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Le tradizioni di San Giovanni in Basilicata: riti, piatti e usanze del posto
In Basilicata, poco prima dell'alba del 24 giugno, le donne uscivano scalze con i piedi bagnati dalla rugiada per raccogliere le noci verdi del nocino: sempre in numero dispari. A Potenza, intanto, le vagnardedde tornavano dai campi con il cardo selvatico e aspettavano che rifiorisse.
La rugiada era la panacea di tutti i mali.
Le noci in numero dispari
In Basilicata la preparazione del nocino è legata alla notte fra il 23 e il 24 giugno, quando una ricetta diventa rito.
È usanza popolare raccogliere le noci verdi, ancora acerbe, e la raccolta avviene poco prima dell'alba: le donne uscivano scalze, con i piedi nudi bagnati dalla rugiada.
Le noci venivano raccolte sempre in numero dispari, in un'usanza antica, tramandata nei secoli.
Il sole dell'estate in bottiglia
Il nocino lucano è preparato con le noci verdi raccolte quella notte, e serviva a portare calore nei giorni invernali.
È presentato come un modo per racchiudere il sole dell'estate in bottiglia.
In Basilicata è il cibosofo Federico Valicenti a raccontare la raccolta delle noci e la preparazione del liquore.
La rugiada che guarisce
Nella notte di San Giovanni la rugiada ha facoltà rigenerative.
Quella lucana era creduta una panacea magica di tutti i mali, ed è collegata alla guarigione: da lì il gesto di bagnarsi i piedi.
Il cardo delle vagnardedde
A Potenza, la sera della vigilia, le vagnardedde tornavano dalla campagna con il cardo selvatico.
Tagliavano la corolla del cardo e bruciacchiavano il resto prima delle preghiere: il cardo serviva per dire le preghiere di rito a San Giovanni.
Poi veniva infilato in un buco del muricciolo esterno e lasciato al fresco e al buio.
Se il cardo rifiorisce
Il mattino dopo si sperava che il cardo rifiorisse.
Era un segno favorevole: significava matrimonio imminente e fertilità.
L'albume alla finestra
Nella notte di San Giovanni si metteva l'albume d'uovo fuori dalla finestra.
Il mattino dopo se ne osservava la forma, per leggere il futuro sposo.
In un caso, se nell'albume compariva una torre, era segno di cambio casa.
Il sole come piatto d'oro
Il 24 giugno è la festa della Natività di San Giovanni Battista, ed è considerata la data più propizia ai matrimoni.
Nella tradizione popolare le giovani donne osservano il sole all'apparire: la forma di piatto d'oro è collegata proprio al sole di quel giorno.
La prima donna che vede quel segno si sposerà entro l'anno.
Le erbe e la felce
Fra le erbe di San Giovanni si citano l'artemisia, la salvia, la menta, l'iperico, il rosmarino e l'aglio.
A mezzanotte si cercano i presagi nel fiore della felce.
Un altro rito della notte prevede il sale — oppure una scopa — davanti alla soglia di casa.
Domande frequenti
Come si raccoglievano le noci per il nocino in Basilicata
Poco prima dell'alba del 24 giugno, dalle donne che uscivano scalze con i piedi bagnati dalla rugiada, e sempre in numero dispari.
Che cos'è il rito del cardo a Potenza
Le vagnardedde tornavano dalla campagna con il cardo selvatico la sera della vigilia: ne tagliavano la corolla, bruciacchiavano il resto e lo infilavano in un muricciolo. Se il mattino dopo rifioriva, era segno di matrimonio imminente e fertilità.
Che cosa si leggeva nell'albume d'uovo
La forma del futuro sposo: l'albume si metteva fuori dalla finestra la notte di San Giovanni e si osservava il mattino dopo. Una torre significava cambio di casa.
Perché il 24 giugno è propizio ai matrimoni
È la festa della Natività di San Giovanni Battista, considerata la data più propizia: la prima donna che all'alba vede il sole come un piatto d'oro si sposerà entro l'anno.