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Sapore di Sale a Cervia 2026 - L'Armèsa de Sel e la burchiella dei cento quintali di sale
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: sagr.it, letta il 19/09/2026.
Sapore di Sale si tiene a settembre a Cervia, in provincia di Ravenna, ed è la festa dedicata al sale dolce prodotto nelle saline cervesi. Il momento centrale è l'Armèsa de Sel, la rimessa del sale: una burchiella carica di cento quintali di sale risale il canale fino ai Magazzini del Sale, e il carico viene poi distribuito gratuitamente al pubblico sulla banchina del Piazzale dei Salinari. Delle saline di Cervia esiste una testimonianza scritta che risale al 968.
Cento quintali che risalgono il canale
Cuore della manifestazione è l'Armèsa de Sel (La rimessa del sale), la rievocazione storica che porta la burchiella carica di cento quintali di sale lungo il canale fino ai Magazzini del Sale, per poi distribuirlo gratuitamente al pubblico, rinnovando un rito che affonda le radici nella vita dei salinari.
Sul canale del porto, sulla banchina del Piazzale dei Salinari, continua poi la distribuzione del sale al pubblico dalla burchiella giunta il sabato con il bianco carico di sale. Fra le iniziative in programma c'è anche la Passeggiata Patrimoniale da Borgomarina all'area dei Salinari, con i racconti di una comunità legata al mare, alla pesca, alla coltivazione e raccolta del sale.
La barca che portava l'oro bianco
La burchiella è un'imbarcazione in ferro a fondo piatto utilizzata fino alla fine degli anni Cinquanta per il trasporto del sale. Il sale raccolto dalla primavera fino a metà settembre veniva caricato su caratteristiche imbarcazioni a fondo piatto chiamate burchielle e, attraverso il Porto Canale, veniva trasportato nei magazzini, dove poteva essere conservato.
Ottanta metri per centotrentamila quintali
Il Magazzino Torre, adiacente alla Torre San Michele, fu costruito nel 1691, per volontà del Tesoriere di Romagna Michelangelo Maffei, per assicurare lo stivaggio del sale prodotto nella salina; sul lato opposto del canale, nel 1712, fu costruito il Magazzino Darsena, si dice con le pietre dell'antica rocca di Cervia vecchia. Erano strutture in mattoni dalle possenti mura, che dovevano proteggere la merce preziosa in attesa di distribuzione commerciale.
Il magazzino Torre è lungo 80 metri e largo 26 metri, di forma rettangolare divisa in sei campate, e poteva contenere fino a 130.000 quintali di sale; i due insieme ne custodivano fino a 230.000 quintali. Per rendere più agevoli i lavori di immagazzinamento, i due edifici erano tra loro collegati con un ponte di ferro, e fino agli anni Sessanta da un nastro trasportatore che portava il sale dalle burchielle fino all'interno dei magazzini per lo stivaggio. Sono esempi di archeologia industriale, con una struttura ad ampie navate simile a quella di una cattedrale.
Un paese di salinari
La salina, divisa in piccoli lotti, era lavorata singolarmente e in modo artigianale dai salinari, che rappresentavano la quasi totalità della popolazione cervese.
Nel 1959, in seguito alla trasformazione della salina da piccoli lotti lavorati artigianalmente a grandi porzioni lavorate utilizzando metodi di raccolta più tecnologici, ma anche a causa della diminuzione della domanda di sale, i magazzini persero la loro antica funzione e furono lentamente abbandonati. Nello stesso 1959 si attuò il passaggio dalla raccolta multipla di tipo artigianale a quella moderna di tipo industriale.
La salina Camillone, ultima rimasta
La salina Camillone è l'ultimo dei fondi saliferi a lavorazione artigianale esistenti prima del 1959, ed è la sezione all'aperto del museo del sale.
Mantenuta attiva dai volontari del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, la Camillone produce ancora il sale con l'antico sistema artigianale di raccolta multipla che avviene ogni giorno alternando i bacini. Durante la festa sono possibili visite guidate alla salina Camillone con il Gruppo Culturale Civiltà Salinara per vedere la raccolta del sale con gli antichi attrezzi in legno e ascoltare il racconto dei salinari. Il sale di Cervia è riconosciuto Presidio Slow Food dal 2004.
Il museo intitolato a un salinaro
Dentro il Magazzino del Sale Torre, in via Nazario Sauro 24, c'è il MUSA, nato dall'attività del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, un museo etnografico che pone al centro l'uomo e la sua cultura e riconosciuto Museo di Qualità della Regione Emilia Romagna. È stato inaugurato con una veste rinnovata nel 2004 e posto stabilmente all'interno del magazzino, e al suo interno si sviluppano percorsi che esplorano l'avventura dell'acqua e del sale, e gli uomini al lavoro.
Il 22 dicembre 2018 il Musa è stato intitolato ad Agostino Finchi, salinaro che ha voluto fortemente la realizzazione di un museo che ricordasse e valorizzasse la civiltà del sale. Dal 2013 c'è anche una sezione archeologica, con un frammento di cippo funerario con testa di medusa risalente al I-II secolo, l'ancora e il contenitore in rame della nave altomedievale (VI-VII secolo) scoperta in una cava di sabbia nel 1956, e i tappeti musivi della Chiesa di San Martino prope litus maris (VI secolo), importante rinvenimento del 1989 in un'area attigua alle saline.
Mille anni di dazi e di guerre
La testimonianza scritta più antica relativa alle saline di Cervia risale al 968. Dal X secolo la storia della salina è riconducibile al legame che si instaurò tra il territorio cervese e l'arcivescovo di Ravenna. Il sale aveva allora un valore strategico legato in modo particolare alla conservazione degli alimenti, e l'applicazione di dazi e gabelle consentiva notevoli guadagni.
Alle vicende cervesi si interessarono in periodi successivi varie città e vari stati del tempo, dando luogo a conflitti sanguinosi per il controllo della produzione e del commercio del sale. Per appaltare i sali venne istituita la Tesoreria di Romagna. Il 4 maggio 1824 furono stabilite fra i salinari di Cervia e la Camera Apostolica le cosiddette solenni convenzioni. Ad esclusione del breve periodo di dominazione napoleonica, le saline di Cervia rimasero sotto lo Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia e dal 1912 si avviò un processo graduale di superamento della proprietà privata dei fondi saliferi, che si completò nel 1920; dal 1965 fecero parte del Monopolio di Stato.
Sole, vento e argilla
Per fare il sale occorrono ampie superfici piatte, non sabbiose, ma argillose, tali da rendere il suolo impermeabile, e condizioni climatiche particolari, tali da favorire nel periodo estivo l'azione combinata del sole e del vento e una forte evaporazione delle acque marine. In tal modo l'acqua evaporando concentra il grado salino fino a depositare in un apposito spazio, i bacini, i cristalli di sale.
In passato i processi produttivi avvenivano attraverso un metodo tradizionale a raccolta multipla, con 149 saline; oggi a Cervia vige il sistema cosiddetto «industriale» a raccolta unica, con una produzione media annua di 200.000 quintali. Il sale raccolto viene lavato con acqua salata a 18-20 gradi Bè e centrifugato, e al termine del ciclo produttivo risulta prodotto il sale integrale.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Cervia, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cervia-Milano Marittima a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Cesena, e da lì restano 9,8 chilometri e 12 minuti.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Presepe di Sale a Cervia — dicembre
- Festa di San Michele a Bagnacavallo — settembre
- Natività della B.V. Maria ad Alfonsine — settembre