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Costumi di Carnevale 2027 - da Arlecchino alle idee fai da te

2 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Le maschere servono a «vestire i panni» di chi non si è, ribaltamento temporaneo di status e gioco di identità — il comune mortale può essere principe o regina — che trova la sua espressione a Venezia. Carnevale è tempo di maschere, ma non solo quelle tradizionali, con abiti definiti: da sempre le persone si travestono in tutti i modi per interpretare un ruolo diverso. È solo mediante un surrogato dell'alterità, protetto dal «riso» e dalle pratiche di decostruzione, che l'opposizione sociale e il ribaltamento di ruoli hanno luogo.

Il costume più antico che conosciamo è un elenco

È Lucio Apuleio, ne Le Metamorfosi, a regalare una dettagliatissima descrizione della festa del Navigium Isidis, e vi ritroviamo la cura per i travestimenti che venivano adottati in quell'occasione.

«Ed ecco che lentamente cominciò a sfilare la solenne processione. La aprivano alcuni riccamente travestiti secondo il voto fatto: c'era uno vestito da soldato con tanto di cinturone, un altro da cacciatore in mantellina, sandali e spiedi, un terzo, mollemente ancheggiando, tutto in ghingheri, faceva la donna: stivaletti dorati, vestito di seta, parrucca.» E ancora: c'era chi, armato di tutto punto, schinieri, scudo, elmo, spada, sembrava uscito allora da una scuola di gladiatori; e non mancava chi s'era vestito da magistrato, con i fasci e la porpora e chi con mantello, bastone, sandali, scodella di legno e una barba da caprone, faceva il filosofo, più due che portavano canne da pesca e da caccia.

L'uomo vestito da donna, e la Gnaga

È un classico, per gli uomini, vestirsi da donna. A Venezia i maschi si divertivano a impersonare la Gnaga, popolana beffarda, con abiti femminili e maschera da gatta.

Il fai da te non è un'invenzione recente

Chi non aveva soldi per un costume si bardava con pezze colorate: l'importante era camuffarsi.

Le maschere tradizionali funzionano allo stesso modo, con pochi elementi ripetuti: Arlecchino, maschera policroma e fiammante, vestito a losanghe policrome; Pulcinella, volto metà bianco e metà nero e camice bianco; gli Zanni, tunica e calzoni bicolori. E in Gallura la soluzione più economica di tutte è diventata la maschera più famosa: il domino, caratterizzato da un lenzuolo che copre interamente chi la indossa.

Da Zorro a Harry Potter: i costumi dei bambini

Termometro dell'evoluzione della cultura sono i travestimenti dei più giovani: i cowboy e Zorro, molto diffusi negli anni Sessanta, vengono rimpiazzati da Uomo Ragno, Mazinga e Harry Potter.

Prima ancora, il repertorio veniva dal teatro: l'Ottocento si ispira alla commedia dell'arte, e i più popolari sono i «joker» Arlecchino e Pulcinella con i loro lazzi.

Nei balli in costume è obbligatorio il costume d'epoca, non sono quindi consentiti abiti da sera o smoking.

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