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25 Aprile · Tradizioni

Perché il 25 aprile è anche la festa di san Marco

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 25 aprile è il giorno in cui la Chiesa celebra san Marco evangelista, patrono di Venezia: la data ricorda la morte e il martirio del santo, e non ha alcun rapporto con la Liberazione del 1945. Le due ricorrenze coincidono, e basta.

Per Venezia, però, la più antica delle due è quella del santo.

Perché proprio il 25 aprile

Il 25 aprile è la data che il calendario liturgico assegna a san Marco evangelista, ed è legata alla sua morte. È la solennità patronale di Venezia, celebrata in tutta Italia e nel mondo cattolico. Quella celebrazione, fuori dalle chiese, prende forme concrete: il 25 aprile dei paesi è fatto di fiere, processioni nei campi e gite fuori porta.

Non è l'unica data che la città dedicava al santo. Nel calendario veneziano storico se ne contano tre:

Il segno del santo è il leone alato con la scritta latina Pax Tibi Marce Evangelista Meus.

La vigilia

La giornata comincia prima. Il suono delle campane del campanile di San Marco apre le celebrazioni tre giorni prima della festa.

Alla vigilia si appendono grandi corone d'alloro e di fiori alle porte, e sui pennoni della basilica vengono issate le bandiere.

Come si celebrava ai tempi della Repubblica

Durante la Serenissima la festa cominciava due giorni prima della vigilia, e seguiva una sequenza fissa:

A quella processione, in piazza San Marco, partecipavano autorità religiose, civili e rappresentanti delle arti.

Che cosa resta oggi

La celebrazione religiosa si tiene nella Basilica di San Marco, con la partecipazione delle autorità civili e religiose della città.

Attorno alla funzione la città si anima: mercatini artigianali, bande musicali e cori tradizionali accompagnano la giornata, mentre in strada compaiono le coppie con i boccioli rossi.

Il bocolo

Nella stessa giornata i veneziani donano un bocolo — in dialetto, bocciolo di rosa rossa — alle donne a cui vogliono bene: non solo fidanzate e mogli, ma anche madri, sorelle e amiche. A portarlo sono il fidanzato, il figlio, il fratello o il marito.

Le fiorerie e i chioschi all'aperto, in centro storico come in terraferma, lavorano a ritmo per tutta la mattina. La ricorrenza è talmente identificata con quel gesto da essere chiamata festa del bòcolo, e in inglese rosebud festival.

Alle sue spalle c'è una leggenda medievale d'amore — Tancredi e la figlia di un doge, una rosa intrisa di sangue portata da un compagno d'armi.

Sui dettagli della leggenda le versioni non coincidono: l'epoca è collocata fra l'VIII e il IX secolo, il nome della protagonista compare come Maria o come Vulcania, e il padre è indicato come il doge Orso I Partecipazio.

Domande frequenti

Che cosa si festeggia a Venezia il 25 aprile?

San Marco evangelista, patrono della città: la data ricorda la morte del santo. Nello stesso giorno cade l'anniversario della Liberazione, ma le due ricorrenze non hanno alcun rapporto fra loro.

Quante feste ci sono per san Marco?

Tre date nel calendario veneziano storico: il 25 aprile la festa del patrono, il 31 gennaio l'arrivo delle reliquie, il 25 giugno il loro ritrovamento.

Che cos'è la festa del bocolo?

L'usanza veneziana di donare un bocciolo di rosa rossa alle donne care, il giorno di san Marco: mogli, fidanzate, madri, sorelle e amiche.

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