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Capodanno · Tradizioni

Le tradizioni di Capodanno nel Lazio: riti, piatti e usanze del posto

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nel Lazio la cena del 31 dicembre è di solito a base di pesce, e a mezzanotte si mangiano le lenticchie — a Roma rigorosamente con le mani — e si rompono i piatti e i bicchieri vecchi. A Gaeta e a Formia la sera si canta lo sciuscio.

In alcune case si lanciano dalla finestra tre vasi di coccio pieni d'acqua.

I cocci e i tre vasi

A Roma, dopo la cena, si rompono i piatti e i bicchieri vecchi, tenuti da parte nei mesi precedenti: i cocci servono a lasciarsi il passato alle spalle.

C'è poi un'usanza più imponente: si lanciano dalla finestra tre grossi vasi di coccio pieni d'acqua, quella usata per lavare i pavimenti, insieme agli oggetti e ai panni sporchi o rotti.

Le lenticchie con le mani

Le lenticchie sono il cibo portafortuna per eccellenza: si mangiano dopo la mezzanotte, accompagnate dal cotechino o dallo zampone, e a Roma e nel Lazio vanno prese con le mani. Valgono come abbondanza e buon auspicio.

Accanto stanno gli altri gesti: l'uva, che «porta soldi tutto l'anno», le melagrane per l'abbondanza e qualcosa di rosso addosso.

Gli sciusci di Gaeta e Formia

Sui Monti Aurunci il canto di questua del 31 dicembre, in onore di San Silvestro, è il centro della serata, e la credenza locale vuole che tenga lontano il male per tutto l'anno.

Il canto si accompagna con strumenti a percussione costruiti a mano dagli esecutori, fra cui il tamburo a frizione, che è lo strumento determinante, e il suo testo unisce storia e leggenda.

A Gaeta si chiamano sciusci: si intonano l'ultimo giorno dell'anno per le piazze e le vie, in musica itinerante, e il 4 gennaio si tengono le Calanne dei Sciusci, realizzate con il contributo della Regione Lazio. A Formia, dal 30 al 31 dicembre, si fa Lo sciuscio formiano, la serenata di fine anno. Fuori dal Lazio cambia tutto: il Capodanno delle venti regioni ha un piatto e un nome diversi a ogni confine.

La tavola

Il cenone privilegia il pesce, e si scelgono i pesci considerati ricchi, per assicurarsi un anno propizio. Fra i piatti della regione compare l'anguilla del Lago di Bolsena alla Vernaccia, o 'mbriaca, che Dante cita.

Gli antipasti sono quelli della cucina romana.

Fra i primi c'è l'amatriciana, Specialità Tradizionale Garantita e simbolo di Amatrice; fra i secondi il fegato di vitello alla romana, con le cipolle, lo strutto o l'olio e il brodo. Per contorno, broccoli romaneschi e puntarelle.

I dolci

I dolci del Capodanno romano sono il pangiallo, ripieno di frutta candita, mandorle e cacao, i maritozzi con la panna e i mostaccioli. Nel Frusinate si aggiungono il panpepato di Anagni — noci, pinoli, uvetta, mandorle, nocciole, cioccolato e pepe nero — i torroncini di Alvito e gli amaretti di Guarcino, di mandorle dolci e amare.

Roma la notte del 31

A Roma il Capodanno è il Concertone del Circo Massimo, gratuito, che apre alle nove di sera; molti festeggiano nelle piazze del centro. Il 1° gennaio c'è chi assiste al messaggio e alla benedizione del Papa e chi partecipa alle messe nelle basiliche storiche.

Il Capodanno delle province

In Tuscia e in Sabina la notte di San Silvestro è legata ai presepi viventi, alle processioni e alle veglie nelle chiese. A Castro dei Volsci il 1° gennaio il paese diventa un presepe, e ad Arpino Il Buon Natale di Arpino va dall'8 dicembre al 17 gennaio.

Domande frequenti

Come si mangiano le lenticchie a Capodanno a Roma

A Roma le lenticchie si mangiano dopo la mezzanotte e rigorosamente con le mani, accompagnate dal cotechino o dallo zampone.

Che cosa sono gli sciusci di Gaeta

Gli sciusci sono i canti di questua che a Gaeta si intonano il 31 dicembre per le vie, con strumenti a percussione fatti a mano e il tamburo a frizione.

Cosa si mangia a Capodanno nel Lazio

La cena del 31 è di pesce, con antipasti di fiori di zucca fritti, carciofi alla giudia e mozzarella in carrozza. A mezzanotte, lenticchie e cotechino.

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