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Le tradizioni di Capodanno in Piemonte: riti, piatti e usanze del posto
In Piemonte il piatto del cenone di Capodanno è il bollito misto, che segue la regola del numero sette: sette tagli di carne e sette salse. A mezzanotte si mangiano le lenticchie, dodici acini d'uva nera e i datteri, e nelle campagne si accendevano grandi falò.
Ai bambini si donavano le streine, pupazzi di pane.
Il numero sette del bollito
Il bollito misto è il protagonista assoluto della tavola, e la sua preparazione tradizionale segue una regola precisa: sette sono i tagli di carne, e in sette varietà devono essere anche le frattaglie, i contorni e le salse. Fra le sette salse non può mancare la salsa verde.
Si usa la fassona, e i numeri del cenone piemontese hanno una simbologia rituale che non è casuale.
Il cenone
Si comincia dagli antipasti: la bagna cauda, che è un rito collettivo attorno alle verdure, i peperoni in bagna cauda, la carne cruda all'albese con il tartufo, il vitello tonnato e l'insalata russa.
- gli agnolotti del plin al sugo d'arrosto: plin in piemontese è il pizzicotto con cui si chiude la pasta all'uovo ripiena di verdure e carne;
- i tajarin al tartufo bianco d'Alba;
- il risotto al Barolo, e il risotto in bianco, legato al simbolo delle monete e della prosperità: il riso è una scelta molto diffusa per l'occasione;
- il brasato al Barolo, l'arrosto di vitello e il pollo alla Marengo.
Si chiude con il bonet al cioccolato e la panna cotta. In tavola vanno Barolo, Barbaresco, Nebbiolo e Arneis, e il brindisi si fa con l'Asti spumante o con l'Alta Langa metodo classico.
Le lenticchie sono un rito quasi obbligato — in Italia stanno per la ricchezza, per la forma che ricorda le monete — insieme ai dodici acini d'uva nera e ai datteri.
I falò e le streine
Nelle campagne, a Capodanno, si accendevano grandi falò per bruciare le negatività dell'anno passato. Avevano anche un significato agricolo, legato al sole, agli animali e ai campi.
Ai bambini si donavano le streine: piccoli doni per propiziare prosperità e abbondanza, che potevano essere frutta secca o pupazzi di pane augurali.
Fra i gesti della notte c'era quello di gettare i vecchi oggetti dalla finestra, per cominciare l'anno senza affanni, e quello di lasciare le finestre aperte a mezzanotte, per fare spazio ai progetti nuovi. Resta anche l'uso del vischio.
Il primo incontro dell'anno
La mattina del primo dell'anno contava chi si incontrava per primo.
- portava fortuna incontrare una persona del sesso opposto, e anche specchiarsi appena svegli;
- portavano fortuna il carro pieno di fieno, il cavallo bianco e il frate;
- era di cattivo auspicio incontrare un prete, una suora, una persona anziana o gobba.
Le fiaccolate sulla neve
Le fiaccolate di fine anno sono riti propiziatori con cui si saluta l'anno vecchio: le piste da sci si illuminano al tramonto e alla discesa segue quasi sempre uno spettacolo pirotecnico. Il fuoco, qui, sta in mano a chi scende; lo stesso passaggio d'anno altrove si accende con la legna dei falò o con i botti.
- San Giacomo di Roburent, nel Monregalese: la Fiaccolata di Capodanno si tiene ogni 31 dicembre sulle piste del Monte Alpet. Gli sciatori partono alle 18 e la camminata alle 18.15, con il vin brulè e il rito del «bruciare l'anno vecchio»;
- Sestriere: la fiaccolata dei maestri di sci parte il 30 dicembre dalla pista Clotes, con animazione musicale e fuochi d'artificio;
- Claviere: il 30 dicembre lo Ski Show con la fiaccolata, e il 3 gennaio la fiaccolata dei bambini dalla pista Maneggio, con spettacolo pirotecnico;
- Alagna, in Alto Piemonte: Alagna sotto le stelle, il 30 dicembre, con la fiaccolata dei maestri di sci, il braciere ardente e la musica fino a tarda notte. Il gruppo folcloristico locale accoglie i visitatori con le miacce e il vin brulè;
- Chamois: falò e fiaccolata il 31 dicembre;
- Prato Nevoso: la festa si accende il 31.
Le piazze
Ad Asti il Capodanno è in Piazza San Secondo: dal 30 dicembre si allestiscono gli stand gastronomici in una struttura riscaldata, con i prodotti tipici e gli spumanti; il 31 c'è lo spettacolo con musica dal vivo e balli fino a notte fonda, a mezzanotte il brindisi e il panettone per tutti, e il 1° gennaio la piazza passa ai bambini, con giochi e animazione.
A Limone Piemonte la festa in piazza ha clown, maghi, baby dance, trampolieri, mangiafuoco e dj set; a Torino molti cenoni propongono musica dal vivo e spettacoli.
Domande frequenti
Perché il bollito piemontese ha sette tagli
La preparazione tradizionale del bollito misto segue la regola del numero sette: sette tagli di carne, e sette varietà anche di frattaglie, contorni e salse, fra cui la salsa verde.
Cosa si mangia a Capodanno in Piemonte
Bagna cauda e carne cruda all'albese come antipasti, agnolotti del plin e tajarin al tartufo, bollito misto e brasato al Barolo. Il dolce è il bonet.
Che cosa sono le streine
Le streine sono i piccoli doni che in Piemonte si facevano ai bambini a Capodanno per propiziare abbondanza: frutta secca o pupazzi di pane augurali.
Che cosa significa «plin»
Plin in piemontese è il pizzicotto con cui si chiude la pasta ripiena: da lì il nome degli agnolotti del plin.