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San Giovanni · Tradizioni

Le tradizioni di San Giovanni in Campania: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Ad Amalfi si racconta che nella notte fra il 23 e il 24 giugno cada in mare una trave di fuoco, e che sia lei a scaldare l'acqua: prima di quel giorno il bagno era vietato. A Napoli, invece, si scioglieva il Chiummo, il piombo, lasciandolo riposare tutta la notte.

Nel Sannio si mangiano le lumache.

La Festa a Mare

A Napoli le prime notizie della festa di San Giovanni risalgono al Quattrocento aragonese, quando si teneva la Festa a Mare.

I napoletani facevano il bagno nudi — davanti alla chiesa — fra i canti e i balli.

La Festa a Mare era collegata al culto della sirena Partenope e del dio Priapo, in una ricorrenza che conserva tradizioni popolari di origine pagana.

La trave di fuoco

Ad Amalfi, fra il 23 e il 24 giugno, cade una trave di fuoco che scalda il mare.

Il detto locale dice «care ò trave è fuoco a mare», e la leggenda racconta di una trave che scende dal cielo e riscalda magicamente l'acqua; la si chiama anche segno della discesa dello Spirito Santo nel mare.

Un tempo, ad Amalfi, fare il bagno prima del 24 giugno era vietato: quel giorno dà il via libera al bagno in mare e segna l'inizio dell'estate, ad Amalfi come a San Giovanni a Teduccio.

La sabbia contro il malocchio

A San Giovanni a Teduccio, ogni 24 giugno, si ripete il miracolo della riemersione della statua.

Si recupera la sabbia dal fondo del mare e la si mette in un calzino o in un sacchetto: serve contro il malocchio e a bloccare lo spirito maligno.

Il sacchetto di sabbia benedetta viene poi sistemato sulla porta di casa.

Lo scioglimento del Chiummo

A Napoli, il 24 giugno, avveniva lo scioglimento del Chiummo, cioè del piombo.

Le donne — e le giovani — scioglievano il piombo in acqua e lo lasciavano riposare per tutta la notte.

I vasi d'orzo sui davanzali

Le ragazze napoletane piantavano semi d'orzo in vaso, in prossimità del giorno di San Giovanni, per leggere il destino matrimoniale.

I vasi germogliati venivano esposti sui davanzali delle case, e alle piantine si accompagnavano le richieste di regali agli spasimanti.

Fino alla metà degli anni Sessanta, in Campania, la notte fra il 23 e il 24 era considerata dotata di potere divinatorio.

Il nocillo

La notte fra il 23 e il 24, a Napoli, era dedicata alla raccolta delle erbe e al nocillo.

Il nocillo è un liquore a base di noci molto utilizzato in Campania, e nel napoletano la raccolta delle noci avveniva proprio quella notte.

Anche in Irpinia il 24 giugno è collegato al nocillo, o nocino.

La 'ndrezzata di Buonopane

A Ischia, nelle frazioni di Buonopane e Succhivo, il 24 giugno si festeggia il termine del solstizio d'estate.

A Buonopane San Giovanni Battista è il patrono, e la statua viene portata in processione la sera del 24; dopo la processione si balla la 'ndrezzata, antichissima tradizione della frazione.

A Succhivo, invece, il fuoco di San Giovanni è una tradizione molto sentita.

Le lumache di Faicchio

Nel Sannio, a Faicchio, si consumano piatti a base di lumache in onore di San Giovanni.

A Fontanavecchia, in territorio di Faicchio, la lumaca è associata alla notte del santo, e il consumo collettivo cade nella ricorrenza fra il 23 e il 24.

Nella tradizione locale le lumache stanno per la discordia, che si elimina mangiandole.

L'acqua di rose di Santa Croce

A Santa Croce del Sannio la mattina di San Giovanni ci si lava con l'acqua di rose.

L'acqua profumata si prepara nella notte fra il 23 e il 24: le ragazze raccoglievano le rose al tramonto, e l'acqua veniva lasciata fuori casa durante la notte per ricevere la rugiada.

Il mattino seguente serviva a lavare viso, mani e piedi. Lì San Giovanni è anche la festa dei compari, e il pranzo e la cena si consumano nell'area picnic della cappellina rurale.

Le erbe e le lanterne del Cilento

Nel Cilento è diffusa la raccolta delle erbe di San Giovanni, ritenute curative e magiche.

Fino alla metà del Novecento, il 23 giugno, si teneva la processione delle lanterne, un rituale agro-pastorale.

Nel Cilento e nel Vallo di Diano, a mezzanotte, si coglie un ramo di felce per aumentare i guadagni.

San Giuvanne, lo scarabeo

In Campania lo scarabeo è chiamato 'o vaccariello, 'a vaccarella e San Giuvanne.

Il grosso coleottero compare a fine maggio e finisce il suo ciclo a fine giugno.

Che buona sorte mi mandi

Nell'avellinese esiste il detto popolare «San Gioanne», riferito alla mietitura di fine giugno.

In Irpinia le ragazze chiedevano: «S. Giovanni, S. Giovanni che buona sorte mi mandi?», e nella notte fra il 23 e il 24 le giovanette mettevano un cardo sul davanzale.

Domande frequenti

Che cos'è la trave di fuoco di Amalfi

È la trave che, secondo la leggenda, nella notte fra il 23 e il 24 giugno scende dal cielo e cade in mare riscaldandone l'acqua: prima di quel giorno il bagno era vietato.

Che cos'era lo scioglimento del Chiummo

Era il rito napoletano del 24 giugno: le donne scioglievano il piombo in acqua e lo lasciavano riposare per tutta la notte.

Perché a Faicchio si mangiano le lumache

Perché nella tradizione locale le lumache stanno per la discordia, che si elimina mangiandole: il consumo collettivo cade fra il 23 e il 24 giugno.

Che cos'è la 'ndrezzata

È il ballo antichissimo di Buonopane, frazione di Ischia: si balla dopo la processione della statua di San Giovanni Battista, la sera del 24 giugno.

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