Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Carnevale » Ricette

Carnevale · Ricette

Come si chiamano le chiacchiere nelle regioni italiane: bugie, frappe, cenci e gli altri

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Lo stesso dolce fritto di Carnevale ha in Italia almeno venti nomi diversi: chiacchiere, bugie, frappe, cenci, crostoli, galani, lattughe, sfrappole, cioffe, guanti, maraviglias. L'Accademia della Crusca ne ha tracciato la mappa regionale, ed è il punto di riferimento più solido.

Il nome più diffuso resta «chiacchiere».

La mappa dell'Accademia della Crusca

nomedove si usa
bugieLiguria, Piemonte, Valle d'Aosta
chiacchiereBasilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia
crostoliTrentino, Friuli, Veneto
frappeEmilia-Romagna, Lazio, Marche, Umbria, Toscana
cenciToscana

Alla mappa principale la Crusca aggiunge quattro denominazioni locali più circoscritte: i bastoncelli toscani, le rosachitarre molisane, le stelle filanti campane e le fregnacce dell'Aquila.

Nord-ovest

In Piemonte e Liguria il nome tradizionale è bugie, ma il Piemonte da solo ne conta almeno altri tre:

In Valle d'Aosta si chiamano merveilles. In Lombardia convivono più nomi: a Milano restano chiacchiere, mentre nelle province di Mantova e Brescia si dice lattughe; in alcune zone circolano anche le bugie.

Nord-est

In Trentino, Veneto e Friuli il nome è crostoli, con le varianti dialettali grostoli e grostoi.

Il Veneto però si divide: nella fascia fra Verona, Padova e Venezia — il Veneto centrale e veneziano — il nome tradizionale è galani, e in alcune zone si sente anche sossòle.

Emilia-Romagna

È la regione con la maggiore varietà interna:

Centro

A Roma e nel Lazio in generale sono frappe, e con lo stesso nome si trovano in Umbria.

Nelle Marche diventano sfrappe, e a Pesaro si chiamano cresciole.

La Toscana è la regione dei cenci, ma non solo: compaiono anche donzelle, bastoncelli, fazzoletti e, in Maremma, strufoli. Fra Toscana e Umbria si sente anche fregnacce — nome che all'Aquila indica lo stesso dolce.

Sud e isole

I nomi che si somigliano

Alcune denominazioni, pur lontanissime geograficamente, appartengono alla stessa famiglia di forme:

Altre descrivono un oggetto: fiocchi, fazzoletti, cenci, lattughe, guanti, nastri.

Una ricetta sola

Sotto tutti questi nomi c'è la stessa preparazione, che nella versione toscana dei cenci si riduce a pochi passaggi.

L'impasto è fatto di farina, zucchero, sale, uova intere e due cucchiai di vino; una ricetta di chiacchiere indica 500 grammi di farina 00 e 60 grammi di zucchero come base per una teglia abbondante. Si lascia riposare circa trenta minuti, poi si stende la sfoglia sottile e si taglia con il coltello nella forma desiderata — ed è qui che nascono le differenze fra strisce, nastri, fiocchi e rombi.

La frittura è rapida: olio caldo — d'oliva nella versione toscana — e si tolgono appena diventano dorate. Le frappe romane si friggono a 180 °C per circa tre minuti. Poi carta assorbente, e una spolverata abbondante di zucchero: semolato o a velo.

Domande frequenti

Come si chiamano le chiacchiere nelle varie regioni?

Bugie in Liguria, Piemonte e Valle d'Aosta; crostoli in Trentino, Friuli e Veneto; frappe in Lazio, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna; cenci in Toscana; chiacchiere in Lombardia, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Qual è il nome più diffuso?

«Chiacchiere», usato in molte regioni del Nord e del Centro-Sud, da Milano fino alla Sicilia.

Come si chiamano in Veneto?

Crostoli nella maggior parte della regione, ma galani nella fascia fra Verona, Padova e Venezia. In alcune zone si sente anche sossòle.

Perché ci sono tanti nomi diversi?

Perché il dolce è antico e diffuso ovunque, e ogni area lo ha battezzato per conto proprio. Alcuni nomi sono imparentati fra loro — merveilles e maraviglias, frappe e sfrappole, crostoli e grostoi — altri richiamano un oggetto: fiocchi, fazzoletti, cenci, guanti, lattughe.

Da leggere