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Carnevale: che cos'è, quando cade e perché si festeggia
Il Carnevale è la festa che precede la Quaresima: una festa mobile, senza data fissa, perché dipende dal giorno di Pasqua. Il suo tempo comincia la prima domenica delle nove che precedono quella di Pasqua e si chiude con il martedì grasso, l'ultimo banchetto prima dell'astinenza.
Nel XIII secolo la festa entra formalmente nel calendario cristiano.
Perché si festeggia: l'ordine rovesciato
Il nucleo della festa è il rovesciamento temporaneo dell'ordine. Nelle celebrazioni antiche da cui discende — le Dionisie greche, i Saturnali romani — gli obblighi sociali e le gerarchie si scioglievano per un tempo determinato, e al loro posto subentravano lo scherzo, il gioco e la dissolutezza.
La maschera è lo strumento di quel rovesciamento: rende irriconoscibili il ricco e il povero, e per la durata della festa cancella le differenze sociali. La stessa funzione di liberazione riguarda i ruoli politici, di genere e naturali, tutti provvisoriamente invertiti.
Il caos prende il posto dell'ordine costituito, ma per un periodo delimitato: è un rinnovamento a scadenza, non una rivolta.
Da dove viene
Le radici sono più antiche del cristianesimo, e stanno in tre aree.
- Mesopotamia. Oltre quattromila anni fa si tenevano le Sacées, giochi di travestimenti per celebrare la fecondità della terra.
- Egitto. I festeggiamenti in onore della dea Iside prevedevano cortei di gruppi mascherati: è a questa festa che si fa risalire il travestimento.
- Grecia e Roma. Le feste in onore di Dioniso e i Saturnali dedicati a Saturno, collegati a riti di purificazione e di rottura. La tradizione sarebbe passata dai Greci ai Romani, e da lì al Medioevo europeo.
C'è poi una spiegazione che prescinde dai culti: il Carnevale come festa del passaggio dall'inverno alla primavera, nata in corrispondenza del ciclo delle stagioni e delle usanze contro il rigore invernale.
Il nome
Le ipotesi etimologiche sono quattro, e la più accreditata è carnem levare, «eliminare la carne»: l'espressione indicava il banchetto dell'ultimo giorno, il martedì grasso, subito prima della Quaresima. Le varianti carne levamen e carnualia girano attorno alla stessa idea, mentre una quarta ipotesi porta altrove: carrus navalis, il «carro navale», la nave sacra portata in processione su un carro.
In siciliano la ricorrenza è detta Carnalivari o Carnaluvari.
L'ingresso nel calendario cristiano
Nel XIII secolo il Carnevale viene inserito formalmente nel calendario della Chiesa, incastrato nello spazio che precede la Quaresima.
Il prezzo dell'ufficialità fu la trasformazione: la festa continuò a essere celebrata, ma perse il suo contenuto rituale e di culto, conservando la struttura — l'eccesso prima della privazione — e perdendo la religione che le dava un senso.
Le date documentate: Venezia
È la città che offre la sequenza più ricca di documenti.
- 1094. Il vocabolo «carnevale» compare per la prima volta in un documento del doge Vitale Falier, che concedeva il diritto di partecipare alla festa nei giorni precedenti la Quaresima. Il decreto cita le festività pubbliche come una tradizione già consolidata, ed è dello stesso anno del ritrovamento del corpo di San Marco.
- 1162. Il Senato decreta festeggiamenti in Piazza San Marco per la vittoria su Aquileia, con la macellazione di un toro e di dodici maiali.
- 1296. Un editto del Senato dichiara festivo il giorno precedente la Quaresima: è l'atto che ufficializza il Carnevale come festa pubblica.
- XIV secolo. Si sviluppa un Carnevale propriamente veneziano, con la comparsa del Giovedì grasso dopo la Guerra di Chioggia. La vecchia festa delle tre Marie, celebrata dal 1143, viene soppressa nel 1379.
- Settecento. L'apice: il Carnevale durava dal 26 dicembre al Martedì Grasso e attirava visitatori da tutta Europa.
- 1797. Napoleone lo sopprime. Riprenderà solo nel 1979.
A Venezia il primo giorno è fissato dalle prescrizioni ecclesiastiche, e può variare dal 1° gennaio alla Candelora. Sapere quando comincia non dice che cosa si fa in quei giorni: il Carnevale di oggi sta nei costumi e nei dolci più che negli editti.
Le date documentate: Ivrea
Le prime testimonianze scritte del Carnevale di Ivrea risalgono al 1246 e al 1325. Il documento più antico è un contratto del 6 dicembre 1246, che contiene la formula latina ad carnis leuamen proximun — la stessa espressione da cui viene il nome della festa.
Nel 1433 la Credenza del Comune dovette intervenire per limitare i problemi di ordine pubblico legati alle mascherate: il rovesciamento dell'ordine, evidentemente, funzionava anche troppo bene.
Quando cade e come si festeggia
Il Carnevale non ha una data fissa perché dipende da Pasqua, e cade fra febbraio e marzo. In Italia il giorno principale è tradizionalmente il Martedì Grasso, che chiude il periodo.
I festeggiamenti sono pubblici per definizione: parate, giochi di strada, intrattenimenti in piazza. A Venezia, nei secoli d'oro, veneziani e forestieri si riversavano in città per musiche e balli — e la festa era stata istituita anche per questo, per concedere alla popolazione un tempo dedicato al divertimento.
Domande frequenti
Che cos'è il Carnevale?
La festa che precede la Quaresima, nata dal rovesciamento temporaneo dell'ordine sociale: con la maschera le differenze fra ricco e povero si annullano per la durata della festa.
Quando cade il Carnevale?
Non ha data fissa: dipende da Pasqua e cade fra febbraio e marzo. Comincia la prima domenica delle nove che precedono la Pasqua e si chiude con il martedì grasso.
Perché si chiama Carnevale?
Dall'espressione latina carnem levare, «eliminare la carne», che indicava il banchetto del martedì grasso prima dell'astinenza quaresimale. Altre ipotesi propongono carne levamen, carnualia e carrus navalis.
Da quando si festeggia in Italia?
Il vocabolo compare a Venezia in un documento del doge Vitale Falier del 1094; l'editto che rende la festa pubblica è del 1296. A Ivrea le prime testimonianze scritte sono del 1246.