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Capodanno · Tradizioni

Le tradizioni di Capodanno in Piemonte: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Piemonte il piatto del cenone di Capodanno è il bollito misto, che segue la regola del numero sette: sette tagli di carne e sette salse. A mezzanotte si mangiano le lenticchie, dodici acini d'uva nera e i datteri, e nelle campagne si accendevano grandi falò.

Ai bambini si donavano le streine, pupazzi di pane.

Il numero sette del bollito

Il bollito misto è il protagonista assoluto della tavola, e la sua preparazione tradizionale segue una regola precisa: sette sono i tagli di carne, e in sette varietà devono essere anche le frattaglie, i contorni e le salse. Fra le sette salse non può mancare la salsa verde.

Si usa la fassona, e i numeri del cenone piemontese hanno una simbologia rituale che non è casuale.

Il cenone

Si comincia dagli antipasti: la bagna cauda, che è un rito collettivo attorno alle verdure, i peperoni in bagna cauda, la carne cruda all'albese con il tartufo, il vitello tonnato e l'insalata russa.

Si chiude con il bonet al cioccolato e la panna cotta. In tavola vanno Barolo, Barbaresco, Nebbiolo e Arneis, e il brindisi si fa con l'Asti spumante o con l'Alta Langa metodo classico.

Le lenticchie sono un rito quasi obbligato — in Italia stanno per la ricchezza, per la forma che ricorda le monete — insieme ai dodici acini d'uva nera e ai datteri.

I falò e le streine

Nelle campagne, a Capodanno, si accendevano grandi falò per bruciare le negatività dell'anno passato. Avevano anche un significato agricolo, legato al sole, agli animali e ai campi.

Ai bambini si donavano le streine: piccoli doni per propiziare prosperità e abbondanza, che potevano essere frutta secca o pupazzi di pane augurali.

Fra i gesti della notte c'era quello di gettare i vecchi oggetti dalla finestra, per cominciare l'anno senza affanni, e quello di lasciare le finestre aperte a mezzanotte, per fare spazio ai progetti nuovi. Resta anche l'uso del vischio.

Il primo incontro dell'anno

La mattina del primo dell'anno contava chi si incontrava per primo.

Le fiaccolate sulla neve

Le fiaccolate di fine anno sono riti propiziatori con cui si saluta l'anno vecchio: le piste da sci si illuminano al tramonto e alla discesa segue quasi sempre uno spettacolo pirotecnico. Il fuoco, qui, sta in mano a chi scende; lo stesso passaggio d'anno altrove si accende con la legna dei falò o con i botti.

Le piazze

Ad Asti il Capodanno è in Piazza San Secondo: dal 30 dicembre si allestiscono gli stand gastronomici in una struttura riscaldata, con i prodotti tipici e gli spumanti; il 31 c'è lo spettacolo con musica dal vivo e balli fino a notte fonda, a mezzanotte il brindisi e il panettone per tutti, e il 1° gennaio la piazza passa ai bambini, con giochi e animazione.

A Limone Piemonte la festa in piazza ha clown, maghi, baby dance, trampolieri, mangiafuoco e dj set; a Torino molti cenoni propongono musica dal vivo e spettacoli.

Domande frequenti

Perché il bollito piemontese ha sette tagli

La preparazione tradizionale del bollito misto segue la regola del numero sette: sette tagli di carne, e sette varietà anche di frattaglie, contorni e salse, fra cui la salsa verde.

Cosa si mangia a Capodanno in Piemonte

Bagna cauda e carne cruda all'albese come antipasti, agnolotti del plin e tajarin al tartufo, bollito misto e brasato al Barolo. Il dolce è il bonet.

Che cosa sono le streine

Le streine sono i piccoli doni che in Piemonte si facevano ai bambini a Capodanno per propiziare abbondanza: frutta secca o pupazzi di pane augurali.

Che cosa significa «plin»

Plin in piemontese è il pizzicotto con cui si chiude la pasta ripiena: da lì il nome degli agnolotti del plin.

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