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Santa Lucia · Tradizioni

Perché in certe zone i regali li porta santa Lucia e non Babbo Natale

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In una fascia del Nord Italia che va da Verona a Brescia e da Udine al Trentino, i regali ai bambini non li porta Babbo Natale: li porta santa Lucia, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, su un carro trainato da un asinello.

In quelle zone il 13 dicembre conta più del 25.

Dove arriva santa Lucia

La tradizione è viva in una fascia precisa del Nord, e i confini si riconoscono provincia per provincia: Verona, Vicenza, Mantova, Brescia, Bergamo, Udine, Cremona, Lodi, Pavia, Piacenza, il Bellunese, il Trentino-Alto Adige e parte dell'Emilia.

In molte zone del Bresciano e della pianura lombardo-veneta la scena della mattina del 13 è identica a quella del Natale altrove, e Babbo Natale resta in secondo piano: i bambini aspettano lei.

Perché lei

La ragione più antica è nel calendario. Prima della riforma gregoriana il 13 dicembre coincideva con il solstizio d'inverno: era il giorno più buio dell'anno, quello in cui la luce ricominciava a crescere, e la festa della santa che porta la luce nel nome finì per prendersi anche il ruolo di chi porta i doni.

C'è poi una ragione di concorrenza fra tradizioni. Nelle aree che furono sotto dominazione austroungarica è più frequente San Nicolò, e la data da ricordare è il 6 dicembre: le tre figure — Nicolò, Lucia, Babbo Natale — si sono spartite il calendario di dicembre a seconda della storia locale.

C'è infine una ragione commerciale: gli artigiani giocattolai arrivavano nelle diverse zone in date diverse, e i doni si legarono al giorno in cui era possibile comprarli.

Le due storie

Dove la tradizione è più radicata, le città raccontano un episodio preciso.

Verona. L'usanza è attestata dal 1200 e nasce da un'epidemia che colpiva gli occhi dei bambini. Per convincerli a fare il pellegrinaggio necessario, i genitori promisero loro dolci e giocattoli: da quella promessa viene il resto.

Brescia. Qui all'origine c'è una carestia. Secondo il racconto alcune signore di Cremona inviarono sacchi di grano ai bresciani, e il carico arrivò su un carro trainato da asinelli: la distribuzione avvenne porta a porta, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, e i sacchi furono trovati la mattina davanti alle case. È la stessa scena dei regali, con dentro il grano.

Come funziona

Il rito ha regole che i bambini imparano prima di saper leggere.

La fiera di Verona

A Verona la giornata ha anche una forma pubblica: il 13 dicembre è una seconda festa di Natale, con la Fiera di Santa Lucia in Piazza Bra, che riempie il centro della città.

La stessa santa altrove

Il 13 dicembre si festeggia anche fuori dall'Italia. In Svezia e in Scandinavia santa Lucia si celebra nello stesso giorno, e l'immagine è la stessa che si ritrova qui: la corona di candele sul capo.

In Italia la tradizione dei doni convive con quella siciliana, dove la santa è patrona di Siracusa e la festa si celebra in tutt'altra forma: a Siracusa le celebrazioni durano dal 13 al 20 dicembre.

Domande frequenti

In quali città i regali li porta santa Lucia?

A Verona, Vicenza, Mantova, Brescia, Bergamo, Cremona, Lodi, Pavia, Piacenza, Udine, nel Bellunese e in parte del Trentino-Alto Adige, oltre che in alcune zone dell'Emilia.

Perché in quelle zone non è Babbo Natale?

Perché il 13 dicembre coincideva con il solstizio d'inverno prima della riforma del calendario, ed era già il giorno della luce; a questo si aggiungono le storie locali — l'epidemia agli occhi a Verona, la carestia a Brescia — e la concorrenza di San Nicolò, che nelle aree austroungariche arriva il 6 dicembre.

Come arriva santa Lucia?

Non in slitta: su un carro trainato da un asinello. Per questo i bambini lasciano una carota sul davanzale insieme al cibo per la santa.

Che cosa succede se i bambini restano svegli?

Secondo la tradizione santa Lucia lascia cenere e sabbia negli occhi e passa oltre: per questo la sera del 12 si va a letto molto presto.

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