Perché a Carnevale ci si maschera: dalla festa dei folli a oggi
A Carnevale la maschera cancella tre cose insieme: identità, appartenenza sociale e credo religioso. A Venezia, nei giorni di festa, bastava indossarla perché nessuno fosse più riconoscibile, né come persona né come classe: per questo la Serenissima dovette regolamentarla per legge già dal Duecento.
Il travestimento è molto più antico della festa.
A che cosa serviva, all'origine
Le funzioni documentate sono due, e stanno su piani diversi.
La prima è stagionale: maschere e costumi servivano a scacciare l'inverno e le tenebre, e in questa forma il travestimento risale alla preistoria. La tradizione carnevalesca lo collega anche all'antico Egitto e ai cortei mascherati in onore della dea Iside.
La seconda è sociale: costumi e maschere permettono di mettere da parte l'individualità quotidiana. Da qui derivano i tratti che il Carnevale ha ovunque — satira sociale, costumi grotteschi, capovolgimento delle norme — e che i Saturnali romani praticavano già.
La festa dei folli
Fra il XII e il XVII secolo, in molte città della Francia settentrionale, il clero stesso organizzava una festa mascherata nei giorni fra il 26 dicembre e il 1° gennaio: il festum fatuorum, la festa dei folli.
Il meccanismo era il rovesciamento delle gerarchie dentro la Chiesa. Un giovane chierico veniva eletto «vescovo dei folli» e occupava il seggio episcopale con gli ornamenti pontificali. Attorno a lui, diaconi, sacerdoti e chierichetti prendevano parte a una celebrazione fatta di eccessi di cibo e bevande, canti e danze, e soprattutto parodie del potere: si potevano deridere i propri superiori, i vescovi, perfino il papa.
La Chiesa cercò a lungo di limitarla. Il Concilio di Basilea intervenne nel 1431 e di nuovo nel 1435 per ridurre parodie e abusi, e il divieto fu confermato il 31 dicembre 1519, con l'obbligo per le autorità religiose e civili di non tollerare più quelle celebrazioni.
Venezia: le date della maschera
A Venezia il travestimento era «la vera essenza del Carnevale», e la sua storia documentata comincia prima di quella della festa.
- 1268. La più antica legge: vietava agli uomini mascherati — i mattaccini — il gioco delle «ova», cioè il lancio di uova riempite di acqua di rose contro le dame nelle calli.
- 1271. Le prime notizie sulla produzione di maschere, con scuole e tecniche: si lavoravano argilla, gesso e garza.
- 1296. Il Carnevale diventa festa pubblica, con maschere e travestimenti come elementi caratterizzanti.
- I decreti del Consiglio dei Dieci limitarono l'uso della maschera ai soli giorni di Carnevale e alle feste ufficiali, per contenere quello che veniva letto come decadimento morale.
I festeggiamenti arrivarono a durare sei settimane a partire dal 26 dicembre, e attorno ad essi crebbe un commercio stabile di maschere e costumi.
Il repertorio veneziano
- La bauta. Il travestimento più diffuso dal Settecento: maschera bianca — la larva — tricorno nero e tabarro, il mantello scuro avvolgente. Garantiva l'anonimato completo.
- La moretta. Riservata alle donne: una maschera ovale di velluto nero, tenuta sul volto da un bottone stretto fra i denti, che imponeva il silenzio a chi la indossava.
- La gnaga. Il travestimento da donna per gli uomini, con maschera a gatto, che sovvertiva i ruoli di genere per qualche giorno.
Firenze: le mascherate dei Medici
Nel XV e XVI secolo a Firenze i Medici organizzavano mascherate su carri chiamate trionfi, accompagnate dai canti carnascialeschi. È il passaggio in cui il travestimento diventa spettacolo organizzato dal potere, invece che parodia del potere.
Dalla piazza al teatro
Dal 1500 il teatro cessò di essere elitario, e nacquero maschere con caratteri e costumi fissi: Arlecchino, Pulcinella, Colombina — quest'ultima originaria di Venezia. Le maschere, però, sono soltanto una parte di quello che succede in quei giorni: il Carnevale oltre il costume ha le sue ricette e le sue tradizioni.
La storia di Arlecchino mostra bene il percorso. Nel XII secolo il nome indicava un demone ctonio, sotterraneo; la maschera affonda le radici nell'antica ritualità agricola e prende forma con la Commedia dell'Arte, con una carriera teatrale avviata verso la metà del XVI secolo. Anche il costume è cambiato: all'inizio era una lunga tunica bianca con qualche toppa, e solo negli anni successivi divenne il vestito coloratissimo che tutti conoscono.
Le maschere del territorio
Accanto a quelle teatrali sopravvivono maschere legate a tradizioni arcaiche, spesso in legno.
Sulle Dolomiti — fra Trentino, Alto Adige, Bellunese e Friuli — compaiono maschere lignee e costumi antichi, e alcune figure indossano vesti semplici con campanacci rumorosi. Il Matazìn di Comelico Superiore, il cui nome deriva da «Mattacino», veste di blu, rosso e verde con pantaloni a sbuffo; a Sappada le maschere tipiche sono Rollate, Paurn, Pettlar e Hearn.
In Toscana le più note sono Stenterello, unica maschera tradizionale di Firenze, ideata da Luigi del Buono, con zimarra azzurra e blu, panciotto giallo e tricorno; Burlamacco, maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, con la tuta bianca a scacchi rossi e il volto da pagliaccio; e poi Ondina e Re Giocondo.
Domande frequenti
Perché a Carnevale ci si maschera?
Perché la maschera cancella identità, classe sociale e appartenenza religiosa, permettendo di mettere da parte l'individualità quotidiana. Nelle sue forme più antiche serviva anche a scacciare l'inverno e le tenebre.
Che cos'era la festa dei folli?
Una festa mascherata organizzata dal clero fra il XII e il XVII secolo, nei giorni fra il 26 dicembre e il 1° gennaio: un giovane chierico veniva eletto «vescovo dei folli» e si parodiavano le gerarchie ecclesiastiche. Il Concilio di Basilea la limitò nel 1431 e nel 1435, e il divieto fu confermato nel 1519.
Da quando si usano le maschere a Venezia?
La prima legge che le riguarda è del 1268; dal 1271 ci sono notizie di scuole e tecniche di produzione, con argilla, gesso e garza.
Che cos'è la bauta?
Il travestimento veneziano più comune dal Settecento: maschera bianca detta larva, tricorno nero e tabarro. Garantiva l'anonimato completo.