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Sagra del Tartufo a San Pietro Avellana 2027 - La fiera d'agosto del nero estivo e il museo della cerca

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
ai primi di novembre, intorno all'1 novembre e al primo fine settimana del mese
Dove centro del paese, San Pietro Avellana

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.

La Fiera nazionale del tartufo estivo si tiene a San Pietro Avellana, in provincia di Isernia, nel secondo fine settimana di agosto, e rende omaggio alla variante nera del tartufo. Nel paese dell'Alto Molise si tengono la Mostra mercato con gli stand espositivi, degustazioni, visite guidate e momenti di cerca con i cani. La fiera è organizzata dal Comune di San Pietro Avellana e dalla Pro Loco «Ad Volana», e fa da contraltare alla Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato, che si svolge a inizio novembre.

Due fiere, due tartufi, due stagioni

Al prodotto principe di queste terre vengono dedicati ogni anno due eventi fieristici: la Fiera nazionale del tartufo estivo, di scena nel secondo fine settimana di agosto, e la Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato, che si svolge a inizio novembre.

La storica Fiera del Tartufo Nero estivo rende omaggio alla variante nera di questo prezioso fungo e fa da contraltare perfetto a quella in programma a novembre, tutta dedicata alla variante bianca. L'appuntamento cade ogni seconda domenica d'agosto.

Durante i giorni d'agosto in paese ci sono menù a base di tartufo nero, da gustare con un piacevole intrattenimento musicale, mentre per entrambe le giornate sono in agenda visite guidate e degustazioni che portano i visitatori alla scoperta di questa varietà molisana. La fiera è organizzata dal Comune di San Pietro Avellana e dalla Pro Loco «Ad Volana», che si occupa anche di tutta la parte gastronomica.

Il museo dove si segue il cane

In tutta Italia esistono pochissimi musei istituzionali legati al tartufo.

Quello di San Pietro Avellana coinvolge il visitatore con una sezione immersiva che lo catapulta nei segreti del tartufaio, con il rituale della cerca che comincia di notte, e con installazioni, proiezioni, il racconto della nascita del tartufo nella terra e le tradizioni folcloristiche che si fondono con l'enogastronomia.

In una sala del Museo del Tartufo il visitatore è guidato nei segreti del rituale della cerca del prezioso fungo nel bosco di San Pietro Avellana: sceglie un taccuino e lo poggia nello spazio dedicato per ascoltare, osservare e vivere i racconti dei tartufai e l'emozione di trovare con loro i pregiati diamanti della terra.

I cavatori escono all'alba per immergersi tra le montagne dell'Alto Molise, dove il tartufo cresce compatto e profumato, godendo delle temperature fresche.

Nel programma della fiera ci sono momenti di cerca con i cani, incontri dedicati al tartufo, laboratori, visite guidate, musica e artisti di strada.

Il bosco che lo fa crescere

Il paese sta in Alto Molise, ai confini con l'Abruzzo, a 960 metri di altitudine, alle falde del Monte Miglio, in un'area di particolare pregio naturalistico. Si trova tra il torrente Rio, affluente del fiume Sangro, e il fiume Vandra, affluente del fiume Volturno.

In mezzo crescono gli alberi che fanno il tartufo: rigogliose foreste di faggio e di cerro, di roverella e di nocciolo, che creano l'habitat naturale per i tartufi bianchi e neri. La zona è protetta: il tartufo di San Pietro Avellana cresce nei boschi della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Alto Molise, una superficie di oltre 25.000 ettari di territorio.

Qui di pregiatissimi tartufi bianchi e neri se ne raccolgono davvero in abbondanza anche grazie al microclima che garantisce una qualità organolettica eccellente.

Il quaranta per cento, e i giovani che restano

Il 40 per cento della raccolta nazionale del tartufo bianco avviene nel territorio molisano, e l'export è in costante ascesa.

Il paese fa parte del circuito che riunisce i luoghi del tartufo — San Pietro Avellana fa parte dell'Associazione Città del Tartufo, che unisce le migliori località italiane a vocazione tartuficola — e ne condivide la candidatura come Patrimonio immateriale UNESCO della «cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali». Il paese sta fra le Città Nazionali del Tartufo alla pari di Alba e Acqualagna, e vanta l'appellativo di Città del Tartufo e Città dei Sapori.

Il tartufo ha creato una filiera di cercatori e aziende agricole in grado di trattenere un numero rilevante di giovani e arginare in tal modo le tendenze allo spopolamento di borghi e aree di confine.

È un legame indissolubile quello tra San Pietro Avellana e il tartufo: il borgo è riconosciuto come il paese del tartufo, e in paese sono diversi i cavatori che vanno alla ricerca di tartufi neri e bianchi pregiati, celebrati ogni anno con due storiche manifestazioni, ormai punto di riferimento per il centro-sud Italia.

Cosa si mangia, e dove si compra

La parte gastronomica è totalmente a cura della Pro Loco. Sono previste degustazioni delle migliori specialità a base di tartufo e funghi, un connubio tra i sapori della tradizione e questo ingrediente prelibato.

Accanto ci sono piatti tipici, ottimo vino, i consigli di grandi chef sugli abbinamenti ottimali e il cibo di strada allo stand della Pro Loco. Chi vuole portarsi a casa il prodotto trova stand dove acquistare tartufi di ogni foggia e dimensione; e poi musica, balli e, come sempre, tanto divertimento.

Il tartufo tutto l'anno si può assaggiare nei numerosi agriturismi e ristoranti presenti sul territorio.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Sagra del Tartufo a San Pietro Avellana è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di San Pietro Avellana-Capracotta a un passo dal centro, 2,7 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di San Pietro Avellana-Vastogirardi-Capracotta, e da lì restano 6,1 chilometri e 8 minuti.

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