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Le tradizioni del Carnevale nel Lazio: riti, piatti e usanze del posto
A Frosinone il Carnevale si fa con una grande foglia di agave in mano: è la Festa della Radeca, che ricorda la rivolta frusinate contro l'occupazione francese del 1798-1799 e si chiude con il processo e il rogo del generale Championnet.
A Ronciglione, il giovedì grasso, sfilano gli ussari.
La Festa della Radeca
A Frosinone il Carnevale ha per simbolo la radeca, una grande foglia di agave.
La festa affonda le radici nel XVIII secolo e celebra la rivolta frusinate del 1798-1799 contro l'occupazione francese: culmina nel processo e nel rogo del generale Championnet.
La foglia di agave sta per la fertilità e la libertà; c'è anche chi innalza una cima di cavolfiore, come segno rurale.
Gli ussari di Ronciglione
Il Carnevale di Ronciglione discende dal Carnevale romano rinascimentale e barocco e si collega alle Pubbliche allegrezze del Cinquecento e del Seicento: nei documenti è riconosciuto da oltre 130 anni.
Si apre stendendo il tappeto rosso al re del Carnevale, e comincia il giovedì grasso con la cavalcata degli ussari: sfilano in divise ottocentesche, e la tradizione risale al Settecento, rievocando una leggenda locale su un capitano degli ussari francesi.
Il Corso di gala occupa due, a volte tre domeniche e conta oltre trecento edizioni: sfilano i carri allegorici, le bande e le danze folcloristiche, con migliaia di cittadini in maschera e costumi coloratissimi.
O' Puccio di Civita Castellana
A Civita Castellana il Carnevale è documentato fin dal XVI secolo, e comincia il 17 gennaio, festa di Sant'Antonio Abate, con l'investitura del Re Carnevale.
Il Re è O' Puccio, e la sera del Martedì Grasso viene bruciato: il rogo segna la fine dei festeggiamenti.
Il Carnevale romano
Le radici del Carnevale romano si fanno risalire ai Saturnali, celebrati in onore di Saturno; come festa cittadina nasce in epoca medievale.
Vi comparivano i personaggi e le maschere popolari dei teatrini, a metà fra il popolano e il nobile; fra i momenti tipici c'erano la corsa dei cavalli berberi e la tradizione dei moccoletti, con le fiaccole o le lanterne portate il martedì grasso. Coinvolgeva tutta la popolazione e attirava curiosi da tutto il mondo.
Nel Lazio il Carnevale è radicato nei borghi antichi, nella Sabina, nella Tuscia e a Roma.
I rigatoni nel vaso da notte
Nella gastronomia carnevalesca laziale c'è un piatto che si ricorda soprattutto per come si serve: i rigatoni al sugo, portati in tavola nei vasi da notte.
A Civita Castellana, durante il Carnevale Storico, si serve il Frittellone: una sottile frittella di uova, farina e pecorino, che si dice fosse già preparata dagli Etruschi e dai Romani.
La Pupazza di Frascati
A Frascati la specialità è la Pupazza: un biscotto di farina, miele di fiori selvatici e aroma d'arancia.
Raffigura una giovane donna con tre mammelle — probabilmente una balia. La si dava ai bambini per calmarli, insieme al Cannellino di Frascati, che ai neonati si somministrava con un ciuccio di stoffa.
Le frappe e gli altri dolci
Le frappe laziali discendono dalle antiche frictilia romane: si friggevano nel grasso di maiale e si servivano durante i Saturnali.
Accanto a loro ci sono:
- i ravioli di Carnevale, fritti e ripieni di ricotta, cioccolato e cannella;
- le castagnole, palline di pasta fritte e morbide, spolverate di zucchero, che in alcune zone della Tuscia si chiamano Strufoli;
- le fregnacce, che cambiano nome di paese in paese: Bertolacce a Corchiano, Fregnacce a Gallese, Pizzacce a Orte;
- i Cecamarini della Ciociaria, detti anche Cecamariti — il nome allude ad «accecare i mariti» con la bontà —, piccole palline d'impasto fritte e spolverate di zucchero;
- la cicerchiata, che prende il nome dalle cicerchie, diffuse nel Lazio meridionale.
Domande frequenti
Che cos'è la Festa della Radeca
È il Carnevale di Frosinone: si sfila con una grande foglia di agave, simbolo di fertilità e libertà, e si celebra la rivolta del 1798-1799 contro l'occupazione francese, con il processo e il rogo del generale Championnet.
Che cos'è la cavalcata degli ussari
È l'apertura del Carnevale di Ronciglione, il giovedì grasso: gli ussari sfilano in divise ottocentesche, e la tradizione risale al Settecento.
Chi è O' Puccio
È il Re Carnevale di Civita Castellana: viene investito il 17 gennaio, per Sant'Antonio Abate, e bruciato la sera del Martedì Grasso.
Che cos'è la Pupazza di Frascati
È il biscotto di farina, miele di fiori selvatici e aroma d'arancia che raffigura una donna con tre mammelle, probabilmente una balia.