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Santa Lucia · Tradizioni

Cosa portava santa Lucia una volta: dai raccolti condivisi ai giocattoli

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Prima dei giocattoli, santa Lucia portava grano. Nelle campagne del Nord chi aveva avuto un raccolto abbondante ne donava una parte a chi aveva meno, e la distribuzione avveniva nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. Da quel gesto è nata la festa dei doni.

Il regalo è cambiato, la notte no.

Quando il dono era grano

L'usanza più antica non riguardava i bambini ma le famiglie. Nelle campagne chi aveva raccolti abbondanti ne donava una parte a chi aveva meno, e lo faceva nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, lasciando quanto donava davanti alle case.

Lo stesso gesto torna nei racconti di carestia: in alcuni luoghi, dopo una carestia, furono spediti sacchi di grano ai cittadini, e a Brescia e provincia la tradizione dice che fu santa Lucia a lasciare i sacchi di grano davanti alle porte. Da quel gesto solidale nacque la tradizione dei doni.

Il regalo, all'origine, era cibo per l'inverno.

Da Verona, i balocchi

Il passaggio ai giocattoli ha una data e un luogo. A Verona, nel 1200, per convincere i bambini a partecipare a una processione notturna alla chiesa di Sant'Agnese, i genitori promisero che al ritorno avrebbero trovato «tanti balocchi», dolci e giocattoli.

I bambini fecero il pellegrinaggio, i doni li trovarono davvero, e da quella promessa nacque la tradizione del 13 dicembre.

Che cosa porta adesso

Il contenuto del piatto, oggi, è fatto soprattutto di dolci:

Accanto ai dolci ci sono i regali veri e propri, e in molte case vengono nascosti per rendere più divertente la ricerca del mattino.

I banchi

Attorno alla notte è cresciuto un piccolo commercio, e anche quello ha la sua tradizione. A Verona, tre giorni prima del 13 dicembre, arrivano i «banchéti de Santa Lùssia», le bancarelle che vendono giocattoli, dolci e oggetti da regalo: esistono almeno dal secolo scorso.

Nei mercatini dedicati alla festa si trovano cioccolato e marzapane colorato.

Il piatto vuoto e la scarpa

Il modo in cui si aspetta il dono cambia di città in città, ma il principio è lo stesso: si lascia fuori un contenitore vuoto, e la mattina lo si ritrova pieno.

Insieme al contenitore si lascia sempre qualcosa per chi arriva: un piatto per la santa e qualcosa per il suo asino.

E c'è una regola che non cambia mai: i bambini vanno a letto presto e non devono guardare. Santa Lucia passa il 12 dicembre suonando una campanella d'argento, e chi la vede non riceve nulla; chi resta sveglio rischia la cenere negli occhi.

Il dono che è rimasto solidale

L'usanza antica — dare a chi ha meno — non è sparita del tutto. A Lodi la festa è legata a una raccolta di giochi per i bambini poveri, che si tiene attorno al 13 dicembre; nel 2020 la raccolta fu annullata, e si chiese di trasformare l'offerta in un piccolo sostegno in denaro, destinato ai bambini in difficoltà, senza lasciare giochi fuori dalla Cattedrale.

È il punto in cui la festa dei balocchi torna a somigliare a quella dei sacchi di grano.

Domande frequenti

Che cosa portava santa Lucia una volta?

Grano e cibo: nelle campagne chi aveva raccolti abbondanti ne donava una parte a chi aveva meno, lasciandolo davanti alle case nella notte fra il 12 e il 13 dicembre. A Brescia la tradizione parla di sacchi di grano lasciati dalla santa dopo una carestia.

Da quando porta i giocattoli?

Dal Duecento, secondo il racconto veronese: nel 1200 i genitori promisero ai bambini «tanti balocchi» se avessero partecipato alla processione notturna a Sant'Agnese, e da lì nacque l'usanza dei doni.

Che cosa si trova nel piatto la mattina del 13?

Monete di cioccolato, caramelle incartate e alla frutta, cioccolatini, e carbone dolce per chi è stato monello; i regali veri e propri spesso vengono nascosti in casa.

Che cosa si prepara la sera del 12?

Un piatto vuoto per ogni componente della famiglia, che la santa riempirà; a Vicenza si lascia invece una scarpa fuori dalla finestra con pane e latte.

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