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Da dove viene il bacio sotto il vischio: non è una tradizione italiana

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il bacio sotto il vischio è una tradizione inglese, non italiana: la prima attestazione scritta è del 1784, in una commedia musicale intitolata «Two to One», e l'usanza sarebbe nata attorno al 1720, nel primo periodo georgiano, per poi diffondersi nell'Ottocento.

Il vischio, invece, si appendeva in casa molto prima che ci si baciasse sotto.

La prima attestazione

Il riferimento più antico conosciuto è una canzone dell'opera comica inglese Two to One, pubblicata nel 1784, dove tre uomini baciano una giovane donna sotto il vischio.

L'usanza nasce nel primo periodo georgiano, attorno al 1720, e si diffonde più largamente nell'Ottocento.

Il vischio come verde natalizio, senza baci, compare invece già in un poema del 1648 di Robert Herrick.

Nato fra i domestici

Sulle origini sociali c'è una versione ricorrente e ben documentata: la tradizione nasce nelle case inglesi fra i domestici, per divertimento, e solo in un secondo momento viene adottata dai padroni.

C'è anche un'ipotesi più maliziosa, riportata da uno storico: il rito sarebbe stato inventato da un ragazzo «particolarmente lussurioso», e da lì si sarebbe diffuso prima in tutto il Paese e poi nel mondo.

Il vischio, in Inghilterra, era raro da trovare fino al Settecento; è in quel secolo che comincia a comparire con regolarità nei mercati natalizi di Londra.

Le regole del gioco

L'usanza aveva una contabilità precisa, descritta da Washington Irving attorno al 1820: ogni bacca del vischio corrispondeva a un bacio, e quando le bacche finivano cessava anche il privilegio di baciare.

In Inghilterra il ramo si appendeva come Christmas Bough o Kissing Bough.

L'origine celtica

Le sfumature romantiche della pianta risalgono probabilmente ai Druidi celtici, presenti in qualche forma fino a circa il 600 d.C.

Credevano che il vischio rendesse le persone più fertili e portasse fortuna, e secondo una tradizione lo usavano in un elisir di fertilità.

Non erano i soli a usarlo: Romani e Greci lo impiegavano come rimedio medicinale, contro crampi, epilessia e ulcere.

Il mito norreno di Baldur

C'è una seconda pista, nordica, che spiega perché proprio quella pianta.

Frigg volle proteggere il figlio Baldur facendo giurare a ogni pianta della terra che non lo avrebbe ferito. Il vischio restò escluso dall'incantesimo, perché non cresce dal suolo ma sui rami di altri alberi.

Loki ne ricavò una lancia, e con quella Baldur fu ucciso. Dopo la sua morte Frigg fece del vischio un segno d'amore; in alcune versioni il bacio serve proprio a ricordare la resurrezione di Baldr.

L'ipotesi babilonese

Una terza teoria colloca l'origine molto più a est, nell'impero babilonese-assiro.

Le donne nubili stavano sotto il vischio davanti al tempio dedicato alla dea della bellezza e dell'amore. Lì, però, non si baciava: la donna era tenuta a legarsi al primo uomo che si presentava.

Perché sembra più antica di quanto sia

Il rito come lo conosciamo oggi è spesso definito una reinvenzione vittoriana: furono i vittoriani, nell'Ottocento, a renderlo popolare e a fissarne le regole.

È il motivo per cui una tradizione documentata dal 1784 viene percepita come antichissima: la sua forma moderna nasce nell'Ottocento, ma si appoggia a simbologie — celtiche, norrene, mediterranee — molto più vecchie.

Perché in Italia non attecchisce

La tradizione si è diffusa in tutto il mondo anglofono, ma non è originaria dell'Italia: qui il vischio si appende, si regala e si tiene in casa, ma il bacio sotto il ramo resta un'usanza importata. Al posto suo si brinda, si sparano i botti e si mangiano le lenticchie: la mezzanotte italiana ha altri gesti.

Domande frequenti

Quando nasce il bacio sotto il vischio?

La prima attestazione scritta è del 1784, in Inghilterra. L'usanza sarebbe cominciata attorno al 1720 e si è diffusa nell'Ottocento.

Perché si baciano proprio sotto il vischio?

Le spiegazioni sono tre: la fertilità attribuita alla pianta dai Druidi, il mito norreno di Baldur e Frigg, e un'ipotesi babilonese legata al tempio della dea dell'amore.

Che c'entrano le bacche?

Nella regola descritta da Washington Irving intorno al 1820, ogni bacca corrispondeva a un bacio: finite le bacche, finiti i baci.

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