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La cena di San Valentino: da quando si fa, e perché non è una tradizione antica

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La cena di San Valentino al ristorante è un'usanza recente: i primi menù pensati per il 14 febbraio risalgono agli anni Trenta, negli Stati Uniti. Nell'Ottocento, anzi, portare una donna a cena fuori era considerato tutt'altro che rispettabile, e il galateo lo sconsigliava ancora nel Novecento.

Il format con candele e musica arriva ancora dopo.

Quando cenare fuori era sconveniente

Nel XIX secolo il ristorante romantico aveva una pessima reputazione: cenare fuori in coppia era associato a qualcosa di disdicevole, e per una donna significava mettere in gioco il proprio nome.

La regola resiste a lungo. Fino agli anni Venti le giovani donne non sposate dovevano proteggere la reputazione quando uscivano la sera, e nel 1923 Emily Post — l'autorità americana del galateo — scriveva che una coppia fidanzata non doveva cenare insieme al ristorante: ammetteva il pranzo o il tè del pomeriggio, non la cena.

La Grande Depressione, e i primi menù

Il cambiamento arriva negli anni Trenta, e secondo gli studi di storia dell'alimentazione nasce durante la Grande Depressione: i ristoranti cercavano occasioni per riempire le sale, e il 14 febbraio ne era una.

Sono di quel decennio i primi menù e le prime pubblicità dedicati a San Valentino. Nei locali famosi — il Sardi's di New York fra questi — alcuni tavoli avevano tende che li isolavano, per cene appartate.

Da lì, lentamente, portare una donna a cena diventa accettabile, e poi diventa il gesto atteso.

Il format di adesso è degli anni Settanta

La strada è più lunga di quanto si creda.

Negli anni Sessanta le celebrazioni nei ristoranti aumentano, ma è solo negli anni Settanta che si afferma la forma che tutti riconoscono: vino, candele, musica soffusa, tavolo per due.

Anche i giornali cambiano registro: dai pranzi di famiglia in casa si passa alle cene romantiche per sole coppie. La cena di San Valentino diventa un appuntamento di massa nella seconda metà del Novecento, cioè poco più di cinquant'anni fa.

Che cosa c'era prima: il tribunale dell'amore

Un antenato lontano però esiste, ed è del Quattrocento.

Nel 1400 Carlo VI di Francia istituì la Court of Love, l'Alto Tribunale dell'Amore, che regolava le controversie sentimentali fra le coppie dell'alta società. I suoi membri si riunivano a cena a Parigi il 14 febbraio, e gli ospiti uomini dovevano eseguire una canzone d'amore originale.

È il primo caso documentato di un pasto collettivo legato a quella data — ma è una corte aristocratica, non un ristorante.

Più indietro ancora, nel mondo greco e romano, il legame fra cibo ed eros era esplicito: il Simposio univa gastronomia, piaceri dei sensi e desiderio, e si cercavano cibi ritenuti afrodisiaci — prodotti del mare soprattutto. Ma non c'entrava il calendario: nessuna data, nessuna festa degli innamorati.

Che cosa si mette in tavola

I menù che i ristoranti propongono per il 14 febbraio seguono uno schema riconoscibile, e i cataloghi delle grandi insegne lo confermano.

Fra i classici resistono anche piatti che con l'amore non c'entrano niente, come i bucatini all'amatriciana o l'insalata russa: la cena di San Valentino, in Italia, è spesso una cena buona più che una cena a tema.

Domande frequenti

Da quando si fa la cena di San Valentino?

I primi menù dedicati al 14 febbraio sono degli anni Trenta, negli Stati Uniti, e la tradizione nasce probabilmente durante la Grande Depressione. La forma con candele e musica si afferma negli anni Settanta.

Perché nell'Ottocento non si usava?

Perché cenare in coppia al ristorante era considerato sconveniente: ancora nel 1923 Emily Post sconsigliava a due fidanzati di cenare insieme fuori casa.

Esiste un antenato antico?

La Court of Love istituita da Carlo VI di Francia nel 1400 riuniva i suoi membri a cena a Parigi il 14 febbraio, con l'obbligo per gli uomini di cantare una canzone d'amore composta da loro.

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