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Carnevale · Tradizioni

Le tradizioni del Carnevale in Umbria: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A Marsciano, dal Seicento, la Compagnia del Purgatorio raccoglieva offerte in denaro e in generi alimentari: servivano per le messe in suffragio delle anime del Purgatorio, e una parte del raccolto diventava le cialde che si distribuivano durante il Carnevale.

Ogni famiglia aveva il suo ferro, con stemmi e motti.

La Signoria del Carnevale

A Marsciano, intorno al 1600, nasce la Compagnia del Purgatorio, chiamata anche Signoria del Carnevale.

Raccoglieva offerte in denaro e generi alimentari, destinate alle messe in suffragio delle anime del Purgatorio: la tradizione locale ricollega quella pratica allo scampato assedio dei fiorentini allo Stato della Chiesa.

Una parte del raccolto serviva a fare le cialde distribuite durante il Carnevale.

I Ferri da Cialda

Le cialde si cuocevano con ferri realizzati a mano: due piastre di ferro che ogni famiglia personalizzava.

Sopra c'erano gli stemmi, i fregi, i motti e le effigi di casa. Ancora oggi esiste la comunità locale dei Ferri da Cialda di Marsciano: artigiani che forgiano gli strumenti secondo antichi canoni e segreti, e trasmettono alle nuove generazioni quel saper fare.

Il Bartoccio di Perugia

La maschera del Carnevale perugino è il Bartoccio, che anima la festa con le composizioni dialettali.

È un perugino della piana del Tevere: le ricerche storiche lo farebbero risalire al 1521, e compare nella tradizione letteraria locale già dal 1600. Il Carnevale di Perugia comprende poi i laboratori, la musica, gli eventi per i più piccoli e i burattini.

Sant'Eraclio, Città del Carnevale

A Sant'Eraclio la tradizione risale al 1542, quando i frati Olivetani di Mormonzone organizzarono una festa popolare per le strade. Il paese è chiamato Città del Carnevale.

Il Carnevale dei Ragazzi, che è fra i più antichi dell'Umbria, ha invece una data più recente: il 1960, quando il parroco Luciano Raponi fondò un comitato per organizzare la festa, raccogliendo l'eredità delle tradizionali Mascherate.

Oggi sfilano sei carri allegorici di cartapesta, e tornano i Cortei Mascherati, con i carri e centinaia di maschere: chi sfila invita il pubblico a unirsi al gioco.

Le maschere di Avigliano

Ad Avigliano Umbro le maschere tradizionali sono quattro: Rosalinda, Nasotorto, Nasoacciaccato e Chicchirichella.

La festa comprende la battaglia dei quattro storici rioni.

Le altre feste

In tutto il territorio umbro si trovano manifestazioni con carri allegorici, maschere e costumi tipici, e i carri sono descritti come opere d'arte in cartapesta. Il travestimento e lo scambio di ruoli restano gli elementi tradizionali della festa.

I dolci

Il dolce del Perugino sono gli strufoli, fatti con miele o zucchero.

Accanto a loro ci sono le frappe, le castagnole, la crescionda e la cicerchiata: palline di pasta al miele, profumate all'arancia, con i canditi e i confetti.

Domande frequenti

Che cos'era la Signoria del Carnevale di Marsciano

Era la Compagnia del Purgatorio, nata intorno al 1600: raccoglieva offerte in denaro e generi alimentari per le messe in suffragio delle anime, e con parte del raccolto si facevano le cialde.

Che cosa sono i Ferri da Cialda

Sono i ferri a due piastre con cui si cuocevano le cialde, personalizzati da ogni famiglia con stemmi, fregi, motti ed effigi: a Marsciano c'è ancora la comunità di artigiani che li forgia.

Chi è il Bartoccio

È la maschera del Carnevale di Perugia, un perugino della piana del Tevere: le ricerche lo farebbero risalire al 1521, e anima la festa con le composizioni dialettali. Perugia non è la sola: c'è il Carnevale nel resto d'Italia.

Quali sono i dolci di Carnevale in Umbria

Gli strufoli del Perugino, le frappe, le castagnole, la crescionda e la cicerchiata, con le palline di pasta al miele profumate all'arancia.

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