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Sagra dei Sughitti a Montecassiano 2026 - I virocci coi pigiatori nel tino e la polenta dolce di mosto
Fonte: visitmontecassiano.it, letta il 19/09/2026.
La Sagra dei Sughitti si tiene a Montecassiano, piccolo comune nella provincia di Macerata, nelle Marche, nel fine settimana a cavallo tra settembre e ottobre. Per tre giorni i vicoli del borgo storico si riempiono di taverne, bancarelle e spettacoli folkloristici, mentre nella piazza centrale si rievoca la vendemmia tradizionale attorno a un'installazione dedicata alla vigna locale. La organizza la Pro Loco di Montecassiano, e al centro c'è il piatto che le dà il nome: i sughitti, una polenta dolce di mosto, farina di granoturco e noci a cui il Comune ha assegnato il riconoscimento De.C.O.
Un dolce con dentro la vendemmia
I sughitti sono una polenta dolce fatta con mosto di uve bianche, farina di granoturco e noci: tre ingredienti in tutto. Il mosto sostituisce l'acqua per impastare la farina di mais, e il piatto «ha il sapore del mosto e la croccantezza della frutta secca».
Dopo la cottura si rovescia caldo su un piatto da portata, si lascia raffreddare e rapprendere, e poi si taglia a quadratini o a rombi. La vergara Letizia Dalmazi raccomanda di non conservarli in frigo e di consumarli in due o tre giorni.
Il disciplinare, e la ricetta della vergara
A Montecassiano la ricetta non è a memoria: i sughitti sono preparati da sempre seguendo un rigido disciplinare. Il mosto dev'essere quello ottenuto dall'uva impiegata per fare il vino e non con quella da tavola; va passato al colino per togliere le impurità; poi messo sul fuoco in una padella fino a farlo ridurre almeno di un terzo. A quel punto si passa ancora al colino, si rimette sul fuoco e si aggiunge la farina di granoturco: dopo circa trenta minuti il composto dev'essere leggermente gelatinoso e cremoso. Solo allora entrano le noci sgusciate, e si serve in una terrina bassa.
La versione domestica la dà Letizia Dalmazi, vergara della Pro Loco e una delle custodi degli antichi saperi: un litro di mosto di uve bianche, 130 grammi di farina di mais e almeno 60 grammi di gherigli di noci — «ma più noci ci sono e meglio è». Si porta a ebollizione il mosto già decantato e con la gradazione zuccherina gradita, si aggiunge la farina a pioggia mescolando di continuo per non fare grumi, e quando «la simil polenta» è densa si uniscono le noci girando cinque minuti a fiamma ribassata. Poi il piatto da portata, e lasciar stiepidire, se possibile per mezza giornata; e infine tagliare con coltello e gustare.
Il dolce che i contadini portavano ai signori
L'origine è contadina e, dice Letizia Dalmazi, «si perde nella notte dei tempi». Quello che si sa è l'uso: i sughitti erano un piatto che veniva portato ai signori del centro dagli affittuari contadini in segno di ringraziamento dell'annata, dopo la raccolta delle uve e quindi prima dell'inverno. Li si portava in paese come dono alle persone importanti in segno di stima.
È da quella consuetudine che nasce la sagra.
Una festa nata nel 1930 per ordine del regime
La sagra ha un atto di nascita preciso, e non è romantico. La festa di Montecassiano è nata nel 1930, quando il Partito Fascista dispose che in tutti i comuni si dovesse svolgere la festa dell'uva: l'intento era promuovere la vendita e il consumo di vino e uva, ma anche esaltare l'immagine dell'Italia rurale e ottenere il consenso del ceto contadino.
Poi venne interrotta per molti anni, e riprese negli anni Settanta. Da quel momento è conosciuta come Sagra dei Sughitti, e il copione della festa è rimasto pressoché invariato.
Della festa delle origini è rimasta la parte più scenografica: i virocci, carri artistici addobbati con tralci di vite e fiori, che sfilavano trasportando uomini vestiti da contadini, i quali pigiavano l'uva nel tino con i piedi, il tutto accompagnato dal suono dell'organetto, dai cantori e dai danzatori.
Tre giorni, e un borgo addobbato d'uva
Oggi la sagra si tiene nel primo fine settimana di ottobre e dura tre giorni. Si comincia il venerdì sera con l'apertura delle caratteristiche taverne, dove sono protagonisti gli stornelli tradizionali e la musica; in programma c'è anche una cena «co lo lesso», con diverse carni locali cotte a fuoco lento.
Nella piazza centrale si può ammirare un'installazione dedicata alla tipica vigna locale, e lì si tiene la rievocazione della vendemmia tradizionale. Intorno, il borgo cambia colore: gli angoli delle vie, le finestre delle case e gli archi vengono addobbati con ghirlande di pampini e con uva bianca e rossa, e i vicoli si colorano di uva, fieno, carri, musicisti e danze, e si riempiono di bancarelle di prodotti locali e artigianali, spettacoli folkloristici con gruppi anche di altre regioni, canti e balli. Accanto ai sughitti si mangiano arrosticini, olive ascolane e la crescia, «una sorta di ciambella salata».
Il timbro del Comune
La sagra ha ottenuto il titolo di «Sagre di Qualità», rilasciato dall'UNPLI nazionale, e ha collaborato per alcuni anni con Tipicità Marche. Soprattutto, il Comune con apposita delibera del 12 settembre 2023 ha assegnato il riconoscimento De.C.O. ai Sughitti.
Attraverso la De.C.O. si attesta la tipicità di uno specifico prodotto sulla base del legame storico e culturale che questo presenta con il territorio, e il Comune e i produttori dichiarano di volere così conservare nel tempo quei prodotti, saperi e sapori che si identificano con il patrimonio culturale popolare del territorio. Angelo Serri, direttore di Tipicità, chiama Montecassiano «la capitale dei sughitti» proprio perché «dei sughitti ne ha codificato la ricetta».
Come arrivare alla festa
Arrivare a Montecassiano per la Sagra dei Sughitti chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Macerata Fontescodella, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Macerata Sud - Corridonia, e il tragitto è di 17 chilometri per 22 minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Macerata
Altre feste di ottobre nella stessa zona.
- Sagra del Ciauscolo a Sarnano — settembre
- Sagra della Polenta a Treia — settembre
- Sagra di San Severino a San Severino Marche — giugno