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Le tradizioni del Carnevale in Lombardia: riti, piatti e usanze del posto
A Milano il Carnevale finisce dopo che altrove è già cominciata la Quaresima: nel rito ambrosiano si arriva fino al Sabato Grasso, perché la Quaresima comincia la domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri. A Bagolino, intanto, si ballano ventiquattro danze.
A Bormio si elegge il Podestà dei Matti.
Il Carnevale ambrosiano
Il Carnevale ambrosiano prosegue fino al Sabato Grasso: nel rito ambrosiano, infatti, la Quaresima non comincia dal Mercoledì delle Ceneri, ma dalla domenica successiva.
Si celebra in tutta l'arcidiocesi di Milano, che comprende province e zone di Monza, Lecco, Varese, Como e Bergamo. La tradizione è attribuita a Sant'Ambrogio: la leggenda lo colloca in un lungo pellegrinaggio a Roma, nel 300 d.C.
Il Carnevale Bagosso
A Bagolino ci sono due carnevali distinti e contemporanei: quello delle danze e quello delle maschere. È il Carnevale Bagosso, nato nel XVI secolo in un paese isolato geograficamente, che ha sviluppato una tradizione secolare conosciuta oltre i confini regionali.
Un documento comunale del 1518 cita la Compagnia di Laveno, che il Comune dispose di ricompensare con formaggio di Bagolino.
I Balarì e i Sonadur
Il Carnevale dei Balarì — i ballerini — comincia il lunedì mattina con la messa: alle sei e mezza nella chiesa parrocchiale di San Giorgio, e nella chiesa di San Giuseppe a Ponte Caffaro.
In quel frangente i Balarì sono gli unici a volto scoperto. Il primo ballo, sul sagrato, è in onore del parroco, che per tradizione offre loro una bevuta a base di brodo di gallo.
Sono più di centoventi, divisi in due compagnie, e sfilano fra le contrade Cavrìl e Osnà insieme ai Sonadur, i suonatori: il giro percorre le vie del paese e di Ponte Caffaro, con un itinerario che cambia ogni anno.
Le danze sono ventiquattro. L'ultima è l'Ariosa, che si balla in cerchio e non su due file. A tenere l'ordine attorno ai ballerini c'è il Paiasso.
I Maschér
L'altro Carnevale di Bagolino è più libero e più arcaico: quello dei Maschér, travestiti da vecchio e vecchia, che annunciano la festa con le sfilate dal 5 gennaio. Bagolino non è l'unico paese con un rito suo: gli altri carnevali di paese hanno balli, nomi e calendari propri.
Si muovono disordinatamente tra la folla, fanno scherzi mantenendo l'identità nascosta, e il loro repertorio comprende le «palpate» apotropaiche. Le maschere grottesche o paurose portano gli zoccoli di legno, come le figure del Ceviòl e della Guenel.
Si beve vino con pane e formaggio Bagòss. Il Carnevale celebra soprattutto il lunedì e il martedì.
Il Gagèt di Crema
Il Gran Carnevale Cremasco è considerato il più importante della Lombardia e dura da cinque secoli: le prime notizie certe sono del XV secolo, dai tempi della dominazione veneziana, e si celebra nelle ultime tre domeniche del periodo.
La maschera è al Gagèt co 'l so uchèt, cioè il contadino con la sua oca: nacque nel 1955, da un concorso, ed è diventata il simbolo della città e il carro di apertura di ogni sfilata.
I dolci sono i chisulì — con limone, lievito di birra, mela e strutto, serviti con lo zucchero a velo dopo la frittura —, le frèciule e le castagnòle.
Il Podestà dei Matti
A Bormio il Carnevale prevede l'elezione del Podestà dei Matti, il giorno di Sant'Antonio Abate.
Carlisepp e Truciolo
A Schignano, in provincia di Como, il Carnevale culmina con il rogo del fantoccio Carlisepp: le maschere del paese sono fatte di radica di noce e si tramandano di generazione in generazione.
A Cantù il Carnevale Canturino è noto per i carri allegorici più grandi della Lombardia: sculture ambulanti di cartapesta che arrivano fino a quindici metri. La maschera simbolo è Truciolo, che rievoca la maestria artigiana canturina nella lavorazione del legno.
Domande frequenti
Perché a Milano il Carnevale finisce dopo
Perché nel rito ambrosiano la Quaresima non comincia dal Mercoledì delle Ceneri ma dalla domenica successiva: il Carnevale prosegue fino al Sabato Grasso.
Che cos'è il Carnevale Bagosso
È il Carnevale di Bagolino, nato nel XVI secolo: due feste contemporanee, quella dei Balarì con le ventiquattro danze e quella più arcaica dei Maschér.
Chi è al Gagèt co 'l so uchèt
È la maschera di Crema, il contadino con la sua oca: nacque nel 1955 da un concorso ed è il carro di apertura di ogni sfilata.
Che cos'è il rogo di Carlisepp
È il fantoccio che chiude il Carnevale di Schignano, in provincia di Como, dove le maschere si fanno in radica di noce.