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Sant'Antonio Abate · Tradizioni

Le tradizioni di Sant'Antonio Abate nel Lazio: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nel Lazio il rito di Sant'Antonio Abate si concentra fra il 16 e il 17 gennaio, dai Castelli Romani alla Ciociaria. A Farnese la catasta arriva a sei metri, a Bassano Romano sfilano i cavalieri, e ad Acquapendente si cuoce dal Cinquecento un biscotto profumato all'anice.

A Posta si tagliano le stanghe.

Il Fuoco di Farnese

A Farnese, in provincia di Viterbo, il Fuoco di Sant'Antonio Abate si rinnova ogni 17 gennaio in Piazzale del Bottino.

La catasta di legna è alta circa sei metri e la costruisce il Comitato del Fuoco, secondo tecniche tramandate di generazione in generazione.

Dopo la benedizione solenne e il grande falò arrivano la benedizione degli animali, i giochi popolari e il pranzo sociale, preparato dalle cuoche del paese e organizzato dalla Pro Loco.

I giochi sono quelli della tradizione: la pentolaccia, la corsa con il sacco, la corsa con l'uovo e la gara di consumo della pasta, al muretto della piazza.

Zagarolo e Ferentino

A Zagarolo il falò si accende in piazza alle 19.30 del 17 gennaio, dopo il triduo e dopo la messa.

A Ferentino il falò comunitario si accende la sera del 17, fra le 19 e le 20: lì l'accensione è legata alla chiusura dell'anno agricolo.

Le stanghe di Posta

A Posta, il 17 gennaio o la domenica successiva, si celebrano i rituali contadini.

I momenti salienti dei festeggiamenti civili sono il taglio e la sfilata delle stanghe, l'accensione del fuoco, la sagra degli zampetti e la distribuzione della polenta.

Il giorno precedente la festa i confratelli preparano un grande falò con la legna di scarto del taglio delle stanghe, e il braciere resta acceso per due giorni.

La polenta di Sermoneta

A Sermoneta si tiene la sagra della polenta per Sant'Antonio Abate, di domenica.

La tradizione risale al Duca Guglielmo, che distribuì polenta con sugo di carne di maiale e avviò il carnevale sermonetano.

A mezzogiorno e mezzo si benedicono la polenta e il pane, e si distribuisce il piatto tipico sermonetano: salsicce, pomodoro e olio locale.

La Cavalleria di Bassano Romano

A Bassano Romano i festeggiamenti si concentrano il 16 e il 17 gennaio.

Il 16 ci sono la fiaccolata e la processione con l'immagine del Santo. Il 17 è il momento della Cavalleria: i cavalieri e i cavalli sfilano in corteo, toccando piazza Umberto I e piazza Vittorio Emanuele II, e poi si benedicono gli animali, i cavalli e gli attrezzi agricoli.

Il giorno dopo si accende il grande focarone: sta per la purificazione e richiama la protezione contro le malattie.

Il biscotto di Acquapendente

Ad Acquapendente esiste dal XVI secolo il biscotto di Sant'Antonio.

È un pane dolce profumato all'anice, e ha la forma a treccia: quella forma sta per il legame con il santo.

La Fiera di Vetralla

A Vetralla, il 17 gennaio, si svolge una grande Fiera di Merci: il corso e le vie adiacenti si popolano di bancarelle.

Un tempo c'era anche il mercato degli animali. Gli animali, oggi, si benedicono davanti alla chiesa di Sant'Antonio, in piazza Marconi.

Domande frequenti

Quando si celebra Sant'Antonio Abate nel Lazio

Fra il 16 e il 17 gennaio, dai Castelli Romani alla Ciociaria. A Posta la festa può spostarsi alla domenica successiva, e a Bassano Romano il focarone si accende il giorno dopo la Cavalleria.

Che cos'è il Fuoco di Farnese

È il falò del 17 gennaio in Piazzale del Bottino: una catasta alta circa sei metri, costruita dal Comitato del Fuoco secondo tecniche tramandate di generazione in generazione.

Che cos'è la Cavalleria di Bassano Romano

È la sfilata dei cavalieri e dei cavalli del 17 gennaio, per piazza Umberto I e piazza Vittorio Emanuele II: seguono la benedizione degli animali, dei cavalli e degli attrezzi agricoli.

Che cos'è il biscotto di Sant'Antonio di Acquapendente

È un pane dolce profumato all'anice, a forma di treccia, che ad Acquapendente si prepara dal XVI secolo.

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