Home » Sant'Antonio Abate » Tradizioni
Come si porta un animale alla benedizione del 17 gennaio
Portare un animale alla benedizione del 17 gennaio vuol dire presentarsi sul sagrato o in chiesa nell'orario indicato dalla parrocchia: i cani al guinzaglio, i gatti in cestina da viaggio. Per gli animali di stalla, in molti paesi è il parroco ad andare in azienda.
La preparazione comincia il giorno prima.
Come si presenta l'animale
Le regole sono quelle del buon senso, e le parrocchie le ripetono ogni anno.
A Siena, dove la benedizione si tiene nella cripta di San Domenico, l'indicazione è esplicita: i cani rigorosamente al guinzaglio, i gatti in apposite cestine da viaggio.
Vale ovunque, perché il contesto è affollato: sui sagrati arrivano insieme cani, gatti e piccoli volatili, e in certi luoghi anche animali di stalla. A Bari, nella chiesetta di Sant'Anna in strada Palazzo di Città, il rito coinvolge oggi soprattutto cani, gatti e uccellini: un tempo entravano in chiesa maiali, agnelli e galline.
La vigilia del 16 gennaio
C'è un'usanza che precede la benedizione, e riguarda chi gli animali li tiene in casa o nella stalla.
Il 16 gennaio si puliscono stalla, pollai, giacigli e gabbie: si arriva alla festa con gli spazi in ordine.
La stessa sera vale l'antica raccomandazione contadina: non si devono ascoltare gli animali, perché la tradizione vuole che quella notte parlino fra loro.
Chi ha animali da stalla o mezzi agricoli
Non tutto si porta in piazza, e non serve.
In molte località sono i parroci a recarsi di persona nelle aziende agricole e negli allevamenti per impartire la benedizione. Nelle zone agricole, dove è possibile, si conducono comunque gli animali delle stalle al rito comune.
Diverse parrocchie estendono l'invito ai mezzi: a Monastero di Lanzo, nel Torinese, gli agricoltori sono invitati a portare i mezzi agricoli, e ad Ascoli Piceno la benedizione include anch'essa i mezzi. A Carpi i parroci benedicono stalle e allevamenti, come da tradizione.
Roma: la scalinata di Sant'Eusebio
Il rito romano è il più antico d'Italia.
Si tiene sulla scalinata della chiesa di Sant'Eusebio all'Esquilino, dove la cerimonia si è spostata dal primo Novecento per ragioni di traffico: in origine avveniva nella chiesa di Sant'Antonio Abate. La sua origine risale al 1437.
L'orario è diviso in due fasce, mattina e pomeriggio — di norma dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19. Oggi la benedizione è limitata agli animali domestici: cani, gatti, canarini.
Nei secoli scorsi era tutt'altra scena. La sfilata dei quadrupedi cominciava dalle prime ore del mattino, arrivavano buoi, asini, animali da cortile e i cavalli delle carrozze dei nobili, spesso addobbati; un sacerdote benediceva con un grande aspersorio e lungo il percorso si formava una folla di curiosi. Era un'attrazione anche per gli stranieri: fra i visitatori illustri del rito c'è Goethe.
Il Vaticano
Da circa diciotto anni la festa ha un appuntamento anche oltretevere.
La Messa è fissata alle 11 nella Basilica di San Pietro; al termine la benedizione si tiene in piazza Pio XII, dove viene allestita una stalla a cielo aperto. Gli animali arrivano da diverse associazioni di agricoltori, e la benedizione è impartita dal cardinale Mauro Gambetti.
Città per città
Ogni diocesi fissa luoghi e orari, e conviene verificarli in parrocchia.
- Torino — benedizioni sui sagrati delle chiese. A Val della Torre, in borgata Ciaine, Messa e benedizione alle 10; a Nichelino, sul sagrato della chiesa antica, alle 17.30.
- Siena — nella cripta di San Domenico alle 17; si benedicono anche le stalle delle diciassette contrade.
- Ascoli Piceno — alle 15 nel Chiostro di San Francesco, con una «fattoria di sant'Antonio» aperta al pubblico dalle 9, i panini benedetti distribuiti ai bambini e i canti de «lu vecchio».
- Vercelli — benedizione del pane all'inizio della prima Messa delle 9, benedizione degli animali al termine di tutte le celebrazioni. In passato si benedicevano anche stalle, fuoco e sementi.
- Carpi — a Quartirolo sotto il porticato dell'aula liturgica; a Gargallo prima della Messa delle 19. A Mirandola, sul sagrato del Duomo alle 15.
- Corato — sul piazzale della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, durante la Messa delle 19.45.
- Bari — nella chiesetta di Sant'Anna, in strada Palazzo di Città.
- Alessandria — presso la chiesa di Sant'Eusebio.
- Umbria — si accompagna l'animale al rito, e si fa il gesto portafortuna alla sagoma del porcellino in pietra.
Benedizioni in piazza si tengono in molte altre città, da Palermo a Nuoro.
Che cosa si celebra
La richiesta, in fondo, è sempre la stessa.
Sant'Antonio Abate è patrono degli allevatori e protettore degli animali e del fuoco, e la festa prevede la benedizione nelle stalle, non la macellazione. Nelle comunità rurali del passato ci si riuniva nel cuore dell'inverno per chiedere protezione, e quella radice contadina è ancora leggibile in ogni sagrato.
La memoria del santo è celebrata anche dalle tradizioni ortodossa ed evangelica.
Domande frequenti
Come si porta un cane o un gatto alla benedizione?
Il cane al guinzaglio, il gatto in una cestina da viaggio: sono le indicazioni che danno le parrocchie, perché sul sagrato si trovano insieme molti animali diversi.
E se ho animali di stalla?
In molte località è il parroco a recarsi nelle aziende agricole e negli allevamenti. Dove è possibile si conducono comunque gli animali al rito comune, e diverse parrocchie benedicono anche i mezzi agricoli.
Che cosa si fa la vigilia?
Il 16 gennaio si puliscono stalla, pollai, giacigli e gabbie. La sera, secondo la tradizione, non si devono ascoltare gli animali, perché quella notte parlano fra loro.
A che ora si tiene a Roma?
Sulla scalinata di Sant'Eusebio all'Esquilino, in due fasce: la mattina, di norma dalle 9 alle 12, e il pomeriggio dalle 17 alle 19. Oggi si benedicono solo animali domestici.