Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Sant'Antonio Abate » Tradizioni

Sant'Antonio Abate · Tradizioni

Come si porta un animale alla benedizione del 17 gennaio

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Portare un animale alla benedizione del 17 gennaio vuol dire presentarsi sul sagrato o in chiesa nell'orario indicato dalla parrocchia: i cani al guinzaglio, i gatti in cestina da viaggio. Per gli animali di stalla, in molti paesi è il parroco ad andare in azienda.

La preparazione comincia il giorno prima.

Come si presenta l'animale

Le regole sono quelle del buon senso, e le parrocchie le ripetono ogni anno.

A Siena, dove la benedizione si tiene nella cripta di San Domenico, l'indicazione è esplicita: i cani rigorosamente al guinzaglio, i gatti in apposite cestine da viaggio.

Vale ovunque, perché il contesto è affollato: sui sagrati arrivano insieme cani, gatti e piccoli volatili, e in certi luoghi anche animali di stalla. A Bari, nella chiesetta di Sant'Anna in strada Palazzo di Città, il rito coinvolge oggi soprattutto cani, gatti e uccellini: un tempo entravano in chiesa maiali, agnelli e galline.

La vigilia del 16 gennaio

C'è un'usanza che precede la benedizione, e riguarda chi gli animali li tiene in casa o nella stalla.

Il 16 gennaio si puliscono stalla, pollai, giacigli e gabbie: si arriva alla festa con gli spazi in ordine.

La stessa sera vale l'antica raccomandazione contadina: non si devono ascoltare gli animali, perché la tradizione vuole che quella notte parlino fra loro.

Chi ha animali da stalla o mezzi agricoli

Non tutto si porta in piazza, e non serve.

In molte località sono i parroci a recarsi di persona nelle aziende agricole e negli allevamenti per impartire la benedizione. Nelle zone agricole, dove è possibile, si conducono comunque gli animali delle stalle al rito comune.

Diverse parrocchie estendono l'invito ai mezzi: a Monastero di Lanzo, nel Torinese, gli agricoltori sono invitati a portare i mezzi agricoli, e ad Ascoli Piceno la benedizione include anch'essa i mezzi. A Carpi i parroci benedicono stalle e allevamenti, come da tradizione.

Roma: la scalinata di Sant'Eusebio

Il rito romano è il più antico d'Italia.

Si tiene sulla scalinata della chiesa di Sant'Eusebio all'Esquilino, dove la cerimonia si è spostata dal primo Novecento per ragioni di traffico: in origine avveniva nella chiesa di Sant'Antonio Abate. La sua origine risale al 1437.

L'orario è diviso in due fasce, mattina e pomeriggio — di norma dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19. Oggi la benedizione è limitata agli animali domestici: cani, gatti, canarini.

Nei secoli scorsi era tutt'altra scena. La sfilata dei quadrupedi cominciava dalle prime ore del mattino, arrivavano buoi, asini, animali da cortile e i cavalli delle carrozze dei nobili, spesso addobbati; un sacerdote benediceva con un grande aspersorio e lungo il percorso si formava una folla di curiosi. Era un'attrazione anche per gli stranieri: fra i visitatori illustri del rito c'è Goethe.

Il Vaticano

Da circa diciotto anni la festa ha un appuntamento anche oltretevere.

La Messa è fissata alle 11 nella Basilica di San Pietro; al termine la benedizione si tiene in piazza Pio XII, dove viene allestita una stalla a cielo aperto. Gli animali arrivano da diverse associazioni di agricoltori, e la benedizione è impartita dal cardinale Mauro Gambetti.

Città per città

Ogni diocesi fissa luoghi e orari, e conviene verificarli in parrocchia.

Benedizioni in piazza si tengono in molte altre città, da Palermo a Nuoro.

Che cosa si celebra

La richiesta, in fondo, è sempre la stessa.

Sant'Antonio Abate è patrono degli allevatori e protettore degli animali e del fuoco, e la festa prevede la benedizione nelle stalle, non la macellazione. Nelle comunità rurali del passato ci si riuniva nel cuore dell'inverno per chiedere protezione, e quella radice contadina è ancora leggibile in ogni sagrato.

La memoria del santo è celebrata anche dalle tradizioni ortodossa ed evangelica.

Domande frequenti

Come si porta un cane o un gatto alla benedizione?

Il cane al guinzaglio, il gatto in una cestina da viaggio: sono le indicazioni che danno le parrocchie, perché sul sagrato si trovano insieme molti animali diversi.

E se ho animali di stalla?

In molte località è il parroco a recarsi nelle aziende agricole e negli allevamenti. Dove è possibile si conducono comunque gli animali al rito comune, e diverse parrocchie benedicono anche i mezzi agricoli.

Che cosa si fa la vigilia?

Il 16 gennaio si puliscono stalla, pollai, giacigli e gabbie. La sera, secondo la tradizione, non si devono ascoltare gli animali, perché quella notte parlano fra loro.

A che ora si tiene a Roma?

Sulla scalinata di Sant'Eusebio all'Esquilino, in due fasce: la mattina, di norma dalle 9 alle 12, e il pomeriggio dalle 17 alle 19. Oggi si benedicono solo animali domestici.

Da leggere