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La nave del grano di santa Lucia: cosa si sa davvero del miracolo del 1646

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nel 1646 la Sicilia soffrì una carestia, e due città raccontano di essere state salvate da una nave di grano arrivata in porto per intercessione di santa Lucia: Siracusa il 13 maggio, Palermo il 13 dicembre. Sono due episodi distinti, non due versioni dello stesso.

Da entrambi è nato un voto che dura ancora.

L'anno della fame

Il 1646 fu per la Sicilia un anno particolarmente calamitoso: una grande carestia, aggravata da una moria di bovini. Siracusa, dicono le cronache, era allo stremo.

Siracusa, 13 maggio 1646

Il vescovo di Siracusa era monsignor Francesco Elia de' Rossi, napoletano. Di fronte alla fame fece due cose: distribuì seimila scudi a persone indigenti e bisognose, e chiamò il popolo alla preghiera, esortandolo a otto giorni di pubbliche suppliche. Il simulacro di santa Lucia fu esposto sull'altare maggiore della Cattedrale.

La mattina del 13 maggio, durante la messa solenne, una colomba entrò in chiesa: aleggiò tre o quattro volte e si posò sul soglio episcopale, sul capo del vescovo. Nel racconto portava una spiga di grano nel becco.

Subito dopo si udì l'annuncio dell'arrivo dei legni alla marina: nel porto erano entrate navi cariche di grano e di legumi. La folla gridò al miracolo e ringraziò santa Lucia; la «moribonda città» tornò alla vita.

Chi lo racconta

L'episodio siracusano non arriva da una tradizione orale: c'è una cronaca scritta da un testimone oculare.

L'autore è Antonio De Michele, canonico della Cattedrale, che assistette ai fatti; il suo racconto è conservato nella Biblioteca Alagoniana di Siracusa. Alla vicenda torna anche lo storico Serafino Privitera, che riferisce dell'ingresso in porto delle navi cariche di grano e legumi.

Il voto di Siracusa

Da quel giorno nacque un voto: ogni anno, nella prima domenica di maggio, il simulacro viene traslato dalla Cattedrale alla chiesa di Santa Lucia alla Badia.

È la festa del Patrocinio, che si celebra nelle prime due domeniche di maggio e che i siracusani chiamano «Santa Lucia re quagghie», santa Lucia delle quaglie: secondo la leggenda locale fu una quaglia ad annunciare il miracolo, e le quaglie sono rimaste il simbolo della festa. Oggi, non essendoci più quaglie, la deputazione lancia colombi e piccioni dalla terrazza dell'Arcivescovado.

Palermo, 13 dicembre 1646

L'episodio palermitano ha la stessa struttura e un'altra data. Il 13 dicembre 1646, mentre la città era stretta da una carestia terrificante, attraccò al porto una nave colma di grano — preceduta anch'essa, nel racconto, da una colomba bianca entrata in cattedrale ad annunciarne l'arrivo.

I palermitani scesero al porto e il grano era già là, chiuso in grandi sacchi di tela. Fu distribuito alla gente affamata, e qui accade la cosa che ha dato origine al piatto: per non perdere tempo con la macina, il grano non fu macinato ma bollito e mangiato subito, condito con un filo d'olio e di vino cotto. È la cuccìa.

Il voto che dura

Da quel giorno, in segno di devozione, i siciliani non mangiano più pane né pasta il 13 dicembre, e in generale nessun cibo a base di farina.

Il voto prevede cibo povero: grano, riso, patate. Sulle tavole restano la cuccìa — grano intero bollito — e le arancine, e la stessa riconoscenza per il miracolo si ritrova nella tradizione della cuccìa a Ustica.

Domande frequenti

Che cosa successe nel 1646?

La Sicilia fu colpita da una grave carestia. A Siracusa, il 13 maggio, dopo otto giorni di suppliche, una colomba entrò in Cattedrale e subito dopo arrivarono in porto navi cariche di grano e legumi; a Palermo, il 13 dicembre, attraccò una nave carica di grano.

Il miracolo è avvenuto a Palermo o a Siracusa?

In tutte e due, in due momenti diversi dello stesso anno: maggio a Siracusa, dicembre a Palermo. Dal primo nasce la festa del Patrocinio, dal secondo il divieto di mangiare pane e pasta il 13 dicembre.

Perché la cuccìa si fa con il grano intero?

Perché il grano appena sbarcato fu bollito senza essere macinato, per mangiarlo subito: da quella fretta è nato il piatto, condito con un filo d'olio e di vino cotto.

Che cos'è la festa delle quaglie?

Il Patrocinio di santa Lucia, nelle prime due domeniche di maggio a Siracusa: ricorda il miracolo del 13 maggio 1646, e prende il nome dalla quaglia che secondo la leggenda lo annunciò. Oggi si lanciano colombi e piccioni dalla terrazza dell'Arcivescovado.

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