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Capodanno · Tradizioni

Le tradizioni di Capodanno in Sardegna: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Sardegna il 31 dicembre i bambini vanno di casa in casa a chiedere sa Candelaria, con una federa bianca sulle spalle. Il 1° gennaio si fa colazione con su trigu cottu, il grano cotto, augurio di prosperità e salute.

In sardo settembre si chiama ancora Cabudanni, capo dell'anno.

Sa Candelaria

La questua dell'ultimo giorno dell'anno cambia nome da zona a zona: nel Nuorese si diceva de su Candelarju, nel nord della Sardegna su Candelarzu, a Orgosolo sa Candelaria. Pedire sa candelaria vuol dire chiedere la questua, e l'offerta era destinata ai poveri e ai bisognosi.

I bambini giravano in gruppo portando le sacchittas, federe bianche sulle spalle usate come bisacce. Il rito è rimasto vivo a Orgosolo e a Benetutti.

A Orgosolo si celebra il 31 dicembre e si divide in due atti. La mattina, dalle prime ore fino a mezzogiorno, è dei bambini fra i quattro e i dodici anni, che passano per le case a raccogliere soldi, dolci e frutta; le donne preparano per loro su cocòne de sa candelaria. La notte è invece delle giovani coppie appena sposate, che salutano insieme l'anno che finisce.

I pani della questua

Nei giorni prima di fine anno si impastano i pani che si daranno ai bambini.

Nella provincia di Oristano si fa sa Tunda, un pane tondo fatto in casa che si mangia fra Natale e Capodanno.

Is Candeberis e il grano cotto

Nel Sud dell'isola e nel Sulcis il rito si chiama Is Candeberis: grandi e piccoli vanno di casa in casa e svegliano i vicini sbattendo pentole e stoviglie. Il dono al centro di tutto è su trigu cotu, il grano cotto, e l'augurio che lo accompagna è quello classico sardo: saludi e trigu, salute e grano. Negli anni di carestia, quel piatto offerto impediva di patire la fame almeno quel giorno. La tradizione resiste a Fluminimaggiore e in Campidano.

Il grano cotto si prepara il 31 dicembre, giorno di San Silvestro: i chicchi restano in ammollo almeno dodici ore, poi si bollono e riposano in una scivedda, il contenitore sardo di terracotta, che per la notte si chiude dentro un cadinu, un cesto con la paglia di grano.

Il primo dell'anno si serve a colazione: puro, oppure con latte fresco di capra o di pecora nel Sulcis-Iglesiente, o addolcito con la sapa, il mosto d'uva, nel Medio Campidano.

Cabudanni

Il Capodanno sardo, nell'antichità, non cadeva d'inverno: si celebrava a settembre, all'inizio del raccolto. In sardo il mese si chiama ancora Cabudanni, da caput anni, cioè capo dell'anno.

Il primo incontro

Il giorno dopo Capodanno contava chi si incontrava per primo, e il responso era netto.

In Barbagia, alla fine dell'anno, si praticava la lettura del futuro. In alcune zone rurali il 31 dicembre è legato a riti antichi con il fuoco, letto come purificazione e rinascita.

Il cenone

La tavola del 31 dicembre cambia fra l'interno e la costa.

Nel cenone compaiono anche lenticchie, salsiccia e pecorino. Fra i dolci ci sono le pabassinas, con mandorle, noci, uva passa, scorza di limone e miele, i gueffus e il torrone di Tonara. Fuori dall'isola la stessa notte cambia menù: il Capodanno del continente ha il cotechino, i botti e la tombola.

Domande frequenti

Che cos'è sa Candelaria

Sa Candelaria è la questua del 31 dicembre: i bambini vanno di casa in casa con una federa bianca sulle spalle a chiedere dolci, frutta e monete. Si celebra a Orgosolo e a Benetutti.

Che cos'è su trigu cottu

Su trigu cottu è il grano cotto che si prepara il 31 dicembre e si mangia a colazione il 1° gennaio, puro, con latte di capra o pecora, o con la sapa.

Perché in sardo settembre si chiama Cabudanni

Perché nell'antichità il Capodanno sardo cadeva a settembre, all'inizio del raccolto: Cabudanni viene da caput anni, capo dell'anno.

Cosa si mangia a Capodanno in Sardegna

Nell'entroterra maialetto arrosto, culurgiones e agnello in umido; sulla costa fregula con le arselle e burrida. Fra i dolci, pabassinas e torrone di Tonara.

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