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Sagra del Tartufo a Campovalano 2027 - La necropoli aperta di notte e il rito funebre rifatto ogni ora

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
dal 6 al 12 luglio 2027
Dove Campovalano, Campovalano (campli, Te)

Fonte: sagreautentiche.it, letta il 21/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

La Sagra del Tartufo si tiene a Campovalano, frazione del Comune di Campli, in provincia di Teramo, durante la seconda settimana di luglio. Per un'intera settimana il borgo ai piedi dei Monti Gemelli serve i piatti della tradizione abruzzese al tartufo, dalle tagliatelle al formaggio fritto, e ogni sera la Necropoli Italica resta aperta per visite guidate notturne fra i tumuli illuminati da fiaccole. La manifestazione è organizzata dall'associazione Campovalano Viva con il patrocinio del Comune di Campli.

Una sagra che apre un cimitero dell'Età del Ferro

Ogni sera la Necropoli di Campovalano apre straordinariamente le sue porte con visite guidate notturne all'affascinante area archeologica e al tumulo multimediale.

Le visite partono ogni trenta o quaranta minuti, con gruppi di circa 30 persone, per garantire un'esperienza raccolta e immersiva tra i tumuli e la via sacra, illuminati da fiaccole.

Il sito è la celebre Necropoli Italica, uno dei più importanti siti archeologici dell'Abruzzo, e una guida esperta illustra i reperti e la storia del sito risalente all'Età del Ferro. Le visite sono disponibili ogni sera con prenotazione consigliata.

Ogni ora si replica la rievocazione storica di un antico rito funebre, a cura dell'associazione Ves Gentes: dura circa mezz'ora.

Il campo dove si fonde il bronzo

Accanto alla necropoli, per tutta la durata della sagra, funziona un laboratorio a cielo aperto: in parallelo è attivo un campo storico didattico, e le lavorazioni sono quelle vere dell'epoca.

C'è il telaio illustrativo per la tessitura; c'è la lavorazione dei metalli con fusione di bronzo; c'è la tecnica di produzione di vasi in terracotta; e c'è l'esposizione di armi, suppellettili e attrezzi da cucina, insieme a giochi antichi e attività per bambini.

Si propone un vero e proprio menù culturale con fulcro nella Necropoli, che affianca la parte gastronomica della kermesse con eventi di divulgazione scientifica, musica, rievocazioni storiche e laboratori didattici.

Centoquaranta volontari su tre turni

Ogni giorno collaborano circa 140 volontari, organizzati su tre turni, impegnati nella preparazione delle pietanze, nel servizio, nella gestione delle casse, delle bevande, dei parcheggi e di tutte le attività necessarie al corretto svolgimento della manifestazione.

Fra le specialità più richieste, in testa c'è il formaggio fritto al tartufo, con 11.907 porzioni, poi il reale di vitello (6.549), i tartufini di Campovalano (5.915), le tagliatelle burro e tartufo (5.807), le patatine fritte (5.319), i piatti da forno (5.198) e le tagliatelle classiche (5.082).

La Sagra del Tartufo di Campovalano si tiene da venticinque anni.

Che cosa si mangia

Il tartufo entra in quasi tutto, e il menù di base non cambia: i piatti della tradizione rimangono invariati e disponibili tutte le sere.

Tra i primi ci sono tagliatelle, gnocchi, ravioli, lasagne, cannelloni e crêpes al tartufo; tra i secondi reale al formaggio fritto, spezzatino di vitello, spezzatino di agnello, mozzarelle e burrata; e poi contorni e sfizi come patatine fritte e i tartufini. Le aziende del posto aggiungono i derivati: salsicce e ventricina aromatizzate.

Chi vuole mangiare abruzzese senza tartufo trova comunque il resto del repertorio: arrosticini, piccoli spiedini di carne di pecora grigliati al momento; maccheroni alla chitarra, pasta fresca condita con sughi ricchi; formaggi di pecora e salumi artigianali, ottimi in abbinamento a un calice di Montepulciano d'Abruzzo; e per finire dolci tipici regionali come le ferratelle e il parozzo.

Ogni sera c'è un menù diverso e completamente senza plastica, e al mercatino si possono spesso spuntare prezzi leggermente inferiori grazie alla vendita diretta dei tartufai locali. Il mercatino, attivo durante tutte le serate, vende formaggi DOP, miele, vini locali e creazioni artigianali realizzate da maestri della zona.

Il bosco, i cani e le famiglie

Campovalano è una suggestiva frazione del Comune di Campli, situata ai piedi dei Monti Gemelli e immersa in un territorio particolarmente vocato alla crescita spontanea del tartufo.

Il territorio della Laga e dei Monti Gemelli è considerato una delle aree più interessanti dell'Italia centrale per la presenza di numerose varietà di tartufo: qui crescono il tartufo nero pregiato, il tartufo bianco, il bianchetto, lo scorzone estivo e altre pregiate tipologie che da generazioni fanno parte della cultura locale, raccolte secondo i cicli stagionali nei boschi tra querce e tartufaie naturali.

La cerca del tartufo si trasmette da generazioni, insieme ai cani addestrati e alla conoscenza del bosco che ogni cercatore custodisce come un patrimonio di famiglia. Non a caso, fra gli appuntamenti della sagra c'è anche la gara dei cani da tartufo.

Il tartufo di Campovalano alimenta una piccola economia diffusa: cercatori, produttori, ristoratori e commercianti, e una cucina che costruisce intorno al tartufo un intero repertorio di piatti tradizionali — tagliatelle, formaggi, uova e carni.

Chi la fa, e perché conta

La sagra è organizzata dall'Associazione Culturale Campovalano Viva, con il patrocinio del Comune di Campli, del Consorzio BIM e con il supporto del GAL Gran Sasso Laga, e si tiene ogni anno durante la seconda settimana di luglio, per un'intera settimana dedicata al gusto, all'archeologia e alla valorizzazione del territorio.

Dietro ogni edizione c'è il lavoro instancabile di decine di volontari, e intere famiglie, associazioni, professionisti, aziende locali e cittadini collaborano per accogliere al meglio i visitatori. La manifestazione rappresenta uno straordinario esempio di partecipazione collettiva.

In venticinque anni la Sagra del Tartufo è diventata il principale evento identitario del territorio, capace di richiamare ogni estate migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia. Le iniziative collaterali permettono ai visitatori di conoscere le eccellenze di Campovalano: oltre alla necropoli, l'Abbazia di San Pietro e i paesaggi che caratterizzano il territorio camplese.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Campovalano per la Sagra del Tartufo chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Teramo, a 11 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Teramo Est, e il tragitto è di 13 chilometri per 14 minuti di guida.

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