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Carnevale · Tradizioni

Le tradizioni del Carnevale in Sardegna: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Sardegna il Carnevale si chiama carrasecare, parola che viene spiegata come «carne viva da smembrare». Comincia il 17 gennaio, con i fuochi di Sant'Antonio Abate: a Mamoiada, quel giorno, i dodici Mamuthones fanno la loro prima uscita ufficiale dell'anno.

Il martedì grasso si bruciano i feticci.

Il carrasecare

Il Carnevale sardo è chiamato carrasecare, parola che viene spiegata come «carne viva da smembrare», e le sue origini si collegano ai rituali agrari romani fra l'inverno e la primavera.

Comincia con i fuochi di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio: in diversi paesi quel giorno si assiste alla prima uscita delle maschere tradizionali. I festeggiamenti si concentrano poi fra il giovedì e il martedì grasso, e finiscono il mercoledì delle Ceneri.

Il martedì grasso si bruciano i feticci, come capro espiatorio. La processione mascherata a ritmo di tamburo si chiama Ratantira.

I fantocci

Ogni zona ha il suo, e ognuno ha un nome:

I Mamuthones di Mamoiada

A Mamoiada i Mamuthones indossano pelli scure di pecora nera, una maschera nera — chiamata bisera — e grandi campanacci.

Sono dodici e sfilano in file di due, coperti di pelli e peli di animale, facendo suonare i campanacci di bue in ritmi differenti. Con loro ci sono gli Issohadores, che vestono corpetto rosso, camicia e pantaloni bianchi, con il fazzoletto floreale, i campanellini e la maschera bianca.

La sfilata è composta e solenne, e richiama qualcosa di religioso. La prima uscita ufficiale è proprio il 17 gennaio. Altrove il tono è diverso: gli altri modi di fare Carnevale vanno dai carri di cartapesta ai roghi di piazza.

I Boes e i Merdules di Ottana

A Ottana le figure principali sono tre.

I Boes portano una maschera con le fattezze di bue, indossano pelli di pecora bianca e un grappolone di campanacci pesante. I Merdules sono i guardiani dei buoi: durante la sfilata cercano di comandare i Boes e usano un bastone per richiamarli o addomesticarli.

La terza è Sa Filonzana: un'anziana zoppa e gobba, vestita di nero, intenta a filare la lana.

Ad accompagnare il Carnevale di Ottana c'è il Tumbarinu, con le danze dei gruppi di giovani. A Orotelli, invece, il Carnevale è animato da Sos Thurpos.

Le maschere mute

Le maschere di Mamoiada, Ottana e Orotelli sono mute e di antica origine: nei carnevali barbaricini ricorre la dicotomia fra opposti, e si usano maschere, travestimenti, satira e pantomima grottesca.

I cavalli

A Oristano il fulcro del Carnevale sono le esibizioni equestri, e la principale è la Sartiglia.

A Santulussurgiu si corre Sa carrela 'e nanti, a Ghilarza Sa corsa a sa pudda.

I banchetti di Tempio Pausania

A Tempio Pausania, fin dal Settecento, la popolazione veniva chiamata a banchetti che duravano talvolta due mesi: dall'Epifania al Martedì grasso.

Non era un caso: quel periodo coincideva con il riposo della terra e la tregua dei contadini.

Che cosa si mangia

Il Carnevale sardo è accompagnato dalle fave con il lardo, dalle frittelle e dal vino, che si beve in abbondanza.

Le frittelle sono le zippulas, cioè le zeppole.

Domande frequenti

Che cosa significa carrasecare

È il nome sardo del Carnevale, che viene spiegato come «carne viva da smembrare».

Chi sono i Mamuthones

Sono le maschere di Mamoiada: pelli scure di pecora nera, maschera nera detta bisera e grandi campanacci. Sono dodici e sfilano in file di due, con gli Issohadores.

Chi sono i Boes e i Merdules

Sono le maschere di Ottana: i Boes hanno la maschera con le fattezze di bue e le pelli di pecora bianca, i Merdules sono i guardiani che cercano di comandarli con un bastone.

Quando comincia il Carnevale in Sardegna

Il 17 gennaio, con i fuochi di Sant'Antonio Abate: in diversi paesi è il giorno della prima uscita delle maschere tradizionali.

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