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Che cosa è chiuso il 25 aprile: negozi, uffici, scuole
Il 25 aprile scuole, uffici pubblici, banche, poste e municipi sono chiusi: è un giorno festivo a tutti gli effetti dal 1949. I negozi invece possono aprire, a discrezione del proprietario e delle normative locali, e la maggior parte tiene le serrande alzate.
Su questo, però, un comune può decidere il contrario.
Che cosa è chiuso
- scuole;
- uffici pubblici e municipi;
- banche;
- uffici postali.
Il 25 aprile compare in tutti gli elenchi delle festività pubbliche italiane come Anniversario della Liberazione, o Giorno della liberazione.
Chiudono anche molti servizi comunali: a Firenze, per esempio, in una delle edizioni recenti risultavano chiuse le biblioteche comunali, l'Archivio Storico e i punti di lettura.
Che cosa resta aperto
Negozi, ristoranti, bar e attività commerciali private possono aprire, e molti lo fanno, soprattutto nelle città: in genere con orario domenicale, spesso indicato fra le 9 e le 21.
Nei centri storici e nelle zone turistiche l'apertura è la regola, e gli orari variano parecchio da nord a sud.
I supermercati, catena per catena
Le indicazioni delle ultime edizioni danno il quadro:
- Esselunga — apre la maggior parte dei punti vendita, dalle 8 alle 20; in un'edizione recente erano 172.
- Carrefour e Pam — aperti, con orari indicati fra le 8.30 e le 20 e possibili variazioni.
- Lidl — non chiude: la maggior parte dei punti vendita apre dalle 8 alle 21.30.
- Iper, Familia e alcuni Crai — aperti, con aperture straordinarie segnalate in molte città.
- Decathlon — aperto dalle 9 alle 20.
- Mediaworld, Unieuro, Euronics, Ikea e Leroy Merlin — non chiudono.
Coop è il caso che divide: alcune rilevazioni la danno quasi tutta aperta con orario continuato, altre segnalano chiusure nella maggior parte dei punti vendita. Coop Alleanza 3.0 dichiara la chiusura per scelta.
Quando è il Comune a decidere
C'è un'eccezione che ribalta tutto: un'ordinanza comunale può imporre la chiusura.
È successo a Molfetta, dove il Comune ha ordinato per il 25 aprile la chiusura di tutte le attività commerciali al dettaglio, compresi i generi alimentari e di prima necessità.
Restavano consentite soltanto le vendite a domicilio, e restavano aperte edicole, farmacie, parafarmacie e i distributori self service di benzina.
È il motivo per cui la regola generale — «i negozi decidono» — va sempre verificata sul posto: la discrezionalità del negoziante si ferma davanti a un'ordinanza del sindaco.
Musei e luoghi della cultura
Accanto alle chiusure c'è un'apertura che riguarda tutti: il 25 aprile è una delle tre giornate annuali di ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali, insieme al 2 giugno e al 4 novembre.
Le visite si svolgono negli orari abituali, con prenotazione dove prevista. Sul piano locale, però, la situazione può essere opposta: alcuni servizi comunali di lettura e archivio restano chiusi proprio quel giorno.
Chi lavora il 25 aprile
Trattandosi di giorno festivo, il lavoro svolto il 25 aprile dà diritto a una maggiorazione o, in alternativa, a un riposo compensativo, secondo quanto previsto dal contratto collettivo applicato.
Chi non lavora ha comunque diritto alla retribuzione della giornata. Oltre a quel che chiude, la data ha altro: la festa del 25 aprile porta anche una storia, le usanze di campagna e la rosa rossa che a Venezia si regala.
Domande frequenti
I negozi sono aperti il 25 aprile?
Di norma sì, a discrezione del proprietario: molti aprono con orario domenicale. Un'ordinanza comunale può però imporre la chiusura, come è accaduto a Molfetta.
Le banche sono aperte?
No. Banche, uffici postali, municipi, uffici pubblici e scuole restano chiusi: il 25 aprile è giorno festivo a tutti gli effetti dal 1949.
I supermercati aprono?
Nella maggior parte dei casi sì, spesso con orario continuato o ridotto. Fa eccezione Coop Alleanza 3.0, che dichiara la chiusura per scelta.
Chi lavora quel giorno viene pagato di più?
Sì: il lavoro nei giorni festivi dà diritto a una maggiorazione o a un riposo compensativo, secondo il contratto collettivo applicato.