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Le tradizioni del Carnevale in Umbria: riti, piatti e usanze del posto
A Marsciano, dal Seicento, la Compagnia del Purgatorio raccoglieva offerte in denaro e in generi alimentari: servivano per le messe in suffragio delle anime del Purgatorio, e una parte del raccolto diventava le cialde che si distribuivano durante il Carnevale.
Ogni famiglia aveva il suo ferro, con stemmi e motti.
La Signoria del Carnevale
A Marsciano, intorno al 1600, nasce la Compagnia del Purgatorio, chiamata anche Signoria del Carnevale.
Raccoglieva offerte in denaro e generi alimentari, destinate alle messe in suffragio delle anime del Purgatorio: la tradizione locale ricollega quella pratica allo scampato assedio dei fiorentini allo Stato della Chiesa.
Una parte del raccolto serviva a fare le cialde distribuite durante il Carnevale.
I Ferri da Cialda
Le cialde si cuocevano con ferri realizzati a mano: due piastre di ferro che ogni famiglia personalizzava.
Sopra c'erano gli stemmi, i fregi, i motti e le effigi di casa. Ancora oggi esiste la comunità locale dei Ferri da Cialda di Marsciano: artigiani che forgiano gli strumenti secondo antichi canoni e segreti, e trasmettono alle nuove generazioni quel saper fare.
Il Bartoccio di Perugia
La maschera del Carnevale perugino è il Bartoccio, che anima la festa con le composizioni dialettali.
È un perugino della piana del Tevere: le ricerche storiche lo farebbero risalire al 1521, e compare nella tradizione letteraria locale già dal 1600. Il Carnevale di Perugia comprende poi i laboratori, la musica, gli eventi per i più piccoli e i burattini.
Sant'Eraclio, Città del Carnevale
A Sant'Eraclio la tradizione risale al 1542, quando i frati Olivetani di Mormonzone organizzarono una festa popolare per le strade. Il paese è chiamato Città del Carnevale.
Il Carnevale dei Ragazzi, che è fra i più antichi dell'Umbria, ha invece una data più recente: il 1960, quando il parroco Luciano Raponi fondò un comitato per organizzare la festa, raccogliendo l'eredità delle tradizionali Mascherate.
Oggi sfilano sei carri allegorici di cartapesta, e tornano i Cortei Mascherati, con i carri e centinaia di maschere: chi sfila invita il pubblico a unirsi al gioco.
Le maschere di Avigliano
Ad Avigliano Umbro le maschere tradizionali sono quattro: Rosalinda, Nasotorto, Nasoacciaccato e Chicchirichella.
La festa comprende la battaglia dei quattro storici rioni.
Le altre feste
- a Spoleto i carri allegorici percorrono il centro storico e le strade periferiche, scortati da gruppi mascherati e bande musicali;
- ad Acquasparta c'è il Carnevale dei Bambini, con i carri pensati per i gusti dei più piccoli;
- a Montecastrilli e a Guardea le sfilate con i carri si tengono nelle ultime due domeniche di Carnevale;
- a Gubbio si tiene il Carnevale dei ragazzi, con le sfilate in maschera nel centro storico;
- a Compignano, frazione di Marsciano, c'è uno spettacolo di animazione con la merenda a base di dolci tipici;
- a Porchiano del Monte, frazione di Amelia, si fa festa con giochi e spettacoli in costume.
In tutto il territorio umbro si trovano manifestazioni con carri allegorici, maschere e costumi tipici, e i carri sono descritti come opere d'arte in cartapesta. Il travestimento e lo scambio di ruoli restano gli elementi tradizionali della festa.
I dolci
Il dolce del Perugino sono gli strufoli, fatti con miele o zucchero.
Accanto a loro ci sono le frappe, le castagnole, la crescionda e la cicerchiata: palline di pasta al miele, profumate all'arancia, con i canditi e i confetti.
Domande frequenti
Che cos'era la Signoria del Carnevale di Marsciano
Era la Compagnia del Purgatorio, nata intorno al 1600: raccoglieva offerte in denaro e generi alimentari per le messe in suffragio delle anime, e con parte del raccolto si facevano le cialde.
Che cosa sono i Ferri da Cialda
Sono i ferri a due piastre con cui si cuocevano le cialde, personalizzati da ogni famiglia con stemmi, fregi, motti ed effigi: a Marsciano c'è ancora la comunità di artigiani che li forgia.
Chi è il Bartoccio
È la maschera del Carnevale di Perugia, un perugino della piana del Tevere: le ricerche lo farebbero risalire al 1521, e anima la festa con le composizioni dialettali. Perugia non è la sola: c'è il Carnevale nel resto d'Italia.
Quali sono i dolci di Carnevale in Umbria
Gli strufoli del Perugino, le frappe, le castagnole, la crescionda e la cicerchiata, con le palline di pasta al miele profumate all'arancia.