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San Giovanni · Storia e origini

Perché la notte di san Giovanni è la notte delle streghe

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La notte fra il 23 e il 24 giugno è detta notte delle streghe perché la tradizione popolare la indicava come il momento del loro sabba. La credenza nasce dal solstizio, dalle erbe che si raccoglievano al buio e dalla leggenda su chi fece decapitare il Battista.

Tre storie diverse, arrivate a coincidere sulla stessa data.

Il sabba

La superstizione popolare attribuisce a quella notte il raduno delle streghe per il sabba.

La tradizione le immagina radunate nei crocicchi delle strade, e in circolazione per la città a catturare anime. La stessa notte è considerata propizia al malocchio.

Il punto di ritrovo, nell'immaginario, è sempre lo stesso: Benevento, la città delle streghe per eccellenza.

La leggenda romana

A Roma, dove Giovanni Battista è patrono, la vigilia del 24 giugno ha una storia precisa.

La festa si celebrava nei prati attorno al Laterano, sede papale e luogo dell'arcibasilica di San Giovanni. Lì, secondo la leggenda, le streghe venivano chiamate all'adunata dai fantasmi di Erodiade e Salomè, ritenute responsabili della decapitazione del santo: dopo aver raccolto le anime, il corteo si dirigeva verso Benevento.

È così che la vigilia di san Giovanni si è trasformata nella «notte delle streghe».

Le radici pagane

Sotto la leggenda cristiana c'è un calendario più antico.

La festa di san Giovanni è la trasformazione di un antico culto solare: la ricorrenza romana del 24 giugno si chiamava solstitium, e le origini della celebrazione stanno nelle ritualità degli astri, nel ciclo agrario e nel solstizio d'estate.

La notte cade subito dopo il solstizio, ed è una delle più corte dell'anno. La tradizione la descrive come il momento in cui il sole «si sposa» con la luna: un passaggio che in età precristiana i popoli rurali, e in particolare i Celti, celebravano con riti apotropaici per proteggere i raccolti dalla siccità estiva e invocare abbondanza.

La festa aveva insomma una funzione agricola: caricare di forza positiva il Sole e la Terra.

Le erbe, la rugiada e le «streghe»

C'è una spiegazione più concreta, e riguarda le donne che quella notte stavano nei campi.

Fra il 23 e il 24 giugno si facevano raccolte di erbe selvatiche dalle proprietà curative. Le erbe bagnate dalla rugiada di quella notte erano ritenute dotate di energie benefiche, e la rugiada stessa capace di guarire le malattie della pelle e di proteggere da corruzione e malvagità.

Con quelle erbe si preparava l'acqua di san Giovanni, raccolta proprio in quella notte.

E qui il cerchio si chiude: il termine «strega» era associato alle donne esperte nell'uso delle piante medicinali. Erano loro a girare per i prati al buio, ed erano loro che la superstizione riteneva favorite dalle potenzialità dell'acqua di san Giovanni.

I falò, difesa e propiziazione

Il fuoco della vigilia serviva a due cose insieme.

Da un lato erano falò propiziatori, accesi per richiamare in vita il sole e dargli forza nel suo declino verso l'inverno. Dall'altro divennero uno strumento popolare per scacciare le streghe.

La tradizione dei fuochi del 23 giugno è diffusa in diversi paesi europei.

Fuori dall'Italia

La stessa notte, altrove, ha lo stesso doppio volto.

In Spagna e nelle Canarie la noche de San Juan è legata al solstizio e al fuoco purificatore: nelle isole era considerata la notte dei congiuri e dei riti, e insieme l'ultima notte dell'anno e l'inizio di uno nuovo. In Catalogna la festa di Sant Joan si celebra per strada dal XV secolo, e a Barcellona si accendevano quattro falò, uno per ciascun vento, a difesa della casa da malattie, ladri, spiriti maligni e stregoneria.

Più indietro nel tempo, i Greci accendevano falò per la nascita di Apollo, e i Romani raccoglievano la verbena nella notte di san Giovanni per ottenere felicità e ricchezza.

In Italia la ricorrenza conserva ancora oggi celebrazioni cristiane che portano dentro la loro origine pagana. A San Giovanni in Marignano la leggenda di Artemisia ha fatto del paese un luogo di streghe e superstizioni.

Domande frequenti

Perché la notte di san Giovanni è la notte delle streghe?

Perché la superstizione popolare vi collocava il sabba: le streghe si sarebbero radunate nei crocicchi e nei prati per poi dirigersi a Benevento, catturando anime lungo la strada.

Che c'entrano Erodiade e Salomè?

Nella leggenda romana sono loro, dannate per aver provocato la decapitazione del Battista, a chiamare le streghe all'adunata nei prati del Laterano.

Perché proprio quella notte?

Perché cade subito dopo il solstizio d'estate, in una delle notti più corte dell'anno: un passaggio che i popoli precristiani celebravano con riti di protezione dei raccolti.

Che rapporto c'è fra le streghe e le erbe?

Il termine «strega» era associato alle donne esperte di piante medicinali, e proprio quella notte si raccoglievano le erbe bagnate dalla rugiada, ritenute curative, per preparare l'acqua di san Giovanni.

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