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Il costume di Carnevale dei bambini: come è cambiato dal dopoguerra

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il costume di Carnevale dei bambini ha attraversato tre fasi: nel dopoguerra era il personaggio dei fumetti cucito in casa dalla mamma, dagli anni Sessanta il vestito comprato o noleggiato, oggi sempre più spesso un travestimento montato con capi di abbigliamento normali.

A cambiare non è stato solo il modo di procurarselo.

Le sfilate del dopoguerra

A Firenze, nel primo e nel secondo dopoguerra, i bambini sfilavano con le mascherine lungo i Lungarni della Zecca, Corsini e Vespucci, accompagnati da coriandoli e stelle filanti.

Non erano i grandi corsi mascherati: quelli, con i carri allegorici, erano già in disuso in città e si erano spostati quasi del tutto a Viareggio, dove nel 1921 si era svolta la prima grandiosa sfilata del dopoguerra. Quello dei bambini era un Carnevale di strada, minuto e domestico.

Ogni bambino vestiva il personaggio preferito, preso dai fumetti, dalla storia o dalle fiabe: l'immaginario del momento, non un repertorio fisso.

I costumi dei maschi

I costumi delle bambine

Il repertorio femminile era fiabesco e bucolico: principesse con la corona, fatine con la bacchetta magica, contadinelle con l'ampia gonna e il cestino dei fiori, Biancaneve, la Dama del Settecento.

Sciacca, anni Cinquanta: la Burgisa

Il caso siciliano mostra come il costume potesse essere locale invece che di fantasia. A Sciacca, negli anni Cinquanta, il travestimento più diffuso fra le bambine era la «Burgisa», l'abito delle feste delle contadine locali.

Era un costume complesso, e si faceva in casa:

Ai maschi toccava il corrispettivo, «Lu burgisi». In quegli anni, si racconta, avere una mamma sarta non era raro — ed era la condizione che rendeva possibili costumi del genere. La festa non aveva carri: era fatta di esibizioni spontanee delle maschere per le strade e in piazza. In una fotografia del 1951 compare una «reginella».

Dal fatto in casa al comprato

Fino agli anni Sessanta si indossavano i classici costumi in maschera, acquistati o noleggiati: il vestito diventa un prodotto, e il repertorio si standardizza.

Accanto ai personaggi dell'attualità restano quelli della tradizione teatrale. Dalla metà del Cinquecento le maschere della Commedia dell'Arte erano entrate nel Carnevale e si erano trasformate in costumi tipici: Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Pantalone sono ancora oggi fra i travestimenti più venduti per i bambini.

Un caso a parte: gli Abbà di Ivrea

Al Carnevale di Ivrea i bambini hanno un ruolo istituzionale: gli Abbà impersonano i Priori delle parrocchie cittadine, e i loro costumi hanno una storia documentata.

Il costume di oggi

La tendenza recente inverte il percorso: invece di comprare un vestito completo, si costruisce il travestimento partendo da capi di abbigliamento normali, quelli che il bambino ha già nell'armadio.

Il mercato dei costumi confezionati resta grande e si è specializzato: le confezioni per bambini comprendono oggi non solo l'abito ma mantelli, copricapi, cinture, bracciali, scettri, colletti, copri stinchi, gomitiere e ginocchiere, fino alla pancia in gommapiuma con baffi e guanti o alla mezza maschera. Anche gli anni Cinquanta sono diventati un tema da comprare: gonne a balze, foulard per i capelli, look pin-up e alla Elvis Presley. Il costume comprato resta però un travestimento: nei carnevali storici si sfila in abito d'epoca, e a fare la differenza sono il tessuto e la fattura, dal broccato al velluto.

Domande frequenti

Da che cosa erano ispirati i costumi dei bambini nel dopoguerra?

Da fumetti, storia e fiabe: Zorro con mantello e spada, il Piccolo sceriffo con la pistola a fulminante, Toro Seduto con arco e frecce, Ali Babà con turbante; per le bambine principesse, fatine, contadinelle e Biancaneve.

Quando si è passati ai costumi comprati?

Fino agli anni Sessanta si usavano i costumi in maschera acquistati o noleggiati, che sostituirono progressivamente quelli cuciti in casa.

Che cos'è la Burgisa?

Il costume più diffuso fra le bambine di Sciacca negli anni Cinquanta: corpetto e gonna in raso, collettone e grembiulino di pizzo, mantellina azzurra, cuffietta nera con nastri e le collane di corallo di Sciacca.

Chi sono gli Abbà del Carnevale di Ivrea?

Bambini che impersonano i Priori delle parrocchie cittadine. I loro costumi furono rifatti nel 1969 su disegni di Mario Piatti, sostituiti nel 2015 e di nuovo nel 2020.

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