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Perché il Carnevale finisce con la Quaresima: la festa non esiste senza il digiuno
Il Carnevale finisce con la Quaresima perché è la Quaresima a dargli forma: la festa nasce come vigilia del digiuno, e il suo nome — carnem levare, «togliere la carne» — nomina il banchetto dell'ultimo giorno prima dell'astinenza. Il Martedì grasso è l'ultimo giorno in cui si può mangiare carne.
Senza i quaranta giorni che seguono, la festa non avrebbe confini.
Il digiuno viene prima della festa
La sequenza storica è l'opposto di quella che si immagina: prima si è formata la Quaresima, poi il tempo di festa che la precede.
- IV secolo. La Chiesa aveva una sola settimana di digiuno prima di Pasqua.
- V secolo. Dalla prassi penitenziale nasce la quadragesima: i peccatori venivano iscritti alla penitenza pubblica quaranta giorni prima di Pasqua, e da quel conteggio si formò il periodo.
- Nel rito romano. In origine la Quaresima cominciava ovunque di domenica. I giorni dal Mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva vennero aggiunti dopo, per portare a quaranta i giorni effettivi di digiuno: le domeniche non erano considerate giorni di penitenza, e la data fu spostata al mercoledì proprio perché di domenica non si celebravano riti penitenziali.
Il numero quaranta non è arbitrario: richiama i quaranta giorni di Gesù nel deserto dopo il battesimo nel Giordano.
Che cosa vietava il digiuno
Nella Quaresima medievale erano vietati quasi tutti i prodotti animali, con l'eccezione del pesce. Per quaranta giorni la dieta era, di fatto, priva di carne, uova e latticini.
Da qui la funzione pratica del Carnevale: serviva a consumare le scorte alimentari prima che diventassero inutilizzabili. Nei giorni che precedevano le Ceneri si mangiavano cibi ricchi e si beveva, in una grande celebrazione comunitaria, perché nel periodo successivo tutto quello sarebbe stato proibito. Come si passano le settimane di Carnevale lo raccontano i costumi e i dolci.
Il confine è netto e cade sempre nello stesso punto: dopo il Martedì grasso comincia il periodo «di magro».
I nomi dicono la stessa cosa
Il legame è scritto dentro il vocabolario della festa, in tutte le lingue:
- Carnevale, dal latino carnem levare, «eliminare la carne». In spagnolo carnaval è spiegato con la stessa formula, quitar la carne.
- Fastnacht, il nome tedesco, significa «vigilia del digiuno»: l'ultima notte prima della Quaresima.
- Mardi Gras, il martedì «grasso», cioè di abbondanza, prima della stagione quaresimale.
- Shrove Tuesday in area anglosassone, dentro una sequenza — Quinquagesima, Shrove Sunday, Shrove Monday — che è già un conto alla rovescia.
Circola anche una spiegazione popolare, carne vale, «addio alla carne», nata dall'influenza del saluto latino vale: non è l'etimologia corretta, ma descrive bene la funzione.
Le radici pagane e l'adattamento della Chiesa
I caratteri della festa sono più antichi del cristianesimo. Gli storici li fanno risalire a celebrazioni sumeriche, egiziane, greche e romane: i Saturnali in onore di Saturno, i riti dionisiaci — arrivati a Roma nel II secolo a.C. — e le feste in maschera per la dea Iside, di cui Apuleio è testimone nelle Metamorfosi. Bacco, dio del vino e dell'ebbrezza, presiedeva allo stesso genere di eccesso.
Da quelle feste vengono lo scioglimento temporaneo degli obblighi sociali, il rovesciamento dell'ordine, lo scherzo e la dissolutezza.
Nel Medioevo la Chiesa adattò tutto questo al proprio calendario, e il Carnevale divenne l'anticamera della Quaresima: la stessa licenza di prima, ma incastrata in un tempo delimitato e con una scadenza fissa.
Come si calcolano le date
Tutto discende da un'unica data. La Pasqua cade la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera; fissata quella, si ricavano all'indietro la Quaresima e, prima ancora, il Carnevale.
È il motivo per cui il Carnevale non ha una data propria: la sua posizione nel calendario è calcolata a partire dal digiuno che lo segue.
Il rovescio devozionale
Nello stesso periodo carnascialesco esisteva una pratica di segno contrario. Si celebravano le Quarantore, una preghiera di adorazione davanti all'Ostia consacrata, esposta in chiesa per due giorni consecutivi, come riparazione dei peccati commessi nella festa.
A Milano una leggenda lega il Carnevale ambrosiano al ritorno in città di sant'Ambrogio, e ai primi riti della Quaresima: anche il racconto d'origine del rito locale passa dal digiuno.
Domande frequenti
Perché il Carnevale finisce con la Quaresima?
Perché è nato come vigilia del digiuno: il suo nome indica il banchetto dell'ultimo giorno prima dell'astinenza, e il Martedì grasso è l'ultimo giorno in cui si può mangiare carne. Dal Mercoledì delle Ceneri comincia il periodo di magro.
Perché la Quaresima dura quaranta giorni?
Richiama i quaranta giorni di Gesù nel deserto dopo il battesimo nel Giordano. Il conteggio nasce dalla prassi penitenziale del V secolo, quando i peccatori venivano iscritti alla penitenza pubblica quaranta giorni prima di Pasqua.
Perché la Quaresima comincia di mercoledì?
Perché le domeniche non erano considerate giorni di digiuno. I giorni dal Mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva furono aggiunti nel rito romano per portare a quaranta i giorni effettivi di penitenza.
Che cosa non si poteva mangiare in Quaresima?
Nella Quaresima medievale erano vietati quasi tutti i prodotti animali, tranne il pesce. Per questo il Carnevale serviva a consumare le scorte prima del digiuno.