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Da dove vengono le stelle filanti: quel poco che è documentato
Delle stelle filanti si sa poco con certezza: l'attribuzione italiana le assegna a Enrico Mangili fra il 1875 e il 1876, ispirate ai nastri di carta dei telegrafi Morse, ma altre due nazioni rivendicano l'invenzione, e nessuna delle tre storie ha prove documentarie forti.
Le date certe riguardano il loro divieto, non la loro nascita.
Che cosa sono
Una stella filante è una striscia di carta colorata arrotolata su sé stessa, che si lancia in aria perché si srotoli in volo. Nelle versioni più piccole si soffia dentro un tubicino, e il nastro esce da solo.
L'uso è quasi tutto carnevalesco, di solito insieme ai coriandoli, ma compare in ogni occasione di festa.
Il gesto è documentato molto prima dell'oggetto
Quello che si può datare con sicurezza non è l'invenzione del nastro, ma l'abitudine di lanciare qualcosa alle parate.
A Milano il lancio di oggetti durante le parate è documentato dal XIV secolo. I nobili gettavano caramelle e fiori; le dame lanciavano gusci d'uovo riempiti di essenze e profumi. L'usanza scomparve per circa un secolo, e riemerse nel Settecento con i piccoli dolci — soprattutto semi di coriandolo ricoperti di zucchero, che alla lingua italiana hanno lasciato il nome dei coriandoli.
Il nastro di carta arriva alla fine di questa storia, non all'inizio.
L'attribuzione italiana: Mangili, 1875-1876
Enrico Mangili, ingegnere di Crescenzago — allora un comune a sé, non ancora quartiere di Milano — passò alla storia come inventore dei coriandoli di carta e delle stelle filanti.
Per i coriandoli l'origine è chiara: i cerchietti di scarto delle carte traforate usate come lettiera negli allevamenti di bachi da seta, numerosissimi in Lombardia. Per le stelle filanti la strada è diversa: Mangili si ispirò alle striscioline di carta dei telegrafi, i nastri su cui la trasmissione Morse veniva registrata.
L'aggancio è plausibile, e colloca l'idea nello stesso biennio dei coriandoli. Resta però un racconto di attribuzione, non un brevetto.
Le altre rivendicazioni
Altre due paternità sono rivendicate fuori d'Italia, entrambe per via aneddotica.
- Germania, anni 1880. L'invenzione viene ricondotta a Paul Demuth.
- New York, 28 ottobre 1886. Durante la ticker-tape parade improvvisata per l'inaugurazione della Statua della Libertà, dagli edifici vennero lanciati i nastri di carta delle telescriventi. È lo stesso materiale a cui si sarebbe ispirato Mangili, usato però in una parata reale e con una data precisa.
L'unica cronologia certa: Parigi
La sequenza meglio documentata riguarda la Francia, e comincia con un'imitazione.
- 1892. A Parigi un impiegato del telegrafo riprende l'idea dei nastri di carta.
- 1891-1914. Il Carnevale di Parigi vede un uso massiccio di coriandoli e serpentini: sono gli anni della loro massima diffusione.
- I serpentini parigini arrivavano a essere lunghi fino a duecento metri.
- Il divieto. La prefettura di polizia di Parigi li vietò perché infiammabili e pericolosi, e nel 1929 l'interdizione fu estesa alle fiere.
È una storia più solida delle tre rivendicazioni d'origine, perché lascia dietro di sé atti amministrativi.
Le origini remote
Due tradizioni vengono spesso citate come antenate, e vanno distinte dal resto.
I Lupercali romani. Durante quella festa i Luperci lanciavano strisce di pelle caprina sulle matrone, che interpretavano il gesto come auspicio di fecondità. La somiglianza è formale — una striscia lanciata addosso a qualcuno — e non esiste alcuna catena documentaria che colleghi quelle strisce di pelle ai nastri di carta.
Le stelle cadenti. Un'interpretazione romantica fa derivare il nome dall'immagine della scia luminosa. È una spiegazione del nome, non dell'oggetto.
Che cosa si può concludere
Delle stelle filanti si conosce il materiale di partenza, non l'inventore: i nastri di carta dei telegrafi compaiono in tre luoghi diversi nello stesso quindicennio — Milano attorno al 1875, la Germania negli anni Ottanta, New York nel 1886.
È possibile che l'idea sia venuta a più persone insieme, per la ragione più semplice: negli uffici telegrafici di mezzo mondo, in quegli anni, avanzavano chilometri di nastro colorato e leggero.
Domande frequenti
Chi ha inventato le stelle filanti?
L'attribuzione italiana indica Enrico Mangili, fra il 1875 e il 1876, ispirato ai nastri dei telegrafi Morse. La stessa invenzione è però rivendicata in Germania — Paul Demuth, anni 1880 — e a New York, dove il 28 ottobre 1886 i nastri delle telescriventi vennero lanciati per l'inaugurazione della Statua della Libertà.
Che cosa sono esattamente?
Strisce di carta colorata arrotolate su sé stesse, che si lanciano in aria o si soffiano attraverso un tubicino perché si srotolino.
È vero che vengono dai Romani?
Nei Lupercali i Luperci lanciavano strisce di pelle caprina sulle matrone come auspicio di fecondità: la somiglianza è nel gesto, ma nessun documento collega quel rito ai nastri di carta dell'Ottocento.
Perché a Parigi furono vietate?
Perché i serpentini, lunghi fino a duecento metri, erano infiammabili e pericolosi. La prefettura di polizia li proibì, e nel 1929 il divieto fu esteso alle fiere.