Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » San Valentino » Ricette

San Valentino · Ricette

La tavola di San Valentino 2027: i dolci della tradizione e il cioccolato

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il cioccolato è il regalo tipico del 14 febbraio, e l'usanza ha una data di nascita: nel 1868 l'inglese Richard Cadbury produsse la prima scatola di cioccolatini a forma di cuore per San Valentino. In Italia il dolce della ricorrenza è il Bacio Perugina, nato a Perugia dai frammenti di nocciola scartati durante la lavorazione e chiamato «Cazzotto» prima di prendere il nome che porta; il cartiglio con le frasi d'amore è un'invenzione degli anni Venti del direttore artistico Federico Seneca.

La scatola a forma di cuore ha una data di nascita

Il Guinness World Records registra Richard Cadbury come il primo cioccolatiere a commercializzare l'associazione fra dolciumi e romanticismo, producendo una scatola di cioccolatini a forma di cuore per San Valentino nel 1868.

Richard Barrow Cadbury era il secondo figlio del quacchero John Cadbury, fondatore dell'azienda di cacao e cioccolato, e insieme al fratello minore George prese in mano l'azienda di famiglia nel 1861.

La tradizione dei biglietti amorosi cominciò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali, come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori o gioielli. I simboli di San Valentino usati oggi includono il simbolo del cuore, il cioccolato, le colombe e la figura di Cupido.

Il dolce italiano nato per sbaglio, e chiamato Cazzotto

Il Bacio Perugina è un cioccolatino dalla forma irregolare e tondeggiante, farcito con gianduia, granella di nocciola e ricoperto di cioccolato fondente. È prodotto dalla Perugina a Perugia.

La tradizione vuole che il Bacio Perugina sia nato dall'idea di Luisa Spagnoli di impastare, con altro cioccolato, i frammenti di nocciola che venivano gettati durante la lavorazione dei dolciumi. Ne venne fuori uno strano cioccolatino dalla forma irregolare, che ricordava l'immagine di un pugno chiuso, dove la nocca più sporgente era rappresentata da una nocciola intera: fu chiamato per questo «Cazzotto».

Giovanni Buitoni, contemporaneamente amministratore delegato della Perugina e presidente della Buitoni, non convinto che fosse una buona idea proporre dei cioccolatini da regalare denominati «Cazzotto», volle ribattezzarli con un nome più adatto. Nacque così il «Bacio» Perugina.

Il biglietto dentro l'incarto

La presentazione e il confezionamento del «bonbon» sono opera di Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni Venti, che, rielaborando la rappresentazione de Il bacio di Francesco Hayez, creò la tipica scatola blu con l'immagine di due innamorati. Fu sempre sua l'idea di inserire i cartigli contenenti le frasi d'amore che ancora oggi caratterizzano lo storico cioccolatino.

I primi cartigli apparvero negli anni Trenta, anche se Federico Seneca, l'allora direttore artistico dell'azienda, non li ritenne inizialmente romantici come quelli che conosciamo oggi. Una versione che ha il sapore della leggenda racconta che Luisa avesse l'abitudine di scrivere brevi messaggi al suo amante Giovanni Buitoni, avvolgendoli attorno ai cioccolatini che poi gli mandava perché li controllasse; Seneca, ispirandosi a quella storia mai confessata, volle legare per sempre questo dolce pensiero al cioccolatino. Oggi tra il cioccolatino e l'incarto argentato troviamo ancora un messaggio scritto in varie lingue.

Un cioccolatino che porta lettere in Umbria

Dal Giappone arrivano ogni anno al convento di Terni migliaia di lettere, grazie al fatto che i relativi cartoncini sono inclusi nelle confezioni della cioccolata Morozoff.

La cioccolata prende il nome dall'immigrato russo che nella città nipponica di Kobe introdusse la tradizione a partire dal 1936, rendendo sempre più popolare il culto di San Valentino in una popolazione di taoisti e scintoisti. Le 763 lettere arrivate dal Giappone e presenti nel campione esaminato recano a volte l'immagine della persona amata e sul dorso scritta a mano una preghiera.

Chi regala il cioccolato a chi

In Giappone il 14 febbraio le donne preparano del cioccolato fatto in casa per poi regalarlo agli uomini, e la distinzione è netta: i giri-choko si regalano ad amici e colleghi, mentre l'honmei-choko sono per la persona amata.

Il contraccambio ha una data e un colore: il White Day, il 14 marzo, quando gli uomini restituiscono il favore, facendo regali alle donne di colore bianco e il triplo più costosi, secondo il concetto di «sanbuntoryō», una triplice restituzione. In Germania si usa il maialino come simbolo di fortuna e buon auspicio, e si vedono coppie scambiarsi peluche o biscotti a forma di maialino.

In Italia la tavola del 14 febbraio è fatta di cioccolatini, bigliettini e cene romantiche: il lungo cammino di San Valentino ha conosciuto la sua declinazione commerciale soprattutto negli ultimi anni, fra oggetti a forma di cuore e regali costosi.

Da vedere qui intorno

Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.

Da leggere