiche, e questo consente di produrre mieli unici.
L'altra cosa che li rende quel che sono è ciò che non si fa. Se c'è un prodotto in cui l'intervento dell'uomo è limitato solo a pochi indispensabili passaggi quello è il gustoso miele valdostano, lavorato all'antica senza alcun trattamento termico che ne possa compromettere le proprietà organolettiche. La produzione segue pratiche tradizionali, e il risultato le mantiene intatte. Questi mieli sono tutti riconosciuti come prodotti agroalimentari tradizionali (in sigla, PAT).
E a fine ottobre Châtillon diventa la capitale valdostana del miele.
Il miele dei ghiacci
I mieli della valle non sono uno solo, e la sagra serve anche a imparare a distinguerli.
Il Millefiori di montagna è la principale produzione valdostana, e riflette la diversità botanica e la biodiversità delle praterie alpine. Il Rododendro, detto «il miele dei ghiacci», è raro e delicato, ed è prodotto a quote elevate. Il Castagno, tipico della media-bassa valle, ha un gusto intenso e persistente. Accanto a questi ci sono Tarassaco, Tiglio e Melata, ciascuno con caratteristiche sensoriali specifiche. Il nome sotto cui tutto questo va in commercio è Miel du Val d'Aoste.
I diciassette assaggiatori dell'Albo nazionale
Le stesse varietà sono anche le categorie del concorso regionale, che la sagra ospita come di consueto: Millefiori di alta montagna, Millefiori di montagna, Rododendro, Tiglio, Tarassaco, Castagno, oltre a nuove produzioni sperimentali.
A decidere non è il pubblico. Le giurie, formate da diciassette assaggiatori iscritti all'Albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale, hanno valutato i campioni nelle categorie più rappresentative del territorio. La premiazione avviene durante la festa, e i mieli vincitori si possono assaggiare: al termine è previsto un percorso di degustazione dei mieli premiati, curato dall'Assessorato regionale.
C'è poi un premio che non guarda al miglior vasetto. Nel ricordo di Guido Francesconi, pioniere dell'apicoltura valdostana e ideatore del concorso, è stato istituito un premio speciale destinato al partecipante più giovane, e il riconoscimento è un'arnia personalizzata e una nuova famiglia di api: non una targa, ma gli strumenti per continuare.
L'arnia di vetro e lo smielatore trasparente
La Sagra del Miele nasce ventidue anni fa su iniziativa di alcuni apicoltori, tra cui Guido Francesconi, allora presidente del Consorzio Apistico della Valle d'Aosta. Oggi è un appuntamento consolidato: ci sono istituzioni, scuole, associazioni e volontari. L'obiettivo dichiarato è sostenere l'apicoltura per il suo ruolo nella biodiversità e promuovere il miele come prodotto agricolo in cui si ritrovano elementi di identità della Valle d'Aosta.
L'appuntamento è l'ultima domenica di ottobre, e da tempo si è allargato a tre giornate sulla biodiversità alpina e per la valorizzazione dell'apicoltura, organizzate dal Comune di Châtillon con l'Assessorato dell'Agricoltura e Risorse naturali, l'Associazione Consorzio Apistico della Valle d'Aosta e la Pro-loco. Si apre con la sfilata degli apicoltori e delle autorità accompagnati dal Corps Philharmonique de Châtillon.
Poi il paese si riempie. La via centrale si anima di bancarelle colorate dove i migliori produttori locali propongono le loro eccellenze, e nelle vie del borgo si può acquistare il miele direttamente dai produttori. L'area espositiva ha ospitato 32 produttori valdostani insieme agli ospiti arrivati da fuori: la Città del Miele di Poggio Torriana (Rimini) e il Centre de Compétence en Apiculture de Vollèges, in Svizzera.
La parte più didattica sta al chiuso e sotto vetro. Nella sala interna dell'ex Hôtel Londres, sede del Museo valdostano di apicoltura, vengono esposti gli attrezzi che gli apicoltori hanno utilizzato nel corso degli anni, con la mostra «La storia del miele», esposizione degli attrezzi dell'apicoltura del passato e del presente. Durante la festa un'arnia in vetro ha consentito di «sbirciare» l'interno di un alveare e uno smielatore trasparente ha mostrato le fasi salienti della smielatura; i tecnici hanno illustrato i processi della smielatura, deliziando i bambini con un assaggio di miele appena estratto e spalmato su pane di segale.
Un percorso didattico al Parco Passerin d'Entrèves
Il percorso informativo e didattico, chiamato «Il mondo magico delle api», comincia nei vialetti del Parco Passerin d'Entrèves, alla scoperta delle secolari piante monumentali presenti, prosegue nei pressi del Castello, dove i partecipanti osservano la vita all'interno di un apiario attraverso un'apposita arnia in vetro, e arriva all'ex Hôtel Londres, dove un apicoltore spiega l'utilizzo delle diverse arnie e dei vari attrezzi dell'apicoltura del passato.
Per i più piccoli ci sono laboratori didattici bilingue dedicati alla biodiversità, la caccia al tesoro «a tema api», il laboratorio «Crea la tua bomba di semi» e la «Cereria didattica». Per gli adulti, «Artisti a SOStegno delle api» e il progetto di Apiario d'Autore, una pièce teatrale in patois e le degustazioni guidate condotte dagli esperti assaggiatori dell'Assessorato regionale.
C'è infine Château Miel, che porta la festa dentro un museo: un'esperienza nella suggestiva cornice del Castello Gamba, abbinando cultura ed enogastronomia a visite guidate alle sale del museo, con percorso didattico e degustativo dei mieli del territorio abbinato ai prodotti DOP di eccellenza valdostani.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Sagra del Miele, a Châtillon, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Châtillon-Saint-Vincent è a 1,8 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Chambave: da lì bastano 7 minuti di guida (8,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- Marché au Fort a Bard — ottobre
- Sagra delle Mele a Gressan — ottobre
- Sagra dell'Uva a Chambave — settembre