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San Giovanni · Tradizioni

Le tradizioni di San Giovanni in Abruzzo: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Abruzzo la notte fra il 23 e il 24 giugno l'acqua e la rugiada diventano medicine miracolose: a Teramo si raccoglieva la rugiada sui prati per le tempie e gli occhi, e fra Lanciano e Fossacesia le ragazze si bagnavano i capelli nel mare prima dell'alba.

A Orsogna ci si scambia il ramajetto di nove erbe.

La notte più corta dell'anno

La notte di San Giovanni, in Abruzzo, si colloca fra il 23 e il 24 giugno, ed è un rito di passaggio legato al fuoco, all'acqua e alla purificazione.

È una festa fatta di religiosità e magia: serve a eliminare le negatività e a propiziare il benessere. È la notte più corta dell'anno, e i falò richiamano il sole.

Il 23 giugno è anche la notte delle streghe, che fanno parte del racconto tradizionale abruzzese.

L'acqua e la rugiada

Nella notte fra il 23 e il 24 l'acqua e la rugiada sono considerate medicine miracolose.

A Caramanico Terme, all'alba del 24 giugno, ci si lavava viso e mani al fiume Orta; si bagnavano i tralci di rovo e si abbeveravano gli animali.

A Teramo si raccoglieva la rugiada sui prati, per le tempie e per gli occhi. Da Lanciano a Fossacesia le ragazze andavano in pellegrinaggio e si bagnavano i capelli nel mare prima dell'alba.

I falò e la ruota di paglia

A San Valentino in Abruzzo Citeriore e a Civitella Roveto si accendono grandi falò nella notte fra il 23 e il 24.

Il detto abruzzese sulla vigilia riassume la notte in quattro cose: il salto del fuoco, il suono, il ballo e il canto.

In Abruzzo i mucchi di paglia vengono poi trasformati in ruota e lanciati sui clivi.

Il rito di Fara Filiorum Petri

A Fara Filiorum Petri, nella notte fra il 23 e il 24, chi teneve nu sfoche andava al fiume o alla sorgente.

Si gettavano i tizzi ardenti nella corrente e ci si lavava con l'acqua; la formula rituale invoca San Giuvànne.

Il 24 giugno, prima dell'alba, gli anziani ricordano il rito dei malati di pelle: si accendeva un fuocherello, e dopo il fuoco ci si lavava con l'acqua recitando una litania dialettale.

La comparanza

Nella notte fra il 23 e il 24 si cerca il comparaggio.

Nella comparanza i ragazzi e le ragazze incrociano i mignoli nel nome di San Giovanni Battista: il rito crea un legame di parentela indissolubile.

A Civitella Roveto si chiama proprio così, e all'alba ci si bagna nel fiume Liri.

Lu Ramajette

A Spoltore ci si scambia i mazzolini di fiori chiamati Lu Ramajette.

A Orsogna il rito del comparatico usa i ramajetti, e la formula dialettale dice: «Compare e comare / San Giuvanne care», e poi «Si ti' na cose tu / li di' a me», «si tenche na cose i' li denghe a te».

Le nove erbe

Il ramajetto tradizionale è formato da nove erbe magiche.

Sono l'iperico, l'alloro, la salvia, il mirto, la felce, la mentuccia, il rosmarino, il timo e il basilico.

Un mazzetto di erbe veniva appeso all'uscio di casa per la serenità familiare, e un altro si metteva sulla porta della stalla.

I Compari a Fiore

A Torrevecchia Teatina e a Montesilvano Colle si celebra la Festa dei Compari a Fiore.

Il rito locale comprende la raccolta di ramajette da regalare al compare o alla comare.

A Colledimezzo, nel Chietino, si raccolgono invece le erbe magiche per l'acqua di San Giovanni.

La Nave di San Giovanni

A Collelongo si pratica la Nave di San Giovanni, con un recipiente di vetro e l'albume d'uovo.

Il recipiente va messo fuori dalla finestra per l'intera notte, alla luce della luna.

L'alba sul Monte Plaja

A Introdacqua si sale sul Monte Plaja per assistere allo spuntare dell'alba.

A Pescara le celebrazioni cominciano alle 5 del mattino, sulla spiaggia davanti alla Nave di Cascella, per ammirare l'alba del giorno di San Giovanni.

San Giovanni fratel caro

Al tramonto la festa pescarese continua nel Museo delle Genti d'Abruzzo, con la serata intitolata «San Giovanni fratel caro».

Si svolge il rituale del comparatico con lo scambio dei mazzolini fioriti, i ramajette, e ci sono le musiche, i canti e le danze della tradizione abruzzese.

La giornata termina con i sapori e i profumi solstiziali.

Il nocino e le lumache

Nella notte di San Giovanni, in Abruzzo, si prepara ritualmente il nocino.

Le noci vengono raccolte il giorno precedente, e la tradizione vuole che siano colte di notte da donne scalze.

A San Martino sulla Marrucina e a Fara Filiorum Petri — due paesi vicini al torrente Vesola — il giorno di San Giovanni si consumano le lumache.

Domande frequenti

Che cos'è la comparanza

È il rito in cui ragazzi e ragazze incrociano i mignoli nel nome di San Giovanni Battista: crea un legame di parentela indissolubile.

Che cos'è il ramajetto

È il mazzolino di fiori ed erbe che ci si scambia fra compari: quello tradizionale è formato da nove erbe magiche — iperico, alloro, salvia, mirto, felce, mentuccia, rosmarino, timo e basilico.

Che cos'è la Nave di San Giovanni di Collelongo

È il recipiente di vetro con l'albume d'uovo che si mette fuori dalla finestra per l'intera notte, alla luce della luna.

Come si prepara il nocino di San Giovanni

Con le noci raccolte il giorno precedente: la tradizione vuole che vengano colte di notte da donne scalze.

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