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Chi ha inventato il Bacio Perugina: Luisa Spagnoli e il 1922

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il Bacio Perugina nasce nel 1922 da un problema di scarti: Luisa Spagnoli cercava un modo per riutilizzare la granella di nocciole che avanzava dalle altre lavorazioni. Il cioccolatino che ne uscì funzionò subito, ma non si chiamava Bacio: il suo primo nome fu Cazzotto.

Il nome lo cambiò il suo socio.

L'idea

Nel 1922 la Perugina era ancora una piccola azienda — con appena quindici dipendenti — e Luisa Spagnoli era una delle imprenditrici italiane più influenti dell'inizio del secolo.

Il problema era pratico: la granella di nocciole avanzata dalla lavorazione di altri dolci. Buttarla era uno spreco; rivenderla, impossibile.

La soluzione fu impastarla con il cioccolato, ottenendo un ripieno al gianduia dove il cacao pregiato incontra una forte quantità di nocciola.

La ricetta originale

Quattro elementi, e sono ancora quelli.

Il Baci Perugina Classico Fondente Luisa è ancora prodotto con otto ingredienti soltanto, e la casa lo presenta come «ricetta originale di Luisa Spagnoli».

Perché si chiamava Cazzotto

Il primo nome viene dalla forma: con la nocciola in cima, il cioccolatino ricordava la nocca di una mano chiusa a pugno. Luisa Spagnoli lo chiamò Cazzotto, e nel 1922 la Perugina depositò proprio quel nome.

A cambiarlo fu Giovanni Buitoni, uno dei soci: un dolce da regalare non poteva chiamarsi pugno, e propose Bacio — un nome che evocava le labbra, e che funzionava molto meglio come regalo.

Il biglietto nella stagnola

Nei Baci arrivò poi il cartiglio, il bigliettino arrotolato fra il cioccolatino e la stagnola: un'idea di Federico Seneca e Giovanni Buitoni, che la leggenda lega all'amore clandestino fra Buitoni e Luisa Spagnoli e ai messaggi che i due si scambiavano nascosti nei cioccolatini.

Che cosa c'era prima, a Perugia

La Perugina non nasce con il Bacio: l'azienda esisteva già dal 1907, ed era una delle realtà dolciarie italiane in crescita.

Il Bacio arriva quindici anni dopo, e cambia tutto: da prodotto nato per non buttare uno scarto diventa il simbolo dell'azienda e uno dei cioccolatini più conosciuti al mondo. La sua storia ufficiale, che la casa fa partire dal 1922, è la storia di quella singola intuizione.

Ed è il motivo per cui la ricetta non è mai stata «migliorata»: cambiare le proporzioni fra granella, nocciola e fondente vorrebbe dire cambiare il prodotto.

Farne di simili in casa

Non è la ricetta della Perugina, ma il principio è lo stesso: un ripieno di nocciole, una nocciola intera, una copertura di fondente.

Le dosi più usate partono da 160 g di gianduia morbido e 150 g di crema alle nocciole, con 110 g di nocciole tostate tritate per il ripieno, e 120 g di fondente al 50% per la copertura. Una versione più semplice, per una dozzina di pezzi, usa 70 ml di panna fresca nel ripieno.

Il ripieno si lavora freddo, si forma a pallina attorno alla nocciola intera e si passa nel cioccolato fuso.

Domande frequenti

Chi ha inventato il Bacio Perugina?

Luisa Spagnoli, nel 1922, cercando un modo per riutilizzare la granella di nocciole avanzata dalle altre lavorazioni della Perugina.

Perché si chiamava Cazzotto?

Per la forma: la nocciola intera in cima faceva somigliare il cioccolatino alla nocca di un pugno. Fu Giovanni Buitoni a ribattezzarlo Bacio.

Che cosa c'è dentro un Bacio?

Un ripieno di cacao e granella di nocciole, una nocciola intera tostata sopra e una copertura di cioccolato fondente Luisa. Il classico si fa ancora con otto ingredienti.

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